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Le cose più imbarazzanti che ci sono capitate mentre eravamo troppo fatti

Abbiamo raccolto sette storie in cui compaiono vomito, fattorini degli alberghi, rientri ninja in casa dei genitori e tutto quello che, almeno una volta nella vita, è successo a chi abbia esagerato con le canne.
Foto di Bruno Bayley. Le persone che compaiono nelle foto non sono quelle dell'articolo.

L'unico episodio imbarazzante delle mia vita che c'entra con la cannabis risale a quando avevo 19 anni. Ero al parco con il mio ragazzo, ci stavamo facendo una canna, ho dato due tiri ed è stato il disastro. Mi sono sentita soffocare e pochi secondi dopo ero sdraiata per terra, incapace di muovermi. Aprire gli occhi mi richiedeva uno sforzo immane. Ero convinta che sarei morta. Alla fine, il mio ragazzo mi ha trascinata su un taxi e mi ha portata a casa, dove ho dovuto salire di nascosto due piani di scale anche se facevo fatica a stare in piedi.

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Ma cose del genere sono successe a tutti. Non importa se sei uno che non regge o un fattone esperto; a volte va male e basta. Ti si annebbia la vista, la stanza comincia a girare, non riesci a muoverti o a parlare, e vai in cerca di un punto morbido nelle vicinanze dove collassare.

Invece, ho parlato con alcune persone che hanno perso la dignità in toto per colpa dell'erba.

LILY, 26 ANNI

Va bene, so che questa storia sembrerà presa da un film di Seth Rogen, ma giuro che è vera. Ero ad Amsterdam con il mio ragazzo e stavamo tornando al nostro albergo, un quattro stelle super figo. Ero in chimica, quindi per strada ho comprato un'insalata. Quando siamo arrivati in hotel, ho chiesto che mi venissero portate in camera delle posate. Qualche minuto dopo, è arrivato un ragazzo con un forte accento cinese e ha provato a darmi delle bustine di tè e del latte. Io provavo a dire, "Can I have a fork?" E il cameriere continuava a ripetere "A fuck? A fuck?" Ho cominciato a ridere così forte che mi è andata insieme la vista e sono svenuta, facendo chiudere la porta in faccia al cameriere.

Ho ripreso coscienza sul pavimento, con il ragazzo che bussava e urlava "HELLO, HELLO, HELLO, HELLO". Questo è andato avanti per almeno 30 secondi, dato che il mio ragazzo era troppo fatto per capire quello che stava succedendo. A quel punto però si è alzato dal letto, si è inventato una cazzata sul fatto che avessi una malattia congenita per cui svenivo sempre, e ha mandato via il ragazzo dicendogli che non avevamo più bisogno della forchetta. A quel punto stavo sudando e vomitando ovunque—avevo vomito anche nei capelli e sono risvenuta nel letto, nuda, a pancia in giù. Quando ho preso coscienza per la seconda volta, il cameriere era nella stanza e mi guardava schifato, con una forchetta in mano. Ci eravamo dimenticati di chiudere a chiave la stanza.

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LAUREN, 25 ANNI

L'anno che mi sono trasferita a Londra, una volta sono andata da un'amica con lo scopo preciso di farmi le canne nel suo piccolissimo bagno in compagnia di altre quattro persone. Abbiamo acceso due canne contemporaneamente e le stavamo facendo girare. Non fumavo da tanto, quindi dopo dieci minuti ero completamente fatta e volevo andare fuori dalla stanza. Ma nessuno voleva farmi aprire la porta per non far uscire la cappa di fumo dal bagno, perciò me ne sono rimasta sul water con una candela in mano. Non ricordo di noi che apriamo la porta. Ma mi hanno raccontato che sono stata portata in giardino per prendere un po' d'aria, e lì ho vomitato, ho chiesto dove fossimo, e ho vomitato di nuovo quando mi hanno detto che ero in Inghilterra.

HOLLY, 24 ANNI

Durante l'adolescenza vivevo in un sobborgo noiosissimo fuori da Leeds. La mia migliore amica viveva un po' più vicino al centro della città e aveva genitori super tranquilli, quindi il venerdì, dopo scuola, io e le mie compagne andavamo da lei. Una volta abbiamo invitato a casa sua anche dei ragazzi della nostra scuola. Mi era giunta voce che il ragazzo che mi piaceva sarebbe venuto. Avevano dell'erba e sapevano rollare, cosa che mi sembrava pazzesca dato che era la prima volta che vedevo fare una canna nella mia vita.

Ho dato un paio di tiri e mi sono trascinata al piano di sopra, pensando che una vomitata tattica avrebbe risolto la situazione. Ho passato l'ora successiva aggrappata al cesso, fatta come non ero mai stata—anche perché a quell'età non avevo mai fatto grandi cose, al massimo una birra. La mattina dopo, mi sono svegliata nel letto dei genitori della mia amica, che avevo riempito di vomito, assolutamente mortificata. La mia amica mi ha detto che mentre ero incosciente, il ragazzo che mi piaceva è venuto nella stanza e mi ha rimboccato le coperte, mentre ero completamente coperta di vomito. Tra noi due non è mai successo niente.

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JAKE, 25 ANNI

Era una notte d'estate ed ero in giro con degli amici, avevamo bevuto e fumato per ore. Intorno alle due di notte, ho deciso di dirigermi a casa della mia ragazza e di fermarmi a mangiare qualcosa per strada. Nel mio stato compromesso, ho sopravvalutato la quantità di cibo che potevo ingerire e ho perso il senso della misura. Sono arrivato a casa sua e mi sono fatto un'altra canna mangiando la torta di mele e crema chantilly che mi ero portato dal bar in cui mi ero fermato e che rifiutavo di condividere. Dopo due morsi sono diventato verdognolo, la stanza ha cominciato a girare, e sapevo cosa stava per succedere. A casa sua c'erano delle sue amiche, quindi ho provato a collassare in un angolo senza farmi notare. Le ho mandato un messaggio con scritto, "Faccio un sonnellino in bagno." Ho vomitato e mi sono addormentato sulle piastrelle del bagno. La cosa peggiore è stata che il bagno era minuscolo e quindi il mio corpo quasi privo di sensi bloccava la porta. Per tutta la notte, chi avesse bisogno del bagno ha dovuto scavalcarmi.

JAMIE, 28 ANNI

Stavo suonando con la mia band in un locale di Cambridge, e alla fine del concerto mi sono messo a parlare con una ragazza. A fine serata, eravamo entrambi ubriachi e siamo andati a casa sua a farci una canna. Ancora non so perché, ma mentre era in bagno mi sono completamente spogliato e mi sono infilato nel suo letto. Lei è apparsa sorpresa, ma ha riso e mi ha chiesto di fare una canna, dandomi la sua erba. Nel tentativo di fare colpo, ne ho messa un sacco e abbiamo cominciato a fumare. Al terzo tiro, la stanza ha cominciato a girare e ho realizzato che avrei vomitato, ma stavo cercando di comportarmi elegantemente perché ancora non l'avevo nemmeno baciata. Sentivo di essere sempre più bianco, tanto che lei mi ha chiesto se dovevo vomitare. Le ho detto che stavo bene, ma era piuttosto ovvio che non fosse così. Mi ha portato in bagno e ha aspettato fuori che io vomitassi—io ero ancora nudo come un verme. La sentivo ridere fuori dalla porta. Per miracolo sono riuscito a limitare i danni, mi ha dato uno spazzolino per lavarmi i denti e alla fine abbiamo addirittura fatto sesso.

BILLY, 25 ANNI

Avevo 18 anni e nessuna esperienza coi dolci alla marijuana. Insieme ad alcuni amici abbiamo fatto dei brownie con dentro poco più di un grammo di erba. Li abbiamo mangiati tutti in dieci minuti, perché eravamo degli idioti. All'inizio mi sentivo bene, ma la situazione è precipitata rapidamente e ho cominciato a sentirmi terribilmente fatto. Non riuscivo a muovermi e mi sentivo come se il mio corpo fosse incollato al divano. Ho mandato un messaggio a mia mamma dicendole che stavo morendo e che le volevo bene, poi ho passato le due ore successive cercando di nutrire il coccodrillo sulla mia Lacoste. A parte gli scherzi, è stato terrificante.

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