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Benvenuti su AppleKiss, il social network tutto italiano

AppleKiss è il nuovo social network tutto italiano e supportato da Francesco Facchinetti.

di Lorenzo Fantoni
23 settembre 2015, 2:45pm

State attenti quando mangiate troppo, la mattina dopo potreste svegliarvi in compagnia di una startup. Questo è proprio ciò che è successo ad Alfredo Ardenghi, imprenditore nel campo del riciclaggio di elettrodomestici e rifiuti, che dopo aver sognato "mele che rotolano fuori da una cassa in cerca di libertà" ha lanciato AppleKiss.

L'idea alla base è una piattaforma di blogging che cerca in tutti i modi di vendersi come un social network, perché giustamente i blog sono vecchi, morti e su internet nessuno vuole dedicare alla lettura più di pochi secondi.

C'è pure un video che sembra tratto da una pubblicità per il turismo di qualche regione montana.


Su AppleKiss—che nei materiali di comunicazione fa ampio uso del vocabolo da abbandonare col 2015, ovvero "storytelling"—gli articoli si chiamano Apple mentre è possibile esprimere il proprio Like con un Kiss.

Tutto sembra in qualche modo orientato verso il concetto di "personal branding", non si sa bene in che senso, ma proprio per questo motivo il progetto è supportato da un personaggio che proprio su questo aspetto ha costruito la sua fortuna. Stiamo parlando di Francesco Facchinetti, ovvero l'uomo che ancora si ostina a chiamare i telefoni cinesi con i nomi dei grandi scienziati italiani.

La prima domanda che ci viene in mente è "Perché chiamarlo AppleKiss se le mele nel sogno non si baciano ma cercano la libertà?"

La seconda è "Ok, è uno scherzo. Dove sono le telecamere?"

Ma la verità è che chi crea un nuovo social network al giorno d'oggi pensa che ce ne sia davvero bisogno, mentre invece sta solo aggiungendo l'ennesima pizza fredda a un buffet che straborda di pietanze.

Il caso di AppleKiss poi è particolarmente surreale visto che non si capisce bene perché qualcuno dovrebbe scrivere un articolo, pardon un Apple, su questa piattaforma piuttosto che sul proprio blog personale, su Medium o direttamente su Facebook.

"Perché i 140 caratteri di Twitter limitano lo storytelling e su Facebook nessuno si mette a leggere post lunghi" ok, forse in questa affermazione c'è un fondo di verità, ma comunque questo non spiega perché si dovrebbe leggerli su una piattaforma poco diffusa e con un'interfaccia abbastanza scarna, che oltretutto rischia di sparire dalla faccia della Terra al primo colpo di tosse di un legale di Cupertino, anche se Ardenghi sostiene che il marchio è registrato e quindi a prova di bomba.

Una volta iscritti si viene portati nella propria pagina principale, al centro della quale troviamo un newsfeed simile a quello di Facebook in cui fa bella mostra di sé l'immancabile aggiornamento sul fatto che oggi inizia l'autunno, con tanto di immagine ricca di foglie secche e hashtag #sapevatelo.

La sezione blog raccoglie in maniera sequenziale tutte le pubblicazioni degli utenti che al momento sono circa 1500. È possibile filtrarle per parola chiave, categoria, data o selezionare solo quelle degli amici.

Volendo su AppleKiss c'è anche una sezione dedicata alle inserzioni, anche se per adesso conta solo due proposte: un annuncio per la ricerca di blogger gratuiti e una strana proposta per leasing di auto.

Non mancano ovviamente gruppi di ogni tipo che nascono per catalizzare eventuali interessi comuni, come la voglia di spammare i propri video di YouTube, la fotografia o Eros Ramazzotti.

Teoricamente ad AppleKiss non manca niente, tranne una macchina del tempo che lo porti indietro di circa 15 anni e gli permetta di uscire prima di tutti i suoi concorrenti.

Non è inoltre ben chiaro come e quando il progetto dovrebbe diventare autosufficiente e generare una rendita, visto che difficilmente riuscirà anche solo vagamente a raggiungere una massa critica di utenti che lo renda utile o quantomeno competitivo.

D'altronde il suo creatore non ha neppure un profilo Facebook, anche se ci ha tenuto a informare tutti che quando era alle medie gli venivano bene i temi. È quindi molto probabile che stavolta Facchinetti non riuscirà nello stesso trick di StonexOne e che AppleKiss finirà con Egomnia nelle grandi idee italiane che per strane congiunture astrali chissà perché non hanno funzionato.

Non posso tuttavia fare a meno di pensare che tra la valorizzazione dei rifiuti e i social network vi sia un profondo legame, quindi potrebbe funzionare.

Segui Lorenzo su Twitter: @loffio