'The Dark Side of the Sun' racconta la vita dei bambini allergici al sole

Il film sperimentale mescola animazione e materiale girato a Camp Sundown, un campo estivo che accoglie giovani pazienti da tutto il mondo.
20.9.16

The Dark Side of the Sun, trailer italiano.

Un personaggio misterioso forgia con la luce lunare delle sfere luminose, riponendo in ognuna di esse uno dei suoi figli. Trasportati da un gufo—come una cicogna notturna—questi globi vengono lasciati nelle case dove nascerà presto un bambino.

Si tratta di uno dei primi momenti di The Dark Side of the Sun, il documentario diretto da Carlo Shalom Hintermann e incentrato su Camp Sundown, un campo estivo nello stato di New York pensato per accogliere giovani pazienti affetti da xeroderma pigmentoso (XP): “l’allergia al sole”, una malattia caratterizzata dall’elevata fotosensibilità della pelle che costringe le persone affette a limitare al minimo l’esposizione ai raggi ultravioletti per non incorrere in tumori, gravi ustioni o in altre complicazioni critiche.

La pellicola, proiettata nelle sale nel 2011 ma tradotta in Italia solo di recente, è caratterizzata da una commistione particolare di riprese girate a Sundown nell’arco di tre anni—avvalendosi di una strumentazione particolare con illuminazione a led pensata per non ledere la salute dei ragazzi—e animazioni che raccontano la vita degli stessi ospiti del campo.

Lorenzo Ceccotti (in arte LRNZ), animatore, storybordista e colorista a capo del progetto, insieme ai suoi tre collaboratori, si è ispirato ai disegni degli stessi ragazzi del campo, per dare vita a una cosmogonia alternativa, retta da figure ancestrali come Father Night e Mother Day, popolata da esseri fatati, nella quale il destino dei singoli è strettamente collegato a quello del mondo.

Quest’ambizione traspare nitida nel paragone con le riprese dal vivo, volte a evidenziare costantemente la straordinaria “normalità” dei ragazzi d Sundown.I protagonisti sono persone non diverse da noi, animate dai medesimi desideri e segnate dalle medesime debolezze, che hanno imparato, per necessità, a fare a meno del sole: a cercare la loro luce nella luna, i loro colori nei riflessi della notte.

"Comincia tutto da qui, da un foglio di carta. Qui si tratta di noi e di quello che ci passa per la testa."

L’espediente non è di natura formale ma ontologica: non ci vengono raccontate due storie parallele, si tratta di un’unica storia declinata secondo linguaggi diversi che si specchiano l’uno nell’altro per raggiungere la stessa conclusione.

Gli animatori, in numero esiguo per uno sforzo produttivo di simile portata, riescono a fare di necessità virtù lavorando per sottrazione: innestandosi su una tradizione stilistica elevata ad arte da Miyazaki, Takahata e lo studio Ghibli, si concentrano sull’eliminazione di ogni elemento superfluo, cercando di conservare unicamente i segni necessari ai fini narrativi.

The Dark Side of the Sun è tanto complicato da apparire semplice: perché tutte le sue storie, i suoi diversi registri, gli stilemi adottati e i livelli contenutistici si sintetizzano, in fondo, in una fiaba che suona antica come il mondo: la fiaba dei bambini che splendono la notte.

The Dark Side of the Sun è stato diretto da Carlo Shalom Hintermann e prodotto da Citrullo International e Rainbow, in collaborazione con Rai Cinema.

Per ulteriori informazioni, visitate la pagina Facebook del progetto.