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Il caffè col burro non è per i deboli di cuore

Ho voluto provare il bulletproof coffee, una vecchia tradizione che sta riemergendo grazie alle presunte proprietà energetiche della bevanda. Peccato che, dopo la botta energetica iniziale, sia arrivato anche un altro tipo di botta.

Foto via Flickr/thedabblist.

Siamo a metà mattinata di un giorno pieno: è allora che di solito iniziano a manifestarsi i morsi della fame e il pranzo è ancora un miraggio. Ma oggi è diverso. Avverto una sensazione di sazietà. Sono colmo di energie e il mio cervello riesce a tenere la concentrazione. La cosa più strana è che a colazione non ho buttato giù niente di solido. Solo una bella tazza di caffè schiumoso con un abbondante cucchiaio di burro—il genere di esperimento che Withnail di Shakespeare a colazione avrebbe potuto mettere insieme con gli avanzi di una serata.

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Io però so esattamente cosa sto facendo. Ho voluto provare il cosiddetto bulletproof coffee (o, più semplicemente, caffè al burro), una vecchia tradizione che sta riemergendo grazie alle presunte proprietà energetiche della bevanda. Il termine è stato coniato dal guru americano Dave Asprey, che ha traghettato l'esperienza di tè al burro di yak consumato a quasi 6.000 metri in Tibet nel mondo del caffè. Come spiega lo scalatore Mingma Tseri, che ha raggiunto la cima dell'Everest 19 volte, “Beviamo spesso tè con burro di yak e sale. Fa bene alla salute e si beve più che altro in inverno. È un energizzante comune per sherpa e scalatori.”

Bisogna specificare che non si tratta di rimescolare un po' di burro in un caffè qualsiasi, però: per il bulletproof coffee servono ingredienti ben precisi. Il caffè deve contenere poche tossine e garantire il livello più alto possibile di prestazione (io ho usato due cucchiai di Guatemalan Finca Santa Clara in acqua filtrata), il burro dev'essere biologico, senza sale e grass-fed. Il punto forte è l'aggiunta di un cucchiaio di olio di cocco vergine. Ho mescolato fino a ottenere una miscela schiumosa simile al latte, l'ho versata in una tazza e me la sono scolata. Era buono, ma era come se avessi appena ingerito una tinozza di olio di ricino.

I sostenitori delle virtù del bulletproof coffee, come testimonia la quantità di testimonianze recentemente comparse su internet, sono molti. E queste sono le loro ragioni: la caffeina è uno stimolante energetico che aumenta il metabolismo, riduce la sensazione di sforzo e ti mantiene in movimento. Il burro grass-fed, oltre a combattere gli antiossidanti, è pieno di colesterolo buono e vitamina K2, che decalcifica le arterie e coniuga l'acido linoleico che brucia i grassi.

Cambiare le nostre credenze sui grassi non è semplice, nonostante le ultime ricerche non abbiano rintracciato correlazioni tra i grassi saturi dietetici e l'incremento di malattie cardiovascolari. Ma ci sono sempre stati bassi tassi di problemi cardiaci nei francesi che mangiano foie gras e negli inuit che consumano grasso di balena. In più l'olio di cocco contiene acido laurico, che aiuta il sistema immunitario e gli acidi grassi a catena media (MCT), grassi che si comportano come carboidrati, metabolizzando direttamente nel fegato e donando più energia per grammo. Secondo il dott. Bruce Fife del Coconut Research Centre degli Stati Uniti, “È l'olio più sano di tutti, facilita il metabolismo e dà energia, perché tende a essere bruciato più che a essere immagazzinato come massa grassa.”

È esattamente per questo che molti atleti—specialmente i maratoneti e i corridori come il sottoscritto—adottano la dieta chetogenica, usando il grasso come fonte di energia più efficiente dei carboidrati. Ovviamente l'organismo ha bisogno di adattarsi a un'alimentazione del genere. La dieta chetogenica può essere dura, oltre ad avere qualche controindicazione, e bisogna ridurre i carboidrati. Per esempio, se la sera prima vi siete scolati cinque mojito e una valanga di dolci, allora il bulletproof non funzionerà. Vale lo stesso se il vostro organismo è abituato esclusivamente a una dieta ad alto indice glicemico.

A mezzora dall'entrata in circolo della bevanda, la caffeina ha iniziato a fare effetto. Un'ora dopo il mio stomaco faceva dei rumorini simili a un motore malandato, ma io mi sentivo benissimo. Era come se il burro e l'olio di cocco avessero semplificato l'aspetto tachicardico del caffè e mi avessero regalato una spinta maggiore e più duratura (i grassi rallentano l'assorbimento della caffeina). Ho fatto un paio di telefonate che avevo rimandato, risposto a email che avevo lasciato da parte, e al momento di uscire per una corsa di dieci chilometri mi sentivo più carico che mai.

Ma dopo una corsa tempestosa, ho cominciato a vacillare. A quel punto era più chiaro che mai, più di quanto il rumore di un motore malandato avrebbe potuto suggerire: nel mio colon c'era una bomba. Proprio quando ho raggiunto il divano per guardare la tv, il burro si è lanciato nell'Ultimo Tango a Parigi delle interiora. La mia mente era a prova di proiettile, ma il mio culo no.