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Fanculo all'elitarismo peloso

Mi sono depilata, e ora tutte le mie amiche femministe mi odiano.

di Eve Willis
02 agosto 2012, 9:15am

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo incontrato un fanatico. Non uno schizofrenico, ma un fanatico comune. L’ex fumatore, che tossisce e sputacchia alla vista di una sigaretta accesa; l'ex ragazza sovrappeso, che rifiuta una fetta di torta per una vita di compiacimento e yoga; il collega convinto che un weekend di astinenza dalla cocaina gli conferisca il diritto di predicare la sobrietà, solo per finire a trascorrere il venerdì sera annusando biglietti della lotteria. Ognuno di loro potrà perseguire cause differenti, ma sono tutti egualmente insopportabili. Di recente, mi sono scontrata con i fanatici che, forse più di qualunque altro genere, hanno trascorso il 2012 nella sottomissione a un dio puzzolente e peloso: i predicatori dei peli femminili.

L'iniziale decisione di smettere di depilarmi era dovuta in gran parte alla pura pigrizia e in piccola parte al desiderio di “rifiutare i canoni patriarcali di bellezza imposti sulle donne”. I mesi passavano, il mio nuovo io peloso se la cavava bene, e se bisogna credere a ciò che si legge su internet, tante altre donne facevano lo stesso; si sono aggiunte addirittura alcune mie amiche, e insieme abbiamo allegramente speso i nostri risparmi in smalti sgargianti e barattoli di Nutella formato famiglia. Molto divertente, no?

Ma poi è arrivato questa stagione. Caro, dolce, bambino Gesù! Il sole, il sudore, l’odore. Chiunque crede che le donne puzzino meno è un cretino, un cretino apparentemente non consapevole della decisione del mercato dell'abbigliamento di creare esclusivamente capi in poliestere.

E così, i peli delle ascelle se ne sono andati; l’infinito sgocciolamento di sudore dalle mie ascelle ha avuto fine. Tutto andava bene. Fino alla violenta reazione. Secondo alcuni, la pratica della ceretta all'inguine è paragonabile al cibarsi di bambini. Quando ho parlato alle mie amiche (i mostri che io stessa avevo creato!) delle mie abitudini depilatorie, le loro cosce pelose si sono arruffate per l’indignazione; nonostante mi tollerassero, sono diventata un’emarginata spirituale, la pecora nera del gruppo—anche se non si notava, dato che non sono coperta di lana.

Ciò che potrebbe benissimo essere nato dalla pigrizia e dalla tolleranza si è trasformato in un altro terreno di scontro femminile. Un’altra occasione per essere bigotti ed elitari. Così, depilarsi è male. I miei ciuffi rasati si sono raccolti nella bocca delle femministe, soffocandole.

Il pube è diventato una dichiarazione politica, ed è terribile—terribile e noioso che la vagina possa dire di una donna più di quanto faccia la casella che questa segna nella cabina elettorale, o quello che fa con la suddetta vagina. Mi chiedo quando questi predicatori del pelo femminile, che citano il femminismo come punto di riferimento (blasfemi!), si renderanno conto che comportarsi come dei fascisti del pelo non li renderà Valerie Solanas, ma semplicemente dei tiranni. Pensavo che lo scopo del femminismo fosse dare la libertà di scelta a ogni donna.
 

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