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Vice Blog

Armonia mestruale

21.10.08

Uno dei nostri nuovi traduttori, Marco Prato, è un ragazzo un po' boh. Ascolta black metal, traduce cataloghi di pavimenti in plastica per le palestre, ed è uno dei pochi giovani autori il cui racconto nell'inspiegabilmente-tanto-amata collana Giovani cosmetici non ci fa venir voglia di uccidere Isabella Santacroce per tutto quello che ha fatto per rovinare la narrativa italiana. Di recente abbiamo scoperto che Marco ha scritto un Harmony con altre cinque persone, tutte donne. Quando la nostra managing editor l'ha sentito, ha iniziato a ridere e sorridere e fare cenni strani e saltellare seduta sulla sedia—forse rimbalzare sul culo è l'espressione giusta—mentre batteva le mani come un'idiota dalle chiappe di gomma. Dato che le espressioni ridicole della suddetta managing editor funzionano a mo' di oracolo in redazione, abbiamo fatto un po' di domande a Marco. Gli abbiamo chiesto se si è divertito e ci ha detto, "Sì, ma più che altro incuriosito." Gli abbiamo chiesto come sono le persone da Harmony e ci ha detto, "Sono stati tutti molto gentili, mooolto più gentili di tante altre case editrici italiane, ultraprofessionali." Gli abbiamo chiesto che titolo avrà il libro e ci ha detto, "Putroppo non lo sappiamo, i titoli li scelgono i loro editor". Allora gli abbiamo chiesto di scriverci un paragrafino su questa storia e lui ci ha detto, "OK". E noi l'abbiamo postato qui sotto dopo il salto.

Scrivere un Harmony, per un ragazzo, è l'equivalente letterario dell'andare la sera per balere a caccia di tardone. C'è un fascino inesplorato in quel mondo fatto di rughe, lenti bifocali, dentiere traballanti, incontinenza e rilassamento muscolare. Scrivere un Harmony con altre cinque ragazze è portare la questione a un livello ancora superiore. Già mettere insieme un romanzo in cinque è un casino. È come cercare di fare accoppiare i cani con i gatti. Ma se le tue compagne di scrittura sono donne puoi star certo che ti ridurranno il culo a strisce. L'Harmony è il loro campo da gioco: tu maschio, sei un intruso. Che cazzo ne sai di cerette? Che cazzo ne sai di trucchi? Proponi di fare incontrare due dei vostri personaggi da H&M e sbagli. Le tue compagne ti guardano come se fossi un povero stronzo dicendo, "In questa situazione, sarebbe meglio Zara". Per non ammazzarci a vicenda ci dividiamo il lavoro con criterio: un capitolo e un personaggio da sviscerare a testa. A me capita uno dei coprotagonisti, il maschio testa di cazzo, obeso e che non ha mai visto una donna nuda in vita sua che non fosse sullo schermo di un computer. Lo rendo credibilissimo. Il capitolo che scrivo invece viene ferocemente massacrato dalla nostra compagna/editor di gruppo: quel che ne resta è ciò che rimarrebbe di una cotoletta lanciata in bocca a un dobermann. È lei che poi deve uniformare quella specie di Frankenstein sdolcinato che sta diventando il nostro libro. Rimaneggia il tutto inserendoci delle gran scene di sesso, che a quanto pare in questo genere di romanzi vanno un casino. Una volta terminato il lavoro, decidiamo di incontrarci per discutere gli ultimi dettagli bevendo un tè. Le mie compagne sono entusiaste del risultato. "Davvero ben riuscito il tuo personaggio", mi dicono e ridiamo tutte quante come vecchie amiche mangiando biscottini. Rido anch'io e mi chiedo per quale cazzo di motivo.
MARCO PRATO