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Vice Blog

Intervista col becchino

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di it
08 aprile 2010, 3:17pm

Capita a volte di vedere giovani attori nel pieno della loro vita trasformati dalla magia del trucco in simil-cadaveri in putrefazione per costose produzioni fanta-horror-cinematografiche. Ma pensate a tutti coloro che si guadagnano da vivere usando la magia del trucco per fare l'esatto contrario—i becchini. Siamo andati a fare quattro chiacchiere con una di loro.

L'Humber College di Toronto è l'unica scuola nell'Ontario ad offrire un corso di Educazione ai Servizi Funebri in inglese, quindi abbiamo pensato fosse il posto migliore per scoprire qualcosa sulla scena degli impresari di pompe funebri. Ah già! Perchè è così che vogliono essere chiamati. Non "becchini" o "beccamorti". Merda, scusate.

Vice: Allora perché hai deciso di voler diventare un impresario di pompe funebri?

Jess Hanlon, studentessa di Servizi Funebri: Perché è diverso da qualunque altro lavoro al mondo, e in un certo senso ben più appagante di quanto non si pensi.

Quindi non è solo la tua latente ossessione con la morte e il morire?

No, solitamente c'è più interazione con le famiglie coinvolte che con il defunto. Siamo informali consulenti del lutto, ci occupiamo di preparare la persona affinché la famiglia possa vederla per l'utima volta in maniera dignitosa.

Come reagisce la gente quando dici che sei un' impresaria di pompe funebri?

Dipende, la maggior parte cambia argomento appena dico cosa faccio. Ovviamente c'è un sentimento di disagio generale riguardo la morte nella nostra cultura. Ma di recente la gente ha cominciato ad aprirsi di più all'argomento. Ad ogni modo, dico alla gente solo quello che mi chiedono, e se vedo che sono a disagio cambio discorso.

E a te sta bene il disagio?

Fa parte del mestiere.

Dicci un po' del tuo programma di studi, che tipo di corsi segui?

In realtà il programma è piuttosto intenso, è in pratica un corso di due anni condensato in uno, seguito da un anno di apprendistato presso un'agenzia di pompe funebri. A lezione seguiamo anatomia, laboratorio di imbalsamazione, teoria dell'imbalsamazione, orientamento ai servizi funebri, comportamenti etici in servizi funebri, inglese e materie umanistiche. I corsi concernono tutti gli aspetti pratici e legislativi che potremmo incontrare nel mestiere.

Quali sono questi aspetti pratici e legislativi?

Be', gli aspetti pratici si riferiscono a cose come il tipo di sostanze chimiche specifiche da usare in base al tipo di morte, e quelli legislativi coprono roba come il tipo di pubblicità che ci è permesso di fare, la disposizione delle camere mortuarie, eccetera. In effetti siamo uno dei settori più regolamentati dalla legge che ci siano.

Dove lavori?

Lavoro per un servizio di trasferimento che si occupa sia delle agenzie di pompe funebri che degli uffici dei medici legali di città, quindi rispondiamo alle richieste dei medici legali, e anche alle imprese funebri che hanno bisogno di una mano.

Quando ricevi una chiamata, vai direttamente sul luogo della morte e porti i cadaveri all'obitorio o all'agenzia di pompe funebri?

Sì.

Inquietante. E le altre persone nel tuo corso come sono?

Quest'anno eravamo in 140. Alcuni erano studenti migliori di altri, e alcuni erano chiaramente più a loro agio nella parte dell'imbalsamazione che nelle relazioni con le famiglie, e viceversa. C'è la stessa diversità che troveresti in qualunque grande corso: siamo tutti piuttosto rilassati ma ci piace anche divertirci.

Qualche studente un po' strano?

Be' ovviamente non definirei nessuno nel mio corso o nella mia professione "strambo". Quella è generalmente un'immagine dataci ingiustamente dai media.

In che senso?

Voglio dire, tendono a catturare il lato macabro e morboso della professione. Non si concentrano sugli uomini e le donne che lavorano 14 ore su un'imbalsamazione, e poi accettano di rimanere altre due ore per preparare la camera mortuaria all'arrivo della famiglia. Quella parte lì non è abbastanza sensazionale. La prospettiva comunque sta cambiando, il che è positivo. Per quanto riguarda gli impresari di pompe funebri in generale, siamo tutti persone normali. Nessuno affiderebbe il proprio caro defunto a qualcuno che fa paura.

E per quanto riguarda l'aspetto dell'imbalsamazione, le ragazze sono più brave, come se la cavano? Ho sempre pensato fosse un lavoro da uomini, perché le ragazze tendono a trovarlo un po' "viscido".

Le ragazze sono più forti di quello che credi. Siamo anche piuttosto brave con i cosmetici, anche se in realtà ho visto anche dei ragazzi che sono bravissimi-tipo il direttore del mio corso. So di molte donne imbalsamatrici di mestiere, e anche molte impresarie di pompe funebri che si occupano direttamente delle famiglie. Ci sono sempre più donne nella nostra professione. Non so perché, ma pare ce la caviamo bene.

La prima volta che hai imbalsamato un corpo com'é stata? Penso mi farebbe venire i brividi dal disgusto.

La prima volta è stata quando stavo facendo l'osservanza di 40 ore richiesta per accedere al programma. Ero un po' nervosa all'inizio, ma erano tutti molto professionali e questo ha reso la cosa più facile.

Immagino avrai visto delle cose piuttosto difficili, vi insegnano dei modi o vi danno dei consigli su come evitare di venire travolti?

In realtà no, se riesci a gestire quello che vedi, bene, se non puoi, allora sei nella professione sbagliata.

Qual è la cosa più schifosa che hai mai visto?

Su questo non posso commentare.

A parte il processo di imbalsamazione vero e proprio, devi anche vestirli e truccarli—quante indicazioni ricevi solitamente dalle famiglie?

Spesso le famiglie ci portano un completo o un capo preferito, e una foto recente così possiamo cercare di truccarli uguale. Per esempio se mamma aveva un tono particolare di rossetto cui era particolarmente affezionata, ce lo facciamo portare. Roba del genere.

C'è mai stato un momento in cui la famiglia ti ha chiesto di fare qualcosa di strano o insolito?

Be' ci sforziamo per personalizzare i funerali, così anche se abbiamo molte cerimonie tradizionali, a volte membri della famiglia portano un oggetto caro o comunque legato al defunto. Abbiamo avuto carrozze a quattro ruote, mucche di porcellana, canoe—tutto ci può stare. È il loro funerale.

Una bara a forma di mucca di porcellana?

Ha ha! No, una grande mucca messa in vista in un angolo. Il morto era in una bara normale dall'altra parte della stanza per le visite.

Allora quali sono gli aspetti migliori e quelli peggiori dell'essere un impresario di pompe funebri?

La cosa migliore direi è ovvia, la sensazione che hai quando fai bene il tuo lavoro, e aiuti la famiglia come puoi. La cosa peggiore probabilmente è quando fai un qualunque errore—ci si sente veramente orribili. E l'organizzazione del parcheggio, quello fa schifo.

L'organizzazione del parcheggio?

Si, dobbiamo dirigere le auto quando arrivano i parent. È estremamente importante perchè è la prima impressione che le persone hanno di un'agenzia di pompe funebri. Spesso fa freddo, o piove, o tutti e due insieme, ma dobbiamo stare lì fuori mantenendo un aspetto dignitoso e composto, a tutti i costi.

INTERVISTA DI FABIO KIM