Soldi sporchi

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Soldi sporchi

I batteri più pericolosi rinvenuti su banconote, immersi in fluidi chimici che ne accelerano lo sviluppo: Vita nei soldi, il progetto artistico-scientifico di Sorin Popescu.

Sorin Popescu è uno studente di farmacia rumeno appassionato d'arte. Combinando i due interessi, Sorin ha ideato un progetto chiamato Vita nei soldi, per il quale ha incubato i batteri più pericolosi rinvenuti su banconote e monete e li ha immersi in fluidi chimici per accelerarne lo sviluppo.

Parlargli mi ha fatto capire perché quando ero piccolo mia madre mi ripetesse continuamente di lavare le mani dopo aver toccato dei soldi.

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VICE: Ehi Sorin. Quale messaggio vuoi far passare col tuo progetto?
Sorin Popescu: Voglio trasformare il denaro in un messaggio organico, e dimostrare il male che circola attraverso i soldi. Quella del denaro è una realtà difficile con cui si confronta praticamente chiunque. In più, mi piace pensare che il mio progetto abbia anche un valore estetico.

Figo. Come hai lavorato?
Ho raccolto i batteri dai soldi, poi li ho incubati, usando particolari fluidi all'interno di fialette e piastre di Petri. Nella maggior parte delle ricerche i batteri vengono lasciati lì per 24 ore, ma io ho permesso che la mia arte si evolvesse per un periodo ben più lungo. Sono cresciuti fino a prosciugare il contenuto delle piastre, e poi sono morti.

Quanto a lungo sopravvivono i batteri sui soldi?
Di norma finiscono su due o tre persone che hanno toccato i soldi, ma senza nutrimento muoiono. Lo stafilococco può sopravvivere per periodi prolungati anche senza nutrirsi, quindi ha una portata infettiva maggiore degli altri.

Ci sarebbe possibilità di infezione se qualcuno toccasse i batteri del tuo esperimento?
Sì. Ho scoperto moltissimi batteri, come E. coli, staphylococcus aureus, staphylococcus albus, neisseria ed enterococcus. Sono tutti responsbili di malattie e infezioni del sangue, del tratto urinario, dei genitali e dei polmoni, e possono causare anche sepsi o meningiti. Hai avuto occasione di presentare il progetto in università?
Avrei voluto, ma non ho avuto il permesso. Ho trovato delle persone a cui piaceva l'idea di usare una ricerca scientifica come forma d'arte, quindi un interesse c'è stato. Le persone che lavorano nel mio campo non si interessano affatto all'arte, ma spiegando a volte si riesce a far arrivare il messaggio.

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