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Musica

Moby continua a fare i capricci sotto forma di un nuovo album

Le terribili conseguenze delle elezioni americane su varie categorie di persone, nessuna delle quali comprende Moby, hanno scatenato in lui un sacro fuoco d'indignazione.
Giacomo Stefanini
Milan, IT

È un altro giorno sul pianeta Terra e la specie umana continua a essere l'unica specie importante nell'Universo. Tra le tante cose importantissime che la specie umana ha realizzato per se stessa e, conseguentemente, per l'Universo, c'è la politica. Lo stadio oggettivamente più avanzato della politica è stato raggiunto da una serie di organizzazioni della specie umana che si chiamano Stati Democratici, e consiste nel permettere a una porzione della popolazione di partecipare a una votazione per decidere chi prenderà una serie di importanti decisioni che influenzeranno tangenzialmente l'importante vita di queste importanti persone.

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A causa dell'importantissimo sistema su cui l'economia di questi stati si regge, il capitalismo, capita che il ruolo di persone più importanti delle altre si giochi tra pezzi di merda, e che una volta raggiunta la posizione da cui si prendono decisioni importanti vengano prese decisioni che non tengono in considerazione gli interessi delle fasce più deboli della società—anzi, diciamo di gran parte della società. Questa è una caratteristica costante degli Stati Democratici: pur essendo importantissimi e, senza alcun dubbio e innegabilmente, le migliori organizzazioni di umani sulla faccia della Terra, sono pieni fino all'orlo di esseri umani infelici.

Tra questi importanti esseri umani che non riescono a raggiungere la loro importantissima felicità, ce n'è uno in particolare di cui voglio parlare oggi: Moby. Moby è un artista di musica elettronica, e ieri ha pubblicato a sorpresa il suo nuovo album, il secondo con la band Void Pacific Choir, intitolato More Fast Songs About the Apocalypse. Si tratta di un disco con cui Moby fa finta di parlare degli importantissimi problemi creati dall'elezione di Donald Trump alla carica di Presidente degli Stati Uniti, ma in realtà tenta semplicemente di convincere il resto del mondo di essere tanto importante quanto lui crede di essere.

Ora, ci sono poche cose più fastidiose di Donald Trump, e una di queste è un ricco musicista elettronico americano che cerca di rivestire i propri dischi di una patina di protesta da lettere al direttore della Gazzetta di Bovolone. L'album è uscito a sorpresa, in download gratuito, annunciato da un finto comunicato stampa della Casa Bianca pieno di errori di ortografia e parodie bagagliniane del linguaggio trumpiano, come se un disco di inoffensivo e pallidissimo rock elettronico da matrimonio potesse davvero infastidire l'uomo più potente del mondo e "dirgliene quattro".

Le terribili conseguenze delle elezioni americane su tutta una pletora di categorie di persone, nessuna delle quali comprende Moby, hanno scatenato in lui un sacro fuoco di indignazione che lo ha spinto a prendere il megafono dalle mani dei suoi amici oppressi e a usarlo per diffondere la sua nuova musica di merda, tutta beat dritti e chitarre distorte digitalone che ricorda un po' "Thumbthumping" dei Chumbawamba, ma molto meno gioiosa ed efficace.

È un altro giorno sul pianeta Terra e Moby ha capito come essere felice: continuando a pubblicare musica banale, senza rischiare nulla, ma facendo finta di essere un paladino della libertà d'espressione. Grazie Moby, metteremo la tua importante opinione insieme alle altre, nel mucchio delle opinioni di importanti persone privilegiate che aderiscono alle cause per noia.

Giacomo ogni tanto si arrabbia, continua a provocarlo su Twitter: @generic_giacomo.

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