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Fermiamoci tutti un attimo e osserviamo questa foto di Trump dal Papa

Per esempio: il soldato del quadro che annusa i capelli di Trump.
Niccolò Carradori
Florence, IT
24 maggio 2017, 12:10pm

Alla fine l'incontro fra Donald Trump e il Papa c'è stato veramente, questa mattina verso le 8,30, ed è stato accompagnato dalla stessa atmosfera tesa di una cena fra un padre e il fidanzato degenerato, scelto dalla figlia nonostante il riporto e la tendenza a masticare con la bocca aperta.

Per nostra grande gioia i giornalisti presenti hanno scattato numerose foto dell'incontro, come questa, in cui sembra che dalla schiena del Papa esca la testa contrariata del gemello siamese che non vuole avere niente a che fare con Trump. Il Corriere si è emozionato talmente tanto che ha usato le foto dell'incontro tra Trump e il Papa anche per i tweet di altri pezzi, ora sfortunatamente cancellati.

L'immagine più emblematica che ha immortalato questo avvenimento, però, è la foto di gruppo scattata con il Pontefice e la famiglia Trump. Una foto che nei suoi dettagli riesce a testimoniare pianamente il portato socio-emotivo della visita presidenziale, come molti hanno opportunamente rilevato:

Come in occasione del faccia a faccia fra Trump e Obama, quindi, abbiamo deciso di individuare i dettagli salienti e commentarli uno a uno. Ecco il risultato.

LA TRISTEZZA DEL PAPA

Se c'è una cosa che non sono bravo a fare nella vita, è dissimulare le emozioni negative con la comunicazione non verbale. Come quella volta che ho tentato di trasmettere quanto fossi entusiasta che mio cugino avesse ricevuto in regalo da mio padre lo Street Shark che avevo chiesto io, mentre sorridevo con le lacrime che mi rigavano le guance nella foto che mia zia stava scattando. Alla fine morsi il polpaccio di mio padre.

Ma il Papa in questa foto ha tentato di battermi. Ha fatto defluire mollemente ogni emozione dalla faccia, lasciando solo tristezza e desiderio di morte. La sua espressione è quella di un bambino obbligato a presenziare alla festa di compleanno della prozia che puzza. La mamma gli ha appena detto: "Francesco basta fare i capricci. Ti abbiamo adottato, quindi nella graduatoria dell'affetto di questa famiglia vieni dopo la rosa di Swarovski che teniamo in salotto. E sicuramente dopo la zia. Adesso indossa questo cappello buffo, e sorridi che il papà ci scatta un foto." È proprio così che si deve sentire.

La foto mi ha poi ha ricordato un altro grande momento di sconforto pubblicamente manifesto di cui si è parlato in questi giorni: la faccia del figlio maggiore di Bonucci, che tifa Torino, durante la premiazione per lo scudetto della Juventus. Papa Francesco è esattamente così: lo hanno forzato a mettersi una maglia di Pjanic, ma la notte dorme con quella del Gallo Belotti.

IL SOLDATO DEL QUADRO CHE ANNUSA I CAPELLI DI TRUMP

Il quadro alle spalle dei presenti nella foto è una di quelle classiche raffigurazioni da ambiente ecclesiastico con i soldati che dormono ai piedi della croce. Ma la composizione sovrapposta di questa particolare immagine crea una simbologia del tutto nuova.

Il soldato sembra annusare il riporto di Trump, quasi cadendoci sopra con la faccia assopita. È la commistione della mistica cristiana con le condizioni della società contemporanea. Il sacrificio del Corpo per salvare un intero popolo e promuovere un certo tipo di cultura, che dopo due millenni di dolore ha portato a questo: la passerella entusiasta di Donald Trump in Vaticano.

Il riporto floscio e rado di Trump è il nostro sudario, la nostra nuova Sindone: il lenzuolo color paglierino in cui è avvolta la degenerazione della tradizione occidentale.

LA POSIZIONE DEL PAPA

La prossemica è quella branca che si occupa delle distanze fisiche che gli individui mantengono fra di loro per comunicare vicinanza o repulsione. Come si può benissimo osservare, il Papa tenta di mantenere la massima distanza possibile fra sé e il gruppo di ospiti.

È come se tentasse di dire "Dai regà seriamente. NON È COME SEMBRA. Non esco mai con questi qua. Mi serviva un passaggio per venire allo Space, e la macchina di Donald era l'unica con un posto libero. Guarda come si sono vestiti, che figura di merda. Stasera non si scopa, ho capito. Al ritorno sento se mi da uno strappo Paolo."

L'ESPRESSIONE DI DONALD TRUMP

"Buongiorno Diane, qui Dale Cooper dell'FBI. Sono le 12,30 del 24 maggio 2017. Mi trovo ancora a Twin Peaks. Il tempo è mite, e ho fatto colazione con una fetta di torta alle ciliegie e un caffè nero. Veramente ottimi. Casualmente stamani guardavo nella tv dell'albergo un servizio sull'incontro fra il presidente degli Stati Uniti e il Papa, e l'espressione di Trump mi ha ricordato uno di quei sogni onirici che faccio di tanto in tanto la notte: con nani dallo sguardo vacuo che ballano, donne misteriose, tende drappeggiate di rosso, e incarnazioni simboliche di spiriti della Loggia Nera. I suoi capelli, poi, mi sembrano perfetti per simboleggiare la frase scritta su quel foglietto che abbiamo trovato: 'Fuoco, cammina con me'. Qualcosa in quel ghigno stirato, in quelle sopracciglia acuminate, e in quegli occhi cattivi mi ha fatto giungere a una conclusione: Trump sa chi ha ucciso Laura Palmer."

Se fossi un membro dell'ufficio promozione della produzione di Twin Peaks, è così che pubblicizzerei i teaser della nuova stagione: con la faccia di Donald Trump in questa foto.

LE MANI

È interessante notare come cambi progressivamente la posizione della mani dei presenti nella foto, da sinistra a destra. Prima c'è Ivanka, che se le torce ansiosamente, poi Melania che le tiene serrate, poi Donald che le schiude, e infine il Papa, che le abbandona totalmente lungo i fianchi. Inerme.

Sembra un po' la progressione che dobbiamo aspettarci da questo mandato presidenziale, come le fasi di un lutto: l'ansia manifesta per qualcosa che sembrava evitabile, la rabbia per i primi effetti della presidenza Trump, il declino delle speranze, e la totale disillusione.

IL COPRICAPO DI MELANIA TRUMP

Melania Trump si è presentata in Vaticano con lo stato d'animo di chi ha intenzione di partecipare ai casting del remake di Roma Città Apert a, e sta imitando la mimica facciale di Anna Magnani. Ma quello che colpisce di più non è tanto il dolore dignitoso e rassegnato che traspare dai suoi occhi—l'espressione che si deve avere quando si osserva il Guernica di Picasso— quanto il copricapo che ha deciso di indossare.

A quanto pare è il protocollo standard per le donne in visita dal Pontefice, quello di mettere un velo nero. Ma quello di Melania sembra più un casco aerodinamico studiato per gli atleti che partecipano alle gare di Ultraciclismo.

LO SGUARDO DI IVANKA TRUMP

In questa foto Ivanka sembra una sposa di Chagall: ha lo sguardo di chi fluttua ormai da tempo nel vuoto, avvolta nel silenzio sordo e intangibile di una vita passata fin dall'inizio nella famiglia Trump.

Guardate il suo velo: è l'evoluzione di quello di Melania. Gli alettoni ormai si sono aperti, in una traiettoria che spera di impattare l'esplosione di una supernova.

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