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Album Première: Gerda - Black Queer

Dolore, cambiamento e rigenerazione sono le parole chiave di 'Black Queer', il nuovo lavoro del quartetto di Jesi che ti facciamo ascoltare qui in anteprima.

di Giacomo Stefanini
26 marzo 2018, 1:20pm

Foto per gentile concessione della band.

A onor del vero, la premiere di questo album risulta un po' stonata su Noisey. Poco sembra adattarsi infatti l'attitudine cazzara del vostro sito di musica preferito all'aura drammatica di Black Queer, il quinto LP dei marchigiani Gerda. Formatisi a fine anni Novanta, si tratta degli alfieri più conosciuti di quella scena noise rock sorprendentemente florida sulla costa Est dello stivale, come se lì la produzione musicale di Steve Albini avesse trovato terreno fertile più che nel resto d'Europa.

Ora, se c'è un lato positivo nel recente declino della musica "con le chitarre" è che, se ti trovi in un edificio fatiscente e abbandonato, nessuno se la prende se pisci in un angolo o butti giù qualche muro. Così i Gerda se ne approfittano per prendersi un po' di libertà e arricchire la propria palette sonora, dilatando i tempi, rallentando l'andatura e adottando un approccio più riflessivo alla loro ruvidissima materia sonora fatta di caos ed epica post-hardcore.

Black Queer, che esce per una cordata di piccole etichette DIY capitanata dalla fedele Wallace, assomiglia a un tunnel buio e spaventoso che però bisogna attraversare e affrontare per raggiungere la luce dall'altra parte. La scelta di cantare in italiano contribuisce a rendere più minacciosa l'atmosfera, e lo stesso fa una batteria che predilige un approccio scarno e solenne alle sfuriate del passato. Pezzi come "Notte" sconfinano addirittura in territori shoegaze, senza mai perdere la spigolosità noise ottenuta tramite chitarre dissonanti e un basso pesante come un macigno. In generale, disquisizioni sui sottogeneri a parte, questo album comunica un'intensità peculiare, una sicurezza negli intenti e nelle pratiche di un gruppo che dopo vent'anni di attività sa esattamente che cosa vuole dire e come farlo.

E il messaggio di Black Queer si esplicita nell'omaggio a Francesco Vilotta, cantante dei Vel (progetto in cui ha suonato lo stesso Alessio Compagnucci che imbraccia il basso nei Gerda) e personaggio chiave della scena locale di Jesi, morto di depressione tre anni fa, descritto come "musicista e inquieto inseguitore dell'assoluto". Il disco è un grido di dolore, ma un dolore vivo, che vivo vuole restare e resterà. Il sarcasmo di "Theme" dei PIL, che chiude il disco, ne sigilla l'intenzione: viva la morte dell'ego, viva la morte dell'identità imposta dallo sguardo esterno e viva la personalità pura, l'io più intimo.

Black Queer esce per Wallace, Bloody Sound Fucktory, Shove e Sonatine venerdì 30 marzo. Ascoltalo tutto in anteprima qua sotto.

I Gerda porteranno il nuovo album in giro dal vivo per le seguenti date:
ven 30 marzo Jesi AN @ Man Cave Cafè
sab 31 marzo Civitanova Marche @ Officina Popolare Jolly Roger
sab 28 aprile Napoli @ Mensa Occupata
dom 29 aprile Perugia @ Free Ride
gio 17 maggio Bologna @ Freakout
sab 26 maggio Roma @ 30 Formiche
sab 9 giugno Porto Sant'Elpidio @ Scars of Rage 4

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