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La polizia ha scoperto un'enorme serra di cannabis tra i pomodori siciliani

Grazie all'impiego dei droni, la polizia ha sequestrato sei tonnellate di cannabis a un agricoltore della provincia di Ragusa.
2.5.18
Screenshot via YouTube.

A Vittoria, in provincia di Ragusa—terra d'altra parte nota per la produzione di primizie—la Polizia ha scoperto una serra di 3,5mila metri quadrati contenente 15mila piante di Cannabis Sativa, per un valore di mercato stimato in svariati milioni di euro—anche se devono ancora essere effettuate le analisi di laboratorio per poterne definire con certezza la qualità e la consistenza del principio attivo. Le piante di cannabis sequestrate—piuttosto rigogliose, come si vede anche dal fatto che sono alte quanto i poliziotti e avrebbero un peso complessivo di sei tonnellate—sono state estirpate dalla Polizia con l’ausilio di ruspe, e trasportate tramite due tir nella Questura di Ragusa, dove attendono di essere distrutte.

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Le indagini su queste serre erano iniziate dopo la segnalazione alla Polizia di un forte odore di cannabis che aleggiava nella zona. La piantagione però era ben protetta da uno 'schermo' di piante di fave e di pomodorino locale di Vittoria coltivate intorno all’appezzamento, ed è stata scoperta solo grazie all’utilizzo di un drone aereo, di cui la Polizia di Stato ha poi pubblicato le riprese sul suo canale YouTube ufficiale, accompagnate da una simpatica musichetta fischiettante.

Nell’appezzamento incriminato era presente anche un caseggiato dove venivano custoditi prodotti fertilizzanti e venivano essiccate le infiorescenze.

Non è la prima volta che dei droni, insieme a sensori montati su aerei ed elicotteri, vengono usati a questo scopo: sono già alcuni anni che la lotta alla coltivazione di cannabis si è fatta sempre più sofisticata e tecnologica.

Prima di effettuare il sequestro la Polizia ha atteso l’arrivo del coltivatore—Carmelo Gurrieri, di 53 anni—per poi arrestarlo nell'atto di irrigare (con grande amore, mi piace immaginare) la sua piantagione. Gurrieri ha ammesso la sua responsabilità e non ha parlato di altri complici.