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Egitto

Gli egiziani sono incazzati col governo perché sta per cedere due isole all’Arabia Saudita

Il governo egiziano potrebbe cedere le due isole contese di Tiran e Sanafir dopo un incontro bilaterale con il re del ricco stato del Golfo.

di VICE News
12 aprile 2016, 10:40am

Egyptian President Abdel Fattah al-Sisi waves at Saudi King Salman bin Abdulaziz as he leaves at the end of his visit to Cairo on April 11. Photo via EPA

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Il governo egiziano ha annunciato la possibile cessione di due isole all'Arabia Saudita, provocando reazioni indignate nel paese. La decisione è arrivata durante la visita del re dello stato petrolifero, Re Salman, che ha portato molti aiuti e progetti d'investimenti.

L'accordo bilaterale, annunciato dai due paesi sabato scorso, annetterebbe le isole contese di Tiran e Sanafir – amministrate dall'Egitto – alle acque territoriali dell'Arabia Saudita. Aride e abitate soltanto da personale militare, entrambe hanno un valore strategico dovuto alla loro posizione — l'entrata del golfo di Aqaba, l'unico passaggio diretto di Israele sul Mar Rosso.

L'annuncio è arrivato durante la visita di cinque giorni del Re Salman in Egitto, durante la quale ha promesso aiuti e investimenti, incluso quello per un ponte sul Mar Rosso per congiungere i due paesi — costruzione che il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ha detto verrà intitolata al sovrano del golfo.

Sono stati rivelati almeno una dozzina di altri accordi, che comprendono un fondo investimenti da 16 miliardi di dollari (quasi 14 miliardi di euro), un porto franco per sviluppare la regione del Sinai, e una centrale elettrica.

La cessione di Tiran e Sanafir ha causato grande indignazione tra gli egiziani: decine di migliaia hanno espresso il loro disappunto sui social media, facendo salire l'hashtag #Tiran_Sanafir in cima ai Twitter trends del paese. Molti hanno detto che la terra è stata "venduta" da Sisi, che ha anche investito Re Salman dell'Ordine del Nilo, il più grande onore di stato, in Egitto.

"L'isola per un miliardo, le piramidi per due, e poi aggiungiamo un paio di statue per tre," ha twittato l'autore satirico Bassem Youssef.

Altri hanno fatto notare che Sisi stesso aveva introdotto una clausola costituzionale per proibire esplicitamente la cessione di territorio egiziano. L'emendamento era stato introdotto dopo che gli avversari del presidente Mohamed Morsi – rimosso dal potere nel 2013 proprio da Sisi, allora capo delle forze armate – lo avevano accusato di voler cedere ad Hamas controllo su parte del territorio del Sinai.

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Secondo i media locali, un gruppo molto più ristretto di contestatori si sono ritrovati nel centro del Cairo domenica per manifestare contro l'accordo, prima che la polizia dileguasse la folla e effettuasse alcuni arresti.

Ci si aspetta un certo numero di ricorsi contro la decisione, incluso quello da parte di Khaled Ali, ex capo della ONLUS Egyptian Center for Economic e candidato presidenziale nel 2012.

Tuttavia, gli ufficiali egiziani sostengono che le isole siano sempre state entro i confini delle acque saudite: un comunicato del consiglio osserva che la decisione è stata presa in base ai "metodi scientifici più avanzati" e sia arrivata dopo sei anni di negoziazioni e una serie di 11 incontri. L'accordo attende ancora l'approvazione finale della Camera dei Rappresentanti d'Egitto — ha fatto sapere un altro comunicato, domenica.

La controversia arriva durante uno dei picchi di più bassa popolarità per Sisi, proprio quando l'economia continua a indebolirsi e le critiche degli avversari sulla gestione dell'inchiesta sull'omicidio dello studente italiano Giulio Regeni si fanno sempre più aspre.

Ma potrebbe valerne la pena, alla fine: i guai finanziari dell'Egitto, aggravati dalla rivoluzione del 2011 e dall'instabilità che ne è seguita, hanno portato il paese a dipendere dalle donazioni in denaro degli alleati del golfo.

Le relazioni tra Il Cairo e Riyadh si sono un po' raffreddate dalla salita al potere di Re Salman, a causa delle differenze politiche sulle questioni riguardanti lo Yemen e la Siria. Per Sisi, la perdita del controllo su due piccole isole contese sembrerà probabilmente una piccola perdita, in confronto ai miliardi sauditi che riceverà in cambio.

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