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A Hong Kong i librai continuano misteriosamente a scomparire

Uno di questi, Gui Minhai, la settimana scorsa è riapparso sulla tv di stato cinese tra le lacrime, confessando di aver provocato un incidente stradale mortale.
19.1.16
Foto di Tyrone Siu/Reuters

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A ottobre un libraio di Hong Kong è sparito misteriosamente nel nulla. La sua storia ha preso una piega ancora più bizzarra la settimana scorsa, quando l'uomo è riapparso sulla televisione di stato cinese e, tra le lacrime, ha confessato di aver provocato un incidente stradale mortale.

Il 51enne Gui Minhai è uno dei cinque uomini legati alla casa editrice Mighty Current di cui si sono perse le tracce negli ultimi mesi. L'editore è famoso per aver pubblicato libri vietati dal governo nella Cina continentale. Per questo motivo, la notizia della loro sparizione ha fatto nascere il sospetto che gli uomini fossero stati rapiti dalle autorità cinesi.

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Cittadino svedese e co-proprietario di Mighty Current, Gui è sparito lo scorso ottobre mentre si trovava in vacanza in Thailandia. Domenica è stata trasmesso il video nel quale avrebbe confessato di essere stato l'autore di un incidente con omissione di soccorso. "Mi assumo le mie responsabilità legali e sono pronto ad accettare qualsiasi punizione," ha spiegato Gui nel filmato, in cui descriveva un presunto incidente avvenuto nella città di Ningbo nel dicembre del 2003, e nel quale sarebbe rimasta uccisa una giovane donna—stando a quanto riportato dall'agenzia di stato cinese Xinhua.

Consumato dai sensi di colpa, Gui ha dichiarato di essersi costituito a ottobre.

"Tornare indietro e confessare il reato è stata una mia scelta" ha detto Gui. "Non deve interessare a nessun altro. Devo assumermi la mia responsabilità. Anche se adesso ho la cittadinanza svedese, in fondo mi reputo ancora un cinese, le mie radici sono in Cina. Spero che le autorità svedesi rispettino le mie scelte personali, i miei diritti e la mia privacy, e mi permettano di occuparmi dei miei problemi."

La figlia di Gui, tuttavia, è convinta del fatto che suo padre sia stato sequestrato.

#BREAKING HK bookstore owner Gui Minhai, reportedly missing, turns himself in for hit-and-run 11 years ago (Xinhua) pic.twitter.com/IGA4zpDJ2C

— CCTVNEWS (@cctvnews) January 17, 2016

"È molto strano il fatto che sia lui che i suoi colleghi siano spariti," ha spiegato Angela Gui al Guardian in un'intervista telefonica. "Anche se la confessione fosse vera, non credo si trovi lì per quel motivo."

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Altri tre uomini che lavorano per la casa editrice sono spariti nello stesso periodo. Lui Bo, il general manager di Mighty Current, Cheung Jiping, il business manager dell'azienda, e Lam Wing-kei, il gestore della libreria, sono diventati irreperibili alla fine di ottobre dopo aver visitato Shenzhen, una città della Cina continentale meridionale vicina a Hong Kong.

A gennaio invece si sono perse le tracce di Lee Bo, un importante azionista di Causeway Bay Books, società controllata da Mighty Current. Prima di sparire, Lee - che detiene un passaporto britannico - sarebbe stato impegnato a preparare il lancio di un libro sulla vita amorosa del presidente cinese Xi Jinping. Una settimana dopo la scomparsa, la moglie di Lee ha ricevuto via fax una lettera poco chiara, apparentemente scritta dal marito.

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Le sparizioni hanno alimentato il timore che le autorità cinesi stiano utilizzando tattiche oscure per minare il famoso principio "un paese, due sistemi" sancito con il ritorno di Hong Kong alla Cina nel 1997 dopo 150 anni di controllo britannico, dopo che Londrà riconsegnò alla Cina il centro finanziario mondiale con la condizione che i diritti cardine e il suo stile di vita - compresa la libertà di stampa e una magistratura indipendente - fossero rimasti intatti per 50 anni.

Oltre ad aver attirato una forte attenzione mediatica internazionale, il giallo delle sparizioni ha anche dato vita a una serie di proteste a Hong Kong. Alcune librerie della città, invece, hanno iniziato a rimuovere dai propri scaffali i libri messi al bando dal governo cinese.

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Nel corso di una visita a Pechino dei primi di gennaio anche il segretario agli esteri del Regno Unito ha detto la sua sulla vicenda. Philip Hammond ha dichiarato che il sequestro di qualsiasi cittadino di Hong Kong accusato di reati commessi al di fuori del paese rappresenta "una violazione oltraggiosa" delle promesse fatte da Pechino riguardo all'ex colonia britannica.

Un portavoce dell'ambasciata svedese di Pechino ha affermato di "essere al corrente delle informazioni pubblicate sui giornali" riguardo a Gui e di voler "continuare a chiedere delucidazioni dalla autorità cinesi". Tuttavia, si è rifiutato di rilasciare qualsiasi altro commento.

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