L'arte di produrre, vendere e mangiare dolci agli insetti
Foto via Flickr Scott Dexter

L'arte di produrre, vendere e mangiare dolci agli insetti

"Credo di aver mangiato migliaia di vermi negli ultimi mesi."
7.11.17

Il santo patrono degli insetti è Larry Peterman, un settuagenario gentile nei modi e nei toni che, 35 anni fa, ha fondato la HOTLIX a Pismo Beach, in California, nota per essere la prima e "originale dispensatrice di dolciumi agli insetti" in America. I primi passi di questa azienda sono stati piuttosto umili, così come potrebbero essere definiti i suoi prodotti di punta: dei lecca-lecca aromatizzati alla tequila (ma non alcolici!), con incastonati, al loro interno, dei vermi della farina.

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Dalla sua primissima apertura a oggi, la HOTLIX ha implementato il suo organico (arrivando a 49 dipendenti), nonché il suo menù di dolciumi agli insetti. L'azienda è presto diventata il paradiso di ogni amante degli insetti, fra dessert di scorpione ricoperto di cioccolato, a lecca-lecca al grillo, per non parlare poi di caramelle alle formiche, aromatizzate alla mela o alla ciliegia, con dentro formiche nere vere.

Peterman, che ora di anni ne ha 78, si è ritirato a Fort Lauderdale, in Florida. È in pensione e ha assunto il ruolo di consulente dell'azienda, che rimane con sede in California (a Grover Beach). Noi abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con lui, per saperne di più sull'azienda, sullo stato del consumo d'insetti in America, e su quello del suo appetito. Avrà perso la voglia di mangiare insetti, con l'avanzare dell'età?

MUNCHIES: Ciao Larry. Da quanto vendi insetti? Larry Peterman:
Eheh, da almeno 35 anni. È iniziato tutto con una linea di lecca-lecca. Da lì siamo passati a pensare ai vari gusti possibili e beh, hai presente le caramelle Life Savers al rum? Anche noi stavamo pensando ad aggiungere proposte al liquore, e così sono nati i lecca-lecca alla tequila. Poi però abbiamo ci siamo domandati, e se ci aggiungessimo un verme?

Perché stai usando la prima persona plurale? "Noi" chi?
No beh, io.

Ok, capito. E di cosa sapeva?
Il verme o la tequila?

Il verme.
Beh, sono arrostiti, sanno un po' di noci.

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OK. E la tequila?
Il sapore della tequila non è poi così pazzesco. A un sacco di persone non piace. Però era la nostra novità, si trattava più di vendere originalità che di un lecca-lecca di per sé.

Scorpion Suckers in quattro gusti. Immagine cortesia di HOTLIX.

E come sei passato dal vendere novità a essere a capo di un vero e proprio business?
I lecca-lecca alla tequila avevano regalato soddisfazioni, in termini di vendite. E quindi abbiamo pensato, perché non aggiungere un bel grillo dentro? Le prime varietà con insetto erano disponibili al sapore di uva e di banana.
I musei si sono subito mostrati interessati a questi lecca-lecca. Lo Smithsonian, per esempio, ne ordina a pacchi. E da lì ci siamo allargati.

Quale periodo dell'anno è il migliore, per le vendite?
Al momento abbiamo un sacco di ordini arretrati per via della nostra capacità produttiva interna. Penso le richieste salgano durante il periodo di Halloween, lo vediamo anche dalle chiamate che riceviamo. Ci chiedono se il verme dentro i lecca-lecca si possa mangiare.
Ce lo chiedono tutto l'anno, ma ad Halloween questo tipo di chiamate aumentano.

Qual è il dolce più popolare, al momento?
Il lecca-lecca allo scorpione, lo Scorpion Sucker.

Perché pensi sia popolare?
Ne vendiamo un sacco all'aeroporto di Phoenix. La gente lo prende come souvenir.
Come ho detto prima, il nostro cliente tipo principale ama gli shop in stile museo.

Qual è il vostro cliente tipo? Chi è che compra i vostri dolci?
Sorprendentemente, le donne dai 30 ai 50 anni. Ne prendono un sacco per se stesse o per i nipoti, fidanzati o mariti. Anche i bambini li amano molto, specialmente quando sono in gruppo e se li ritrovano in un museo o luoghi simili.

Hai percepito il malessere generale scaturito dalla possibilità di mangiare insetti, in questi 35 anni d'attività?
Certamente. All'inizio le persone non si avvicinavano neanche. Poi però, anche grazie a programmi come Survivor, il processo d'accettazione degli insetti ha subito un'impennata positiva. Quando abbiamo iniziato, ricevevamo chiamate da parte di intere province che minacciavano di vietare i nostri prodotti. Da qualche anno, però, non riscontriamo più questo tipo di problemi.

Quand'è stata l'ultima volta che avete ricevuto chiamate simili?
É passato tanto tempo dall'ultima chiamata. Non ricordo nemmeno il periodo esatto. All'inizio però erano molto frequenti. Ci chiamavano anche per farci sapere che un prodotto, secondo loro, era stato contaminato con un insetto.

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Recepito. E qual è il tuo preferito, fra quelli che vendete?
Il lecca-lecca allo scorpione. Proprio perché vende bene!

Ok, ma a livello di sapore?
Le Larvets e i CRICK-ETTES, che alla fine sono solo vermi e grilli arrostiti. Sono degli snack buoni.

Che sapore hanno?
Sono croccanti. Se li ricopri di cioccolato, sanno un po' di barrette Kit Kat. Sì, sono un po' croccanti e sanno di noci.

Sai nominarmi tutti i tipi di insetti che hai mangiato?
Potrei darti una lista, ma sarebbe lunghissima. Proviamo sempre combinazioni diverse. Il nostro prodotto più recente sono i lombrichi. Negli ultimi mesi credo di averne mangiati a centinaia.

Tenebrioni caramellati nelle cucine di Hotlix. Foto: Getty Images / Barcroft

E di cosa sanno i lombrichi?
Sanno di sporco.

Mangiarne così tanti lombrichi ti ha fatto male o ti ha reso costipato?
No no, sono un po' come qualsiasi altro cibo. Al mondo in tantissimi mangiano insetti. Hai presente le Olimpiadi di Pechino? Se le hai viste bene ti sarai accorto che lì molte persone gustavano spiedini con infilzati grilli e scorpioni. In Cina mangiano anche gli insetti d'acqua. Noi in realtà siamo uno dei pochi Paesi che non mangiano insetti su larga scala.

C'è un insetto che non mangeresti proprio mai?
Beh, alcuni insetti sono velenosi. A volte lo si capisce perché sono rossi. Il colore rosso è un monito d'avviso per altre specie animali, come gli uccelli. Ci sono anche insetti non commestibili. Io personalmente ho mangiato di tutto, anche gli scarafaggi.

Qualche cliente ha mai lamentato malesseri dopo aver mangiato uno dei vostri dolci?
No. Quest'azienda va Avanti da 35 anni e ha venduto milioni di insetti. E mai una lamentela. Una volta ho ricevuto una lettera minatoria, mi avevano scritto proprio " c'è un insetto nel mio lecca-lecca e ora ti denuncio." Ma a parte questo, nessun caso di persone ammalatesi per i nostri prodotti.

Hai mai mangiato i ragni?
Ragni? Non c'è molto da mangiare. Se provi a cucinarli… beh, molti ragni sono piccoli. Dopo la cottura si restringono e rimane poco e niente.

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E cosa mi dici delle tarantole?
Oh, le tarantole! C'è un bellissimo libro intitolato Man Eating Bugs, dove si possono trovare delle sezioni dedicate proprio alle tarantole. Dicono di infilzarle in dei bastoncini e friggerle. Ho sentito dire siano molto buone ma io non ho mai avuto l'opportunità di provarle.

Quali altri animaletti speri di provare?
Non saprei. Abbiamo sviluppato un processo qui [a HOTLIX] … abbiamo provato tanti insetti. Il problema consiste nel fatto che gli insetti che mangiamo devono essere anche quelli che possiamo allevare, dobbiamo disporre di rifornimenti cospicui degli insetti che possiamo usare. Non possiamo andare a prenderli fuori, nella natura. Per esempio, c'è questo grillo, chiamato il grillo di Gerusalemme, che è davvero bruttissimo. È anche buonissimo però, solo molto raro.

Vorrei aggiungere un'ultima cosa: ho visto con i miei occhi il cambio di opinione nei confronti degli insetti commestibili. Molte persone li stanno scoprendo, e piacciono sempre più!

È vero. Grazie per la chiacchierata, Larry!

Quest'intervista è stata editata per ragioni di chiarezza.