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Recensione: Frah Quintale - Regardez Moi

Con il nuovo disco di Frah Quintale si definisce l’epoca dello street pop in Italia.

di Tommaso Naccari
27 novembre 2017, 3:34pm

Negli ultimi mesi Frah Quintale è stato in copertina Indie Italia di Spotify, condiviso da chi fino a qualche anno fa condivideva “Wes Anderson” o “Frosinone”, è diventato disco della settimana su Rockit. Contemporaneamente, però, Frah era in studio a disegnare a mano 500 copertine, sceglieva come titolo del proprio album Regardez Moi, ovvero un graffito di Brescia, scriveva barre come “Sto sognando di farli e di spenderli, rotoli Tenderly, sto venendo lì a prenderli” e ad avere un background che tra writing e la discografia erano rap fino al midollo.

Non è sicuramente il primo, in Italia, dove tutto deve avere una precisa categoria per essere compreso, a essere un ibrido o una fusione tra elementi di generi più disparati: basti pensare a Coez che, però, per arrivare al successo di adesso ha dovuto pubblicare tre dischi con determinate sonorità e sentirsi chiedere milioni di volte “ma che genere fai?”. Frah, forse, è il primo che è riuscito a sdoganare fin da subito questa sua evoluzione, senza storcimenti di naso, senza troppi interrogativi e così, prima ancora che qualcuno potesse chiedergli “ma che genere fai?”, una sera davanti a una birra, proprio mentre Spotify metteva il suo faccione in una playlist contenente Gazzelle, Cani e Calcutta, e mentre i miei amici milanesi che ancora oggi fanno pareti in giro per la città si prendevano bene con lui, Frah molto tranquillamente mi diceva “alla fine la musica che faccio è street pop, mi piacerebbe tenere questa vena street a lungo”. E che ci sia riuscito è dimostrato dal fatto che quando ragionavamo se fare o meno il People Versus con lui, qualcuno dal suo staff ci ha risposto “Ma tutti vogliono bene a Frah!”

Regardez Moi è uno di quei dischi rap (?) che se hai 15 anni puoi ascoltare con la tua tipa passando per quello sensibile, senza vergognarti di cosa stai ascoltando — posto che le 15enni di adesso si vergognino ancora di qualcuno che ascolta rap, nel caso non fosse così è il disco che avrei potuto ascoltare a 15 anni senza la preoccupazione di dovermi vergognare. Il disco — tutto magicamente prodotto da Ceri — viaggia a lungo tra le barre nel senso più stretto del termine e quel cantato che ai tempi di “Colpa del Vino” spinse più commentatori a definirlo l’Anderson .Paak italiano. Ciò che probabilmente ha permesso che nessuno storcesse il naso e accettasse questo disco così com’è — oltre che la qualità — è il fatto che quest’evoluzione Frah l’ha vissuta con noi, aggiornandoci con singoli e playlist su Spotify di quello che stava combinando. Abbiamo visto Regardez Moi crescere e formarsi e quando lo abbiamo avuto nelle orecchie non abbiamo potuto che esclamare “bomba!” e metterlo in loop.

Regardez Moi è uscito il 24 novembre per Undamento.

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