Un iceberg da trilioni di tonnellate si è appena staccato dall'Antartide
Immagine: NASA Earth Observatory

Un iceberg da trilioni di tonnellate si è appena staccato dall'Antartide

E la cosa potrebbe avere conseguenze gravi.
13.7.17

Un iceberg da trilioni di tonnellate che da anni è sotto costante monitoraggio da parte della comunità scientifica, si è appena staccato dalla piattaforma di ghiaccio Larsen C in Antartide, stando a Project Midas, un gruppo di ricerca con sede nel Regno Unito che lo stava tenendo d'occhio. L'iceberg, che secondo Project Midas sarà probabilmente chiamato "A68," ha un volume che equivale al doppio di quello del lago Erie nella zona dei Grandi Laghi in America del Nord. Il suo distacco anticipato da tempo è stato anche confermato dall'ESA.

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La rottura si è verificata tra lunedì e mercoledì di questa settimana, quando una fetta da 5.800 km quadrati si è staccata dalla piattaforma di ghiaccio. È difficile dire che cosa succederà all'iceberg, anche se gli scienziati dicono che — probabilmente — si ridurrà a frammenti un po' alla volta, e alcuni di questi resteranno nella regione per decenni.

Per quanto la rottura degli iceberg dalle piattaforme di ghiaccio sia un normale fenomeno naturale, le dimensioni del pezzo in questione sono bastate ad attirare l'attenzione di tutto il mondo. Se la vostra prima reazione è stata incolpare il cambiamento climatico, non siete soli. Ma il fatto è che capiamo ancora poco dell'Antartide, perché è davvero remoto — per studiarlo gli scienziati si affidano molto ai satelliti — e la questione se il cambiamento climatico sia o meno un fattore qui e fino a che punto è un argomento di dibattito feroce tra i ricercatori. A prescindere, questo evento potrebbe aggravare alcuni degli effetti del cambiamento climatico.

Le piattaforme di ghiaccio galleggianti fanno da contrafforte ai ghiacciai continentali, e la loro rottura può causare un flusso repentino di ghiaccio proveniente dai ghiacciai interni verso il mare, che può causare un innalzamento del livello delle acque. C'è la generale preoccupazione che questo grosso pezzo che si è appena staccato possa destabilizzare il ripiano ghiacciato di Larsen C — una delle numerose piattaforme galleggianti che sono attaccate all'Antartide. Quando le due piattaforme vicine, Larsen A e Larsen B, sono collassate nel 1995 e nel 2002, i ghiacciai hanno cominciato a scivolare verso l'oceano con velocità sempre maggiore.

Poiché l'iceberg stava già galleggiando prima di separarsi dal resto della piattaforma non ha avuto un impatto immediato sul livello del mare, sottolinea Project Midas.

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È impossibile dire ora come ora cosa succederà sulla piattaforma di ghiaccio di Larsen C. Ciò che rimane, dovrebbe ricrescere, ma potrebbe anche rivelare problemi di stabilità per via del distacco appena subito, spiega Project Midas. In pratica, questa è la prima volta che gli scienziati sono riusciti a monitorare un distacco del genere via satellite, in tempo reale, per cui per loro rappresenta la rara opportunità di studiare il processo mentre accade e averne così una migliore comprensione.

"Per essere chiari, la parte di piattaforma ghiacciata che rimane attaccata alla parte continentale non sembra mostrare segni di ulteriore spaccatura, ma è anche nel mezzo dell'inverno australe (quello dell'emisfero sud), quindi è necessario continuare a controllarlo quando il clima diventerà più tiepido, possibilmente per molti anni," ha detto per email a Motherboard Christopher A. Shuman, un ricercatore che fa parte del Cryospheric Sciences Laboratory al Goddard Space Flight Center della NASA.

Larsen C è una delle piattaforme di ghiaccio più grosse sul continente, e questo distacco ne ha ridotto l'area di oltre il 12 percento, stando a Project Midas, che sottolinea come l'evento abbia lasciato "il paesaggio della Penisola Antartica mutato per sempre."

La crepa sulla piattaforma di ghiaccio Larsen C, fotografata l'8 marzo 2017. Immagine: O.V.E.R.V.I.E.W./Flickr

Mark Drinkwater, capo della Mission Science Division a ESA-ESTEC, il braccio della ricerca dell'ESA, ha detto che gli smembramenti del ghiaccio in generale non dovrebbero essere un motivo di preoccupazione.

"Questi eventi sono un fenomeno regolare negli ultimi 40 anni, ma ora abbiamo gli strumenti che ci permettono di vederli accadere da un giorno all'altro," ha detto Drinkwater al telefono. "Ha concentrato l'attenzione su come l'Antartide stia cambiando per via del clima, anche se non ci sono prove del fatto che questo [discacco in particolare] abbia qualcosa a che fare con il clima."

Drinkwater ha chiarito che il cambiamento climatico, che sta causando un innalzamento delle temperature degli oceani, ha avuto senza alcun dubbio un impatto su alcuni eventi di smembramento dei ghiacci, ma che per questo distacco in particolare non ci sono conferme definitive. Nella grande comunità scientifica che si occupa del tema, diversi ricercatori mi hanno detto che c'è un dibattito in corso sul ruolo che il cambiamento climatico possa aver giocato nel distaccamento di questo iceberg, e fino a che punto, così come su quali potranno essere le implicazioni in senso ampio di questo evento.

L'esperto di ghiacciai della Swansea University Martin O'Leary ha sottolineato nella pubblicazione di Project Midas che, per quanto il suo team non sia a conoscenza di un collegamento diretto con il cambiamento climatico indotto dall'uomo, la piattaforma Larsen C resta comunque in una posizione vulnerabile. "Questo è il punto di massima retrocessione che il ghiaccio abbia mai toccato e di cui si abbia documentazione storica," ha detto. "Abbiamo intenzione di controllare con molta attenzione qualsiasi segnale che implichi una crescente destabilizzazione della piattaforma."