La musica del nuovo Life Is Strange è dolceamara come l'adolescenza
Uno screenshot dal primo Life Is Strange.

La musica del nuovo Life Is Strange è dolceamara come l'adolescenza

La colonna sonora della nuova avventura grafica di Square Enix, curata dai Daughter, è perfetta musica da cameretta per cuori deboli.
9.3.18

I primi anni del decennio che ha ormai intrapreso la via del tramonto si sono aperti con una bella ondata di post-rock, alt-pop, indie-folk e una decina di altri sottogeneri tutti assimilabili ad un tipo di musica per cuori deboli, (post)adolescenti, eterni innamorati e disagiati. Sebbene siano anche molto diversi tra loro, album come When I'm with You dei Best Coast, For Emma, Forever Ago dei Bon Iver e l'incredibile debutto degli Alt-J, come tanti altri usciti tra il 2010 e il 2012. Quando si arriva al 2013 è il tempo di due album grossi: da una parte gli Arcade Fire con l’ambizioso Reflektor e l’esordio dei Daughter con If You Leave. Un album clamoroso per quantità di coltellate in grado di infliggere alle nostre parti deboli, con un po’ di pezzi che diventano standard di quei tempi.

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Tipo "Youth", una lunghissima poesia che tratta le istanze profonde e irripetibili della giovinezza. Chitarra che insiste sullo stesso giro, un piano ad accordi secchi, riverberi e un testo che dice cose del tipo “Noi siamo spericolati / Noi siamo la giovinezza selvaggia / A caccia di visioni del futuro/ Un giorno vi riveleremo la verità / Che morirà prima di arrivare”.

Nel 2015 questa ondata musicale si incrocia con un caso fondamentale nel fiorente mercato videoludico di quel periodo: l’uscita di Life is Strange, avventura grafica a episodi, sviluppata da Dontnot e pubblicata dalla Square Enix. Maxine ha 18 anni, frequenta l’Accademia d’Arte di Blackwell nell’immaginaria Arcadia Bay, nell’Oregon, ed è appassionata di fotografia. Maxine è una ragazza un po’ timida, parla poco con le persone del mondo ma di contro ha la testa sempre affollata dai pensieri e noi, che siamo lei, ne siamo attraversati costantemente. C’è questo incipit che vede Maxine inseguire una farfalla blu e pur di fotografarla la insegue nell’angolo buio nel bagno della scuola. In quel preciso istante assiste all’omicidio di una ragazza per mano di un compagno di classe. Nel momento dell’uccisione, quando Maxine viene assalita dalla paura e dal dolore, qualcosa succede: il tempo si riavvolge, riportandoci a qualche attimo prima dell’omicidio.

Uno screenshot dal primo episodio di Life Is Strange, con Maxine nella camera di Chloe.

Maxine ha un potere magico, e noi possiamo usarlo per salvare la vita della ragazza, Chloe. E per fare tantissime altre cose.

Raccontare la trama del gioco potrebbe essere anche semplice, ma non lo è descrivere le sensazioni che esso sa suscitare: emozioni che si acutizzano quando le cose ci portano a dover fare delle scelte sulla storia e sul destino del percorso. Ci si affeziona ai personaggi, come ci si affeziona al periodo della vita dei protagonisti, un’adolescenza sofferente e maledettamente intensa, bizzarra come gli imprevisti fantastici della narrazione. La tematica del viaggio nel tempo e del mistery si condiscono a momenti dolceamari, come quando Chloe e Maxine una notte fanno irruzione all’interno di una piscina privata. Ah ecco: una cosa che mi stavo dimenticando di scrivere è che le due ragazze sono alla ricerca di Rachel Amber, l’amica scomparsa di Chloe.

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La colonna sonora del videogioco è un coagulo di dolce morte, di quella roba che ascolteresti solamente dopo essere stato lasciato dalla ragazza o aver scoperto di aver perso l’amico d’infanzia: ci sono di mezzo gli Sparklehorse, i Mogwai, Bright Eyes, i Foals, gli Alt-J. In questi giorni esce in Italia il prequel, Life is Strange: Before the Storm, incentrato sulla relazione tra Chloe e Amber: a questo punto penso (e spero) sia facile capire del perché Daughter e Life is Strange stiano così bene assieme, come Wagner e l’odore del napalm al mattino.

La storia tra il gruppo londinese e la casa di sviluppo francese è quella di due segmenti destinati a toccarsi, cateti di un triangolo del quale condividono una base artistica fatta di atmosfere sospese e difficili da gestire.

Mentre scrivo questo pezzo ho giocato solamente al primo Episodio del prequel, intitolato Awake. L’incipit ci mette nei panni di Chloe che vuole entrare in questa fattoria abbandonata e dispersa tra i boschi, divenuta sorta di centro sociale per redneck. Dentro ci stanno suonando i Firewalk, uno dei gruppi preferiti di Chloe. I Firewalk nel mondo fuori i bit non esistono, ma i tizi che cantano e suonano quel punk rancidello e sexy sono una band inglese, i Pretty Precious, e la canzone si chiama "Are You Ready for Me".

Chloe, in uno screenshot da Before the Storm.

La scena del risveglio dal letto, ambientata la mattina successiva al concerto, è accompagnata dalla voce della cantante degli Speedy Ortiz nella ballatona con fitte chitarritiche a là Jason Molina che sa di fine anni novanta, "No Below". Tra una partita ad una sorta di Dungeons & Dragons e qualche chiacchierata fuori dal liceo Chloe si ritroverà a fare una passeggiata tra i boschi con Amber: sì, i boschi sono ovunque, e tutto odora di Twin Peaks in salsa teen.

Ma sono i Daughter che alla fine fanno il lavorone scrivendo, solamente per il primo episodio, qualcosa come otto tracce. La loro musica veste benissimo i luoghi e le persone di quella piccola America che, per quanto fatta di cose contemporanee, sembra perdersi da qualche parte negli anni novanta. Il mood generale può sintetizzarsi in "The Right Way Around", colonna sonora del menù principale , una strumentale di dialoghi tra basso e chitarra che si intersecano seguendo una solida ritmica, un inno alla provincia immutabile e ai sentimenti di chi la vive.

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Come in ogni grande storia di crescita e fuga all’americana c’è un momento durante il quale si prende un treno e si scappa via dalle cose, scena accompagnata dal pezzo "Hope", che personalmente mi sembra fare richiami fortissimi ai periodi gloriosi dei Sigur Rós.

La fuga delle due ragazze è piuttosto breve e sa più di scampagnata. Cosa che in effetti fanno, rifugiandosi in un parco, l'Overlook Park. Durante questa parte dell’episodio parte un brano che si chiama "Departures", emotivamente legato alla questione della relazione paterna perduta di Chloe. Sembra un interludio, nel quale domina un piano lamentoso tipo primissimi Coldplay.

Chloe e Rachel, in uno screenshot da Before the Storm.

Buona parte dei pezzi hanno una tensione stabile, dove uno o più strumenti sembrano andare in loop eterno. Un po’ come "I Can't Live Here Anymore", che riascoltata fuori dall’ingame mette un po' a disagio e crea un senso di inquietudine.

I momenti più toccanti di Awake sono quando Chloe sogna il padre scomparso o, addirittura, residui dell’esistenza paterna entrano nella quotidianità. La vita della protagonista è circondata da mura fragili, scavate dalle infiltrazioni di un evento traumatico che non vuole andarsene, cicatrici che si fanno sempre più pesanti. "Dreams of William" dice questo, forse, senza dover usare le parole.

Il buon lavoro dei Daughter sta tutto qui, nell’essere riusciti ad avvolgere il cuore e i nervi di Life is Strange, senza mai rubare la scena a quello che si vede e a quello che fanno i personaggi, ma donando allo spettatore-giocatore un potente layer emotivo in più.

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“Non ho mai scritto niente di personale, è come entrare in sintonia col personaggio di Chloe, provare a identificare la sua vita, i suoi sentimenti di dolore e di perdita, con la mia”, dice intervistata Elena Tonra, che sarebbe la voce dei Daughter. La sintonia ha funzionato: Before the Storm non è solo un videogioco, ma anche un gran bell’album.

Ah, sul finale dell’episodio c’è un incendio notturno e la chiusura è affidata a "Flaws", melodia misteriosa e piano fantasmagorico su cori che vengono da un oltremondo. Vabbè, fate prima a giocarvelo.

Ascolta Music From Before the Storm dei Daughter su Spotify:

Diego è su Twitter: @Dieg8_6.

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