Recensione: Hieroglyphic Being - The Red Notes

Nella musica di Hieroglyphic Being non c'è spazio per la negatività, ma soltanto per beat accoglienti che puntano all'abbandono e alla presa bene.

A vederlo, non diresti mai che Jamal Moss per campare faceva il gigolò. Con quel faccione dall’espressione gentile, quei dread enormi e un po’ di panzetta, ha più del gigante buono, magari del santone, certo non di quello che a vent’anni rimorchiava facoltose donne bianche ballando nei locali di Chicago perché non aveva un tetto sopra la testa. Oggi, più o meno quarantacinquenne, Moss pare essersi lasciato alle spalle la vita di stenti, ma continua a credere nella sua missione musicale di creare un mondo migliore attraverso la house chicagoana, nonostante il suo stile di vita tendenzialmente eremitico di persona che esce di casa tre volte l’anno.

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The Red Notes non è altro che l’ennesimo passo in avanti del suo percorso votato all’amore inclusivo, che come tutti i precedenti si compie di notte, sui dancefloor, attraverso un ammasso di corpi sudati che si muovono a ritmo dei suoi beat. Pezzi sbilenchi e tutti tondeggianti che hanno titoli come “Youth Brainwashing And The Extremist Cults” o “Awake And Energize” non fanno mistero del pensiero alle spalle di Hieroglyphic Being e delle sue infinite produzioni, definite a seconda dei casi (e delle droghe assunte dal giornalista di turno) outsider house, cubismo ritmico, be-bop cosmico o afrofuturismo. Che poi, quando il Guardian glielo ha chiesto, ha risposto che quelle sono definizioni da intellettuali e a lui non gliene frega una mazza di finire ai panel di discussione degli studiati, nonostante con i soldi delle ricche signore bianche si sia pagato l’università.

E quindi avanti a beat storti e accoglienti, a glitch lo-fi di periferia e pattern ipnotici e seducenti. Il mix concettuale tra lo spiritualismo della civiltà delle piramidi e la contemporaneità urbana continua un colpo di cassa dietro l’altro, questa volta spogliato di quelle ruvidità che tradiscono la passione di Moss per i suoni industriali degli anni Ottanta, ma fatto di sole pareti lisce. Non c’è violenza, non c’è rabbia, non c’è foga, nella musica di Hieroglyphic Being manca qualsiasi sentimento negativo, c’è solo la catarsi di un beat che vuole andare in profondità, farti abbandonare qualsiasi limite corporeo. Nessuna etichetta, nessuna origine, nessun reddito annuo lordo, non può esistere una barriera all’ingresso diversa dal buttafuori del locale, perché dentro, sulla pista, qualsiasi confine scompare, e il mondo per un attimo è un posto migliore.

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The Red Notes è uscito il 23 febbraio per Soul Jazz.

Ascolta The Red Notes su Spotify:

TRACKLIST:
01. Youth Brainwashing And The Extremist Cults
02. The Melody Lingers
03. The Seduction Syndrome
04. Awake And Energize
05. Video Jazz
06. The Red Notes
07. The Emotional Listener
08. The Red Notebook
09. The Tone Bather

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