Degli chef gallesi hanno restituito la stella Michelin per motivi familiari

Si può davvero restituire una stella Michelin? Questo è l'ultimo caso dopo rinunce illustri.
Andrea Strafile
Rome, IT
Foto di Phil Champion via Wikipedia

In principio fu Marco Pierre White, lo chef maledetto, a chiedere che le sue tre stelle Michelin gli venissero tolte - oltre a quella che ha fatto cancellare per il suo ristorante in Asia quest'anno. Poi ci fu Gualtiero Marchesi, che nel 2008 disse: “Restituisco le mie stelle”, in segno di protesta. E infine Sébastien Bras, che a settembre dell’anno scorso ha chiesto formalmente alla guida Rossa di cancellare le sue tre stelle per poter vivere la cucina in modo più tranquillo.

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Tutti con la massima onorificenza, tutti chef leggendari, che hanno capito come il sistema Michelin possa letteralmente rovinare una vita, soprattutto se sei ai massimi livelli.
L’ultimo caso, in ordine cronologico, è di qualche giorno fa.

Stephane Borie, Sarah Francis e Kathryn Francis, proprietari e gestori di The Checkers a Montgomery, in Galles, hanno chiesto di togliere dalla guida il nome del loro ristorante per la prossima edizione, che verrà presentata l’1 Ottobre per il Regno Unito.

Essere all’interno della Rossa significa essere pronti a essere giudicati potenzialmente ogni giorno dell’anno. E chi ci entra, oltre a mantenere quella già ottenuta, spesso pensa a come raggiungere anche le due o le tre stelle.

I ritmi sono intensissimi, gli orari quasi annullati, il servizio deve essere il più impeccabile possibile. Insomma, se hai almeno una stella, il ristorante dove lavori diventa la tua ragione di vita.
Stephane, Sarah e Kathryn si sono accorti che non volevano proprio che la loro vita fosse incentrata solo sul locale, come avviene dal 2011 a oggi, nel loro caso. Ognuno di loro ha figli, e non hanno intenzione di trascurarli completamente per il lavoro.

Alla BBC, Stephane ha detto: “È stata una scelta difficile, ma sicuramente quella giusta. Ogni anno era una gioia sapere che eravamo ancora dentro la Guida Michelin e lo era anche per il paese”.
Sua moglie Sarah ha fatto sapere che il ristorante riaprirà a Novembre come Bed & Breakfast di lusso dove ci si fermerà al massimo a pranzo.

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Ma come funziona la guida Michelin? Uno chef può semplicemente svegliarsi la mattina e dire “no, guarda, non mi va più, rescindiamo il contratto”?
La risposta è no, sarebbe troppo facile.
Essendo una guida i cui giudizi arrivano da ispettori anonimi e, quindi, teoricamente senza filtri o marchette di sorta, l’assegnazione di una stella si rimette all’unico giudizio della guida.
Quindi, teoricamente, anche se lo si desidera ardentemente, non è detto che una richiesta formale sia sempre accettata.

La Rossa, però, tende a prendere sul serio le dichiarazioni degli chef o le richieste e, in genere, le accontenta. Magari citandoli ancora in via generica, non ci sono solo quelle stelle contornate di rosso e cicciotte che compongono le varie guide.

Vuoi per vivere la propria vita, vuoi per arroganza, per sfida, per presa di posizione su alcune questioni non condivise, i proprietari del The Checkers non saranno gli ultimi a prendere una decisione del genere. Ci sono stati prima, ci saranno dopo.

Ultimamente, c'è da dire, ce ne sono stati più del solito.

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