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Un pomeriggio con il sosia italiano di Cristiano Ronaldo

Si chiama Gianfranco Sanguinetti, ha 35 anni, e da quando il vero Cristiano Ronaldo è arrivato in Italia è ovunque.
Vincenzo Ligresti
Milan, IT
Gianfranco. Tutte le foto dell'autore.

Da quando circa tre mesi fa Cristiano Ronaldo è atterrato in Italia per indossare la maglia della Juventus, la stampa è letteralmente impazzita. Interi servizi sui suoi allenamenti, telegiornali che seguivano i suoi spostamenti e editoriali sulle sue foto Instagram hanno fatto sì che CR7 fosse praticamente ovunque. E con lui, anche un'altra persona iniziava a scalare le pagine della cronaca locale e delle riviste di gossip: Gianfranco Sanguinetti.

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Gianfranco ha 35 anni, vive in provincia di Genova, a Lavagna, e nella vita fa il personal trainer. Ma dall'era Cristiano Ronaldo si è reinventato come suo sosia, e ora sogna di diventare il suo doppio ufficiale. In mezzo, c'è tutto quello che mi ha raccontato quando l’ho invitato in redazione, dove è venuto scortato da Monica, la sua ragazza-manager.

La prima cosa che noto è che di primo acchito, da lontano, ma anche quando gli stringi la mano mentre indossa gli occhiali, è che ti viene proprio voglia di dirgli “Ammazza, quanto gli somigli!”—cosa che ho fatto. Del resto coi colori, l’altezza (il sosia è alto 1,85; CR7 1,85), l’attitudine ci siamo.

Per assomigliare sempre più a Ronaldo, oltre a volerci una “buona base,” Gianfranco mi spiega che ha dovuto faticare un bel po’. Mi racconta che ha dovuto perdere peso, cambiare regime alimentare, ridurre drasticamente calorie e muscoli per assottigliarsi—dato che si dilettava anche anche col body bulding—e avvicinarsi alla fisicità dell’”originale.” Inoltre, soprattutto da quando ha capito le potenzialità della somiglianza e sta pigliando il tutto più seriamente, è molto attento ai tagli di capelli da copiare e ai cambi di look di Ronaldo—anche se cerca comunque di “mantenere uno stile personale.”

Ma la verità è che ho chiamato Gianfranco per un motivo: ovvero capire com’è riuscito a far spuntare la sua faccia o-v-u-n-q-u-e da inizio estate a oggi. Tutto è iniziato “il giorno dopo che c’è stata la notizia ufficiale [ di Ronaldo alla Juventus], e ho detto alla mia ragazza, ‘Andiamoci a farci un giro a Torino e vediamo che succede,’” mi racconta. “Così siamo andati vicino allo Stadium, qualche curioso mi ha un po’ seguito con lo sguardo [ un po’ come era successo a Madrid, aggiunge], alcuni ci hanno fermato, e da lì c’è stato il primo articolo su Repubblica e poi tutti gli altri…”

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Gianfranco si riferisce a una gallery di Repubblica Torino del 12 luglio scorso, la cui didascalia recita: “Un sosia di Ronaldo si aggira per le vie di Torino e davanti all'Allianz Stadium. E naturalmente genera scompiglio tra i tifosi.” Ed è proprio da quel momento che la sua parabola ha un andamento di caratura ascendente, le testate riprendono la sua storia, diversi programmi lo chiamano per delle ospitate. Solo per citarne alcuni, il sosia di Ronaldo è spuntato negli ultimi mesi su La Stampa, La Gazzetta dello Sport, Sport Mediaset, Gente, La domenica sportiva, Studio Aperto, Pressing. E giovedì prossimo, dato che l'appuntamento di ieri è stato rimandato, anche a Pomeriggio Cinque—sì, sta arrivando persino dalla D’Urso.

In pratica, Gianfranco ogni tanto si mette a camminare per qualche città, una testata o programma lo invita a rilasciare delle dichiarazioni e lui ogni volta rilancia l’appuntamento sui suoi profili social o posta una fotografia postuma dell’ospitata o copertina appena ottenuta. Semplice, funzionale, efficace.

Gianfranco mi racconta, poi, di aver accettato di apparire in un video dello youtuber Giacomo Hawkman, in cui avrebbe dovuto per l’appunto interpretare Ronaldo. Solamente che a un certo punto la situazione è sfuggita di mano. “Mentre giravamo si è iniziata a creare una ressa, persone su persone, mi lanciavano bambini addosso per far le foto. Per cui per 30 secondi mi sono mentalmente immedesimato, ero davvero Cristiano Ronaldo, e ho capito perché i vip vivono chiusi nella loro bolla inavvicinabile,” spiega.

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A questo punto, però, mi viene da dirgli che un sosia ufficiale Ronaldo ce l’ha già, e che quindi prima di immedesimarsi ci sarebbero ulteriori difficoltà. Si tratta dello spagnolo Diego Davila, che affianca il portoghese da tmpo, anche agli eventi ufficiali o gli spot, con l’avvallo del management e degli sponsor. Ma anche questo, per lui, non sembra essere un problema.

“L’ho contattato tanto tempo fa per dirgli che avevamo qualcosa in comune. Ci conosciamo, è un bravo ragazzo,” mi risponde Gianfranco. “Adesso mi ha confessato che per ora non è intenzionato a venire in Italia, e quindi mi lascia la strada libera, mi ha detto di provarci.”

Ma quindi se la concorrenza, almeno apparentemente, sembra nemmeno esserci, quali sarebbero i lati negativi di voler diventare il sosia ufficiale di Cristiano Ronaldo? Innanzitutto, i momenti in cui Gianfranco ha pensato “Qua se scoprono che non sono Ronaldo mi picchiano”—come quando si è creata la ressa a Milano. Poi, i casi in cui è un po’ un dispiacere dover deludere signore che ti “abbracciano e piangono” o “bambini che non si vogliono staccare dalla tua gamba.” Infine e soprattutto gli insulti su internet. Il più ricorrente, a detta di Gianfranco, è “Ma perché non vai a lavorare?”

Ma anche gli hater, penso mentre gli faccio ancora qualche foto, sono un segno che qualsiasi cosa tu stia facendo, la stai facendo in maniera tangibile.

Non so se Gianfranco riuscirà o meno a diventare davvero il sosia ufficiale di quello che chiama "il mio mito", non so se riuscirà a conoscerlo e sostituirlo agli eventi degli sponsor, non so se mi cancellerà da Facebook dopo questo articolo.

Ma non mi stupirebbe rivederlo in tv in altre vesti, magari a Temptation Island Vip. Del resto, sarebbe la prova del nove del fatto che ha confuso un bel po’ di persone per strada, un po’ di giornalisti—e lo ammetto—persino me.

Segui Gianfranco (il sosia di Ronaldo) e Vincenzo (senza sosia) su Instagram.