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Le parti migliori di 4:44 di JAY-Z, tradotte e spiegate

Jay non è più amico di Kanye, ammette le sue colpe con Beyoncé, racconta di quando ha incontrato Prince e vuole davvero farvi abbonare a Tidal.

di Elia Alovisi
06 luglio 2017, 10:59am

E così siamo arrivati a un nuovo album di JAY-Z, quattro anni dopo quel luglio 2013 in cui uscì Magna Carta Holy Grail. Dei giorni che mi separavano dall'uscita di quel disco ricordo un sentimento di grande anticipazione—venivo dall'estasi collettiva causata da Watch the Throne, d'altro canto, e quella gemma nera e spigolosa che fu Yeezus era venuta al mondo solo un mese prima. Oggi, quello che mi resta di quelle canzoni è la voce di Justin Timberlake che canta il riuscito ritornello di "Holy Grail", il video di "Picasso Baby" con la Abramovic con qualche punchline del pezzo—"House like the Louvre or the Tate Modern / 'Cause I be going ape at the auction"—e poco altro. In un contesto in cui il Grande Album Rap stava diventando qualcosa di più complesso, sperimentale e narrativo (vedi alle voci good kid, m.A.A.d. city, Acid Rap e Yeezus), Jay se ne uscì con una serie di pezzi manieristici. Li usò per parlare della sua ricchezza, dei suoi risultati, della sua famiglia—ma restò sulla superficie, forse troppo impaurito per lasciar entrare veramente chi lo ascoltava nel suo cervello e nel suo cuore.

JAY-Z, nel 2017, decide invece di aprire il suo album con un pezzo in cui parla candidamente di tutta la merda che gli è successa nella vita e negli ultimi anni. "Kill JAY-Z" parla di quella volta che Shawn ha sparato a suo fratello, del suo quasi-tradimento nei confronti di Beyoncé e dei suoi litigi con Solange e Kanye West. Tutto in una strofa. Insomma, un ottimo modo per far accendere l'interruttore dell'attenzione di chi fa caso alle parole che sente. Il risultato è un album in cui quasi ogni canzone ha qualcosa da dire, senza riduzioni ai minimi termini del discorso autoriale: Jay parla dell'orientamento sessuale di sua madre, del conformismo che vede nella scena, dei pregiudizi di alcuni suoi coetanei nei confronti dei giovani, delle sue colpe e dei suoi meriti. Qua sotto trovate la traduzione e il significato delle parti migliori dei testi del disco.

"Kill Jay Z": La fine di un'amicizia, un'ammissione di colpa

Uccidi Jay Z, non ti ameranno mai.
Non sarai mai abbastanza, siamo sinceri, Jay Z.
Fanculo Jay Z—insomma, hai sparato a tuo fratello!
Come possiamo sapere se possiamo fidarci di Jay Z?
E non sei così ingenuo, negro, so che non lo sei,
Ma devi fare meglio, ragazzo, lo devi a Blue.
Non hai avuto un padre, ti sei fatto una corazza
Ma ora hai una figlia, devi farti più soffice.

In un'intervista con la stazione americana iHeart Radio, Jay ha descritto "Kill Jay Z" come il suo modo per intavolare una conversazione in un metaforico "luogo di vulnerabilità e onestà". Shawn butta fuori tutto per potersi liberare da qualsiasi peso e comincia da quando, all'età di dodici anni, sparò a suo fratello, all'epoca dipendente dal crack. "C'erano armi ovunque," spiegò in un'intervista al Guardian , parlando di come le presenza di armi e di sparatorie era solo la normalità nell'ambiente in cui crebbe. Fu sempre in quegli anni che suo padre abbandonò lui, sua madre e i suoi tre fratelli—ora che è padre, Jay sa di dover picchettare l'immagine della paternità instillata in lui dalla sua esperienza per poter dare a sua figlia Blue, e ai suoi due nuovi gemelli, una figura paterna in cui possono veramente riconoscersi.

Vai in giro come fossi invincibile,
Hai mollato la scuola, hai perso i tuoi principi.
So che la gente ti ha accoltellato alle spalle, anch'io mi sono sentito male,
Ma questo atteggiamento alla "fanculo tutti" non è naturale.
Ma non sei un Santo, questa non è KumbaYe.
Ma ti sei sentito male perché sei stato dalla parte di 'Ye.
Gli hai dato venti milioni senza battere ciglio,
Lui ti ha dato venti minuti sul palco, che cazzo stava pensando?
"Che cazzo hanno in testa tutti?", dici:
Ma se tutti sono fuori di testa, allora tu sei pazzo.


Qua Jay comincia a spostare l'attenzione da sé stesso e dai suoi fallimenti—la scuola abbandonata, la boria—verso il suo rapporto con Kanye West. Come forse avrete letto, Kanye ha mollato Tidal (cioè il servizio di streaming che ha co-fondato assieme a Jay) per dei soldi che, sostiene, non gli sono mai stati rimborsati dopo aver girato dei video esclusivi. Il fatto è però solo il culmine di un processo iniziato qualche mese fa, quando Kanye dichiarò in "Saint Pablo" di aver quasi accettato cento milioni da Apple per interrompere il suo rapporto di esclusività con Tidal e che avrebbe, nel caso, dato il 20% della cifra a Jay. Il signor Carter riuscì a tenere Kanye con sé pagandolo 20 milioni di dollari, per poi vedersi sputtanato durante quell'epico rant sul palco in cui Yeezy sparò a zero su MTV dopo che gli venne detto che Beyoncé avrebbe vinto il video dell'anno per "Formation", a discapito di "Hotline Bling" e della sua Famous", per evitare che salisse sul palco come suo solito. Kanye disse a Bey che "ci era stato male", e si lamentò con Jay perché "non lo aveva ancora chiamato" dopo la rapina subita da sua moglie Kim. La risposta musicale di Jay è esplicita ("Non sei un Santo" = "Saint Pablo") e guerresca ("KumbaYe" è un riferimento al celebre canto religioso kumbaya).

Lascia perdere il tuo ego, lascialo cadere dalla tua spalla destra,
Dalla tua sinistra arriva una voce: "Finisci la colazione!"
Hai spinto Solange a continuare sulla strada sbagliata
Anche se sapevi che tutto quello che avevi da dire era sbagliato.
Hai quasi fatto come Eric Benét,
Ti sei quasi lasciato scappare la ragazza più figa del mondo.
Non so nemmeno che altro dire:
Negro, non fare mai come Eric Benét!
Non so nemmeno che avresti fatto
In Futuro, altri negri a giocare a football con tuo figlio.


Verso la fine del brano, Jay si prende a mazzate in testa per il quasi-tradimento di cui Beyoncé aveva già parlato con grande cazzutaggine in LEMONADE. Ammette ogni colpa, e di aver avuto torto quella volta che litigò con Solange, sorella di Bey, in un ascensore nel 2014, confermando i sospetti su quello che si credeva essere il soggetto dello scontro. Usa poi due personaggi come termini di paragoni negativi, esempi di infedeltà alle radici della fine dei rispettivi matrimoni: Eric Benét, ex marito di Halle Berry tra il 2001 e il 2005; e Future (il "Futuro" dell'ultimo verso qua sopra), che venne mollato da Ciara—sua fidanzata, ai tempi—prima che riuscissero a sposarsi. Lei, tra l'altro, già aspettava un figlio.

"The Story of O.J.": Impara anche tu a risparmiare con Jay Z in tre semplici strofe

Avrei potuto comprarmi una casa a Dumbo prima che fosse Dumbo
Per tipo due milioni.
Quella stessa casa oggi vale tipo venticinque milioni.
Indovina come mi sento? Dumbo!

Ok, in italiano suona molto più stupido che in originale, soprattutto perché se leggete "Dumbo" pensate a un elefante animato e non a quella parte di Brookyln che si chiama così perché sta " Down Under the Manhattan Bridge Overpass". Ma in originale, quello qua sopra è Jay che si lamenta perché non è riuscito a salire sul dolce treno della gentrificazione e si è perso un sacco di soldi, e ora si sente un idiota (= "dumb"). "The Story of O.J." non parla specificamente di O.J. Simpson ma di una sua frase:

O.J. disse, "Non sono nero, sono O.J.!" Ok...

Anche se non ci sono prove ufficiali, molte testimonianze sostengono che O.J. la pronunciò durante il suo processo, come a voler dire "Non sono diverso da voi, trattatemi allo stesso modo." Jay la vede invece come una mancanza di attenzione alle problematiche della comunità afroamericana, argomento che invece gli sta brutalmente a cuore: così tanto che passa tutto il pezzo a dare consigli al suo pubblico su come diventare ricchi legalmente invece di spacciare a un angolo di strada. Il tutto con un maldestro verso ai limiti della gaffe antisemita:

Volete sapere che cosa è più importante dei soldi che buttate via allo strip club?
Il credito che avete con la vostra banca!
Vi chiedete mai perché gli ebrei hanno in mano tutti gli immobili d'America?
Ecco come hanno fatto!


Certo, non crediamo che Jay passi le sue giornate a rodersi e bestemmiare contro Israele: usa lo stereotipo ebrei = ricchi per sostenere che il lavoro e l'attenzione al proprio conto in banca siano molto più importanti che qualsiasi frivolezza.

La libertà finanziaria è la mia unica speranza.
Vivere da ricchi e morire da poveri? Fanculo!
Ho comprato un'opera d'arte per un milione.
Due anni dopo, quella merda vale due milioni.
Qualche anno ancora, quella merda vale otto milioni.
Non vedo l'ora di dare 'sta merda ai miei figli!
Credete sia roba borghese: per me è ok,
Sto solo provando a darvi un milione di roba per nove e novantanove.


Da bravo imprenditore sempre attento alla propria impresa, Jay propsa Tidal chiedendovi i vostri 9 dollari e 99 al mese in cambio del suo "milione di roba" (dice "game", nel senso che vi dà un milione di bravura e cazzimma in ciò che fa) dopo avervi insegnato le bellezze degli investimenti nel mondo dell'arte. Certo, è tutto un attimo da ridimensionare perché sia effettivamente utile per l'ascoltatore giovane afroamericano medio. Ma il senso della canzone è lodevole: essere statunitensi afroamericani significa, ancora, partire con uno svantaggio socioeconomico rispetto ai propri uguali dalla pelle bianca.

"Smile": Mamme che fanno coming out

Mia mamma ha avuto quattro figli ma è lesbica,
Ha dovuto fare finta per così tanto tempo, seguace di Tespi.
Ha dovuto restare nascosta, così ha cominciato a curarsi da sola
Dalla vergogna che la società le faceva provare, dal troppo dolore.
Ho pianto lacrime di gioia quando ti sei innamorata,
Non mi importa se di un lui o di una lei.
Voglio solo vederti sorridere in mezzo a tutto quest'odio:
Maria Antonietta, baby, che mangino brioche.

La mamma di Jay, Gloria Carter, ha fatto coming out solo molto in là con gli anni—ben dopo il suo matrimonio e la nascita dei suoi figli—e questa è la prima conferma ufficiale del suo orientamento sessuale. Shawn la vede come un'eroina: Tespi ("thespian", in originale) è un attore greco semi-leggendario, così importante per la storia della disciplina che in lingua inglese il suo nome viene usato come sinonimo desueto della professione. "Smile" è un pezzo decisamente ottimista in cui Jay ripercorre varie sfighe dei suoi esordi trovandone una chiave di lettura positiva: " Una sconfitta non è una sconfitta, è una lezione / Apprezzate il dolore, è una benedizione", dice. Certo, ci sono sempre momenti in cui l'ascoltatore medio faticherà a ritrovarsi—come quando Jay dice di non riuscire sempre a mantenere le abitudini di shopping di sua moglie quando va a Parigi a comprare gioielli, per poi lamentarsi con chi produce diamanti per il sangue che fanno scorrere per tirarli fuori dalla roccia.

"Caught Their Eyes": Abbiamo capito, Jay, Tidal spacca e gli altri sono stronzi. Also: Prince ti rispettava. Ok.

Mi sono visto con Prince, a quattr'occhi:
Mi ha detto quello che voleva prima che morisse.
Ora, Londell McMillan deve essere daltonico:
Vedono solo verde da quegli occhi viola!
Distolgono lo sguardo, alzano gli occhi al cielo,
Io tengo chiusi i miei di fronte a ogni bugia.
'Sti negri dell'industria sono sempre stati sospetti
Ma non è un problema, io non sono pigro.
'Sto tizio aveva 'Schiavo' scritto in faccia:
Pensate che avrebbe voluto i suoi master nelle mani dei padroni?
Avidi bastardi, vi siete messi a vendere biglietti per visitare casa sua.
Non mi sorprenderei se metteste in vendita la sua bara.

Se non l'avevate ancora capito, Jay ama davvero, davvero tanto il suo Tidal. A tal punto che si prende la briga di dissare Londell McMillan, cioè l'avvocato Prince e consigliere legale della sua famiglia. Come mai? A luglio 2015, Prince concesse a Tidal l'esclusiva sullo streaming del suo catalogo, lodando "l'impegno" di Jay e compagni "in quest'epoca di fondamentale importanza per l'industria musicale". Dopo la sua morte, McMillan ha guidato una causa contro Tidal per far sì che il catalogo del suo ex protetto fosse disponibile anche su altri servizi—e ci è riuscito. Jay qua fa valere il rapporto umano che aveva stretto con Prince, accusa McMillan e i suoi colleghi di vedere solo "verde" (= soldi) nei suoi "occhi viola". Dopo un super gioco di parole ("Ain't no Biggie, no lazy eye" può essere letto come riferimento all'occhio pigro di Notorious B.I.G., ma "eye" si legge anche "I", da cui la traduzione che potete leggere qua sopra), Jay ricorda agli ascoltatori di quella volta che Prince cambiò nome in un simbolo e si scrisse "SCHIAVO" in faccia, scontento di come la sua musica stava venendo trattata dalla Warner, all'epoca la sua etichetta. Insomma, il messaggio di Jay è chiaro: chiunque ha in mano il nome di Prince lo sta usando per fare soldi, senza alcun rispetto delle sue volontà e della sua integrità artistica.

"4:44": Il Jay Z più emo di sempre

Non saprei cosa farei se i miei bambini lo venissero a sapere,
Se cominciassero a non guardarmi più allo stesso modo.
Probabilmente morirei di tutta quella vergogna.
"Che cosa hai fatto? E con chi?"
A che cosa ti serve un ménage a trois quando hai accanto a te la tua anima gemella?

Nella titletrack del disco, Jay affronta il merdone che ha pestato qualche anno fa e passa i quattro minuti e quarantaquattro del titolo a scusarsi con sua moglie e i suoi figli, super in paranoia a immaginare un futuro in cui Blue e i gemelli possano cercare il nome di suo padre e venire a sapere della sua supposta infedeltà. Il tutto si apre però con parole rivolte direttamente a Bey, scene super emo da un tour mondiale:

Allora, ti chiedo scusa—troppo spesso mi sono lasciato andare con le ragazze,
Mi è dovuta nascere una figlia
Perché potessi cominciare a vedere con gli occhi di una donna.
Mi ci sono voluti questi gemelli per poter credere ai miracoli,
Mi ci è voluto troppo a scrivere questa canzone.
Non ti merito.
Ti sto addosso mentre sei a Parigi,
"Ti prego, torna a Roma", riesci a tornare a casa.
Abbiamo parlato per ore mentre eri in tour:
"Ti prego rispondi, ti prego rispondi."

Insomma, Jay si lascia andare a un profluvio di scuse e si versa il sale sulle ferite, conscio di aver fatto la cazzata e di poter solo tenere la testa bassa per farsi perdonare. " Mi scuso con tutte le donne / Con le cui emozioni ho giocato perché non ero capace di provarne", dice; e ancora, " Non siamo fatti per piangere e morire da soli in 'ste ville / O dormire dandoci la schiena."

"Family Feud": Per una scena unita

Negri vecchi, smettetela di comportarvi come se foste qualcosa di nuovo.
Come se anche 2Pac non avesse avuto un piercing al naso!


"Family Feud" è un pezzo dal messaggio piuttosto semplice: Uniti vinciamo, separati perdiamo. Jay chiede ai suoi coetanei di non avere pregiudizi nei confronti dei loro colleghi più giovani usando 2Pac come termine di paragone: non ha senso perpetuare lo stereotipo del rapper cazzuto quando anche un mostro sacro del genere non si faceva problemi a staccarsi dal gusto comune.

"Moonlight": Paragoni hollywoodiani

Siamo bloccati a La La Land,
Anche quando vinciamo, perdiamo.
Abbiamo gli stessi cazzo di flow,
Non capisco più chi è chi.
Abbiamo gli stessi cazzo di orologi,
Lei non ha tempo per fare una scelta.
Siamo bloccati a La La Land,
Abbiamo lo stesso cazzo di stile.

Dopo un generico pezzo- bragging come "Bam", Jay dedica una canzone alle sue perplessità nei confronti del conformismo percepito in una scena che—come diceva in "Family Feud"—vorrebbe vedere unita. "Viviamo nel nostro mondo perfetto, nella nostra filter bubble", vuole dire, usando La La Land come termine di paragone. Perché? Perché La La Land, super produzione hollywoodiana, ha perso l'Oscar per Miglior Film a favore di un'opera molto più umile e di rottura, come Moonlight—film dal cast interamente afroamericano, e con l'omosessualità come tema principale. Jay intende probabilmente criticare quella che sente come assenza di sperimentalismo e autenticità nel rap di alcuni suoi colleghi, che procede a sfottere all'inizio della prima strofa: " I'm in the skrt with ya—yeah, right I'm the skrt with ya—cool story I'm on the ch—'nough of this," dice, mimando il flow mormorato tipico della trap-da-one-hit-wonder che tanto va negli Stati Uniti e nel mondo in questo 2017.

Non sono su Instagram a fare il grosso,
A dare informazioni alle guardie, è tutto spam.
Vi prego, non parlate di pistole
Che non userete mai!
Non fate che parlar male l'uno dell'altro,
Cazzo, davvero non capisco.

Qua c'è un gioco di parole intraducibile ma davvero carino: per dire "le guardie" Jay usa lo slang "pork", letteralmente "(carne di) maiale", così da poter usare entrambi i significati di "spam"—sia i post in cui i suoi colleghi si fanno ritrarre tra AK-47 e chili d'erba per poi farsi gamare senza ritegno dalle forze dell'ordine, sia la carne in scatola che tanto amavano sia i Monty Python sia l'intera popolazione delle Hawai'i.

Negri, siete ancora lì a firmare contratti?
Ancora? Dopo tutto quello che si sono rubati, davvero?
Dopo quello che hanno fatto alla nostra Lauryn Hill?
E voi negri dovreste essere fighi?
Certo, siete proprio fighi con le tasse non pagate
E le catene prese in pegno,
Mentre loro scappano coi vostri master
E li portano a Beverly Hills
Mentre noi siamo a Calabasas.

Nel 1998 Lauryn Hill, cantante degli storici Fugees, venne portata in tribunale da alcuni turnisti e dalla sua stessa etichetta per aver "usato le loro competenze di scrittura e produzione senza averle attribuite correttamente". La causa durò tre anni e ha probabilmente contribuito al fatto che Lauryn non ha più pubblicato un album solista da allora. Jay la usa come esempio di prepotenza da parte di un'industria discografica che percepisce come un corpo corrotto, e sconsiglia caldamente ai suoi colleghi di entrare nel circolo vizioso delle advance milionarie—soprattutto quando, sostiene, non hanno la minima idea di come costruire e/o mantenere un patrimonio.

"Legacy": Cartoline dalla famiglia Carter-Knowles

Prendiamo 'sti soldi e dividiamoli tra famiglie.
Le mie sorelle, Hattie e Lou, i nipoti, i cugini e TT.
Eric, il resto a Bey per qualsiasi cosa voglia fare—
Magari aprirà un istituto,
Magari aiuterà ragazzi poveri a finire la scuola.
Le mie azioni di Roc Nation dovrebbero andare a voi:
Lasciatene un pezzo ai vostri fratelli e sorelle,
Così che anche loro li possano dare ai loro figli.

L'idea di ricchezza di Jay si è evoluta con gli anni, approdando in "Legacy" a un'ottica di condivisione. Il denaro non è motivo di orgoglio di per sé, nella sua mente matura, ma solo un mezzo di affermazione sociale necessario per eliminare il gap tra caucasici e afro-americani. Così il nostro rivela iniziative filantropiche, enumera affetti e familiari: Hattie è la nonna, Lou la mamma, TT sua nipote, Eric suo fratello maggiore.

Fonderemo una società all'interno di una società,
È roba da professionisti, tipo la Negro League!
C'erano tempi in cui l'America non ci lasciava prosperare:
Ora quei tempi sono tornati, solo che ora si chiamano Afro-Tech.
Ricchezza generazionale, è questa la chiave:
I miei genitori non avevano un cazzo, quindi il cambiamento è cominciato con me.
Mia mamma prese i soldi che aveva e mi comprò obbligazioni:
È stata la cosa più dolce di sempre.

Jay spinge sul concetto di rivalsa sociale che sostiene sia insito nella ricchezza. Usa la "Negro League", campionato di baseball fondato nel 1887, versione segregazionista della Major League Baseball statunitense, come esempio di isolamento che può portare a un rafforzamento etico e sociale nella comunità coinvolta nella discriminazione—con un altro dolce gioco di parole, il "ball" che ho tradotto con "prosperare" ma significa sia "lanciare la palla (da baseball)" che "spaccare", "guadagnare". Jay trae un parallelo tra gli Stati Uniti razzisti del secolo scorso e gli attuali, e trova nella tecnologia ("Afro-Tech") una delle vie che la sua comunità può usare per sfuggire al giogo della povertà.

Ricordo, tipo, che ascoltavo i Wu-Tang, e 'sti negri mi dicevano,
"Il tuo seme, ha sposato il suo seme, ha sposato il mio seme."
È così che teniamo tutti i soldi dei Carter in famiglia.
Sapete: mio padre fu figlio di un predicatore
La cui mano non lasciò vie di fuga a sua figlia.
Quella carica di energia ha tenuto indietro tutti i Carter,
Ci sono voluti tutti questi anni per ripartire da zero, a dire il vero.
Odiavo la religione per colpa di quel cristiano,
Predicava qualcosa la domenica e il lunedì viveva l'opposto.
Ci sono giorni in cui lo perdono,
Perché stranamente la nostra divisione ha portato a diverse religioni.
Ho studiato islamici, buddisti e cristiani,
Sono scappato da lui, ma in realtà mi stava donando saggezza.
Visto come funziona l'universo?
Mi ci vuole il dolore per capire meglio me stesso.
È un dono e una maledizione.
Si chiama "Corsa della Regina Rossa."


L'ultima strofa di 4:44 è dedicata a un episodio scomodo della vita di Jay, ma fondamentale—lui dice—per la sua evoluzione personale. Comincia rilavorando un verso di Ghostface Killah su "Glaciers of Ice" di Raekwon, che sosteneva come i suoi "semi" crescessero e si sposassero con i loro semi, metafora per esprimere la condivisione di ricchezza tra i membri del Wu-Tang Clan. Questa è solo un'introduzione al vero tema della strofa, cioè le molestie subite dalla zia di Jay da parte di Adnis Reeves, suo nonno. Jay ne aveva già parlato in "Spiritual", pubblicata nel 2006: qua rende il trauma subito da una persona a lui cara simbolo della sua sfiducia nei confronti della religione in toto. Ma riconosce anche il valore positivo dell'esperienza: il dolore lo ha portato a "studiare" altre religioni, ad aprirsi al mondo e conoscere ciò che non avrebbe altrimenti mai sperimentato. Il tutto si conclude con un riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie: Alice incontra un pezzo degli scacchi che corre freneticamente ma non si muove perché il paesaggio si muove assieme alla sua corsa. È quella che nel libro originale viene chiamata "Red Queen's Race" ed è diventata espressione, negli Stati Uniti, per significare un concetto chiaro: devi continuare a correre e lavorare duramente anche solo per restare al passo con il mondo. Ed è quello che Jay vuole fare, sembra.

Elia traduce canzoni, ed è anche su Twitter: @elia_alovisi

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