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Perché è importante che il prossimo Doctor Who sia una donna

In una serie dove può succedere letteralmente qualsiasi cosa, un cambio di genere non dovrebbe stupire affatto.
Giulia Trincardi
Milan, IT
Screenshot via YouTube/BBC

Domenica scorsa, il canale inglese BBC ha annunciato ufficialmente il nome dell'attore a cui sarà affidato il ruolo di protagonista nella prossima stagione di Doctor Who — una serie cult di fantascienza iniziata nel 1963 e che racconta le avventure di un alieno che viaggia in giro per il tempo e lo spazio accompagnato sempre da qualche meravigliato essere umano.

Il motivo per cui la notizia ha creato scalpore (e reazioni contrastate) è legato al fatto che, per la prima volta in 54 anni di attività, Doctor Who sarà interpretato da una donna — l'attrice inglese Jodie Whittaker, già nota per il suo ruolo nella serie poliziesca Broadchurch e nel film horror-comico-fantascientifico Attack on the Block, oltre che in Black Mirror.

Questo passaggio di testimone è significativo per due ragioni principali.

La prima è legata al conflitto tra le tematiche stesse della serie — da sempre al servizio di un commento etico-politico genericamente progressista —, e la difficoltà con cui l'ipotesi di una protagonista donna è stata affrontata tanto dagli autori quanto dalla fanbase, da quando la serie è ricominciata, nel 2005. La seconda, invece, riguarda nello specifico il rapporto complicato che la serie stessa ha avuto con alcuni dei propri personaggi femminili, scadendo spesso — nonostante appunto il generale progressismo dei suoi temi — in un vago sessismo.

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