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Aiutatemi a trovare un senso a questo sfogo di Gramellini

E basta parlare male di Trump.

Non so se vi siete mai trovati nella spiacevole situazione di sentir salire una rabbia incontrollabile per cose veramente senza senso. È una rabbia che deve assolutamente essere espressa, ma che non ha un fondamento logico. Di solito viene espulsa con sparate contro la prima cosa o persona che vi passa davanti, che vi lascia parlare inerme perché non è il momento di intervenire.

In un certo senso è così che mi spiego questa puntata odierna de Il Caffè, la rubrica che Massimo Gramellini tiene quotidianamente sul Corriere della Sera. Gramellini, mosso dall'attacco di Eminem a Trump, scrive questo:

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Per chi non leggesse bene, il giornalista esordisce dicendo che "per essere ammessi al club dei Rispettabili bisogna ribadire a ogni piè sospinto che Trump è il nemico numero uno dell'umanità," e da lì passa a una critica di chi se la prende con Trump e non con Kim Jong-un citando nell'ordine Macron, Eminem appunto, Weinstein, Obama, Berlusconi e degli impoveriti.

Ecco, non mi è chiarissimo perché Gramellini sia così infastidito da chi critica Trump (che pure chiama "gel di carota della Casa Bianca" e "truce affarista che frega il prossimo suo da quand'è nato," quindi sappiamo che non è perché è improvvisamente diventato pro-Trump).

Quello che so è che ne escono una quindicina di righe di totale nonsense in cui spiccano diversi punti. Questi i miei preferiti:

1) L'esistenza del Club dei Rispettabili. Si tratta di un Club, a quanto apprendiamo, composto da persone che odiano Trump, e contemporaneamente pensano che Macron sia uno statista illuminato e contemporaneamente non criticano Kim Jong-un. Nelle righe successive scopriamo che del Club dei rispettabili fa parte anche Eminem. Il mistero sul Club dei Rispettabili cresce nell'ultima riga, quando impariamo che i rispettabili hanno smesso di parlare agli impoveriti. Quindi: chi sono questi rispettabili? Chi ne fa parte? Voi ne fate parte?

2) Il dissing di Gramellini a Eminem, definito "il leggendario rapper che abita da vent'anni sotto il cappuccio di una felpa"—che non fa rima ma mi ha fatto ridere.

3) Gramellini che ipotizza che nessuno se la prende con Kim "perché comunista" o forse "perché asiatico." Ok, magari in Corea del Nord.

Non so se vi siete mai trovati nella spiacevole situazione di sentir salire una rabbia incontrollabile per cose veramente senza senso che esonda in rabbia per cose al contrario estremamente concrete. A me vengono in mente quei commenti dal significato oscuro e la forma incerta, scritti da zii a cui nessuno ha spiegato come impostare la scrittura facilitata che se la prendono con il gender in un articolo che parla di zanzare.

Ecco, solo che il Caffè esce sul Corriere, e quotidianamente.

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