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Europa

Secondo questo report, il traffico di droga online potrebbe presto trovare il suo 'Amazon'

Per l'Osservatorio europeo sulle droghe, il mercato delle sostanze illecite in rete sarebbe in costante evoluzione — tanto da far credere che possa diventare sempre più accessibile e 'raffinato'.

di Vincenzo Marino
12 febbraio 2016, 12:20pm

Screenshot via erowid.org

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Così come lo shopping online "ha rivoluzionato l'esperienza della vendita al dettaglio," allo stesso modo "i market online della droga hanno il potenziale per trasformare la vendita della droga."

Nella giornata di giovedì è stato pubblicato il rapporto sull'evoluzione del mercato delle droghe su internet elaborato dall'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA), l'Osservatorio Ue sulle droghe, con sede a Lisbona. E i risultati della ricerca raccontano quanto l'acquisto e il consumo di droghe stiano cambiando velocemente - anche - grazie alla rete.

"Oggi quasi ogni tipo di droga illegale può essere acquistata su internet e consegnata per posta," ha spiegato il Commissario Europeo per l Migrazioni gli Affari Interno e la Cittadinanza Dimitris Avramopoulos. "Il mercato illecito è in continua evoluzione."

In buona sostanza, suggerisce il Commissario, il mercato delle droghe online "potrebbe diventare in un prossimo futuro molto simile a quello di eBay, Amazon e Paypal, siti che hanno rivoluzionato il commercio."

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Secondo i dati raccolti dall'agenzia, nel solo 2013 sarebbero stati individuati in Europa 651 siti web specializzati nella vendita di 'droghe legali,' principalmente sostanze psicoattive e prodotti al limite della legalità, che sfrutterebbero l'ambiguità giuridica in questo settore.

Sebbene siano ancora pochi - come spiega il report - quelli che comprano online preferendo l'esperienza 'fisica' dell'acquisto, il fenomeno sembra attualmente essere in rapida evoluzione: secondo quanto ammesso dal direttore dell'Osservatorio, Alexis Goosdeel, le piazze di spaccio online starebbero "espandendo i propri confini" in modo "preoccupante," offrendo "opzioni più ampie ai potenziali acquirenti."

Un'offerta che, secondo l'agenzia, si estenderebbe principalmente alla porzione non emersa della rete: le autorità europee - riporta lo studio - sarebbero infatti molto preoccupate soprattutto dall'affermarsi della navigazione nel deep web come luogo di scambio e compravendita di sostanze generalmente ritenute illecite, come eroina e cocaina.

Stando alla ricerca, infatti, l'acquisto di sostanze si muoverebbe soprattutto su siti che non sono accessibili attraverso l'uso di normali browser, e che offrirebbero diverse modalità per oscurare la tracciabilità del proprio server e della propria identità.

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Uno degli esempi più noti del genere è quello di Silk Road, sito della darknet che che permetteva di comprare e vendere qualsiasi cosa anonimamente, droga compresa, e che in soli due anni e mezzo di attività avrebbe registrato più di un milione di transazioni - molte delle quali dall'Italia, al nono posto fra i primi 10 paesi che hanno utilizzato il servizio - per un volume d'affari che l'agenzia federale stima attorno al miliardo di euro.

Malgrado la chiusura di SIlk Road, avvenuta nel 2013, sempre più piattaforme hanno continuato proporre lo stesso servizio. E, parallelamente, sempre più utenti hanno cominciato a battere questa porzione di rete per comprare droghe illecite, al punto che la darknet - secondo il report - verrebbe utilizzata adesso per questo tipo di compravendita come mai prima d'ora.

Sarebbero però anche i 'normali' social network, sempre stando all'Osservatorio, a giocare un ruolo sempre più centrale in questo mercato: esisterebbero prove - si legge - che testimonierebbero l'esistenza di piccoli gruppi che si organizzano sui social per mettere in piedi la propria struttura di compravendita, soprattutto attraverso l'uso di chat di gruppo su invito.

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La percentuale di utenti che compra droga online, tuttavia, risulterebbe essere ancora bassa: gli analisti dell'EMCDDA ritengono che l'acquisto in rete sia un'opzione scelta sopratutto da trafficanti e spacciatori, che si sospetta siano i principali fruitori di questo mercato.

Come evidenziato da James Martin, professore di criminologia della Macquarie University in Australia e autore del libro Drugs on the Dark Net, i cripto-mercati starebbero già sostanzialmente trasformando il commercio della droga: la compravendita di droghe online, agevolata dalla nascita di cripto-valute come i bitcoin, non sarebbe infatti considerata soltanto meno pericolosa, ma garantirebbe - suggerisce l'esperto - anche una scelta più ampia di prodotti e un 'servizio clienti' più efficiente.

All'interno del Global Drugs Survey pubblicato nel 2015 viene riportato il dato secondo il quale di 100mila utenti internet intervistati globalmente, circa il 10 per cento avrebbe comprato droghe sul web.

Le preferenze, secondo il report, ricadrebbero generalmente su MDMA, LSD e cannabis in varie forme: in questo senso, se in genere la scelta ricadrebbe su droghe "tradizionali" ritenute "familiari e probabilmente più sicure," la preferenza conferita all'LSD sarebbe da attribuire al fatto che la sostanza sarebbe più difficile da reperire attraverso canali 'tradizionali' rispetto ad altre.

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Immagine: Screenshot via erowid.org

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