Recensione: Subsonica - 8

Sul loro nuovo album 8 i Subsonica si accontentano di guardare con nostalgia al loro passato invece di impegnarsi a costruire qualcosa di nuovo.
Elia Alovisi
Italy
17.10.18
subsonica 8 artwork

Più le relazioni si allungano più è probabile che si sedimentino in una serie di consuetudini e sono vent'anni che i Subsonica ne condividono una. 8, il loro nuovo album, ne è il prodotto: una stasi pacifica, non troppo diversa da quella che può scattare in coppie che hanno ormai deciso che arriveranno a crepare assieme ed è probabilmente troppo tardi per farsi lo sbattimento di cambiare. Quelle che pensano al bello che c'è stato, e magari cercano di ricrearne una versione che continui a reggere al passare del tempo.

Come hanno dichiarato loro stessi, "Abbiamo deciso di partire in retrospettiva dal suono delle origini: le prime due tracce sembrano uscite dal primo disco, la terza e la quarta da Microchip Emozionale, la quinta e la sesta sembrano pezzi di Amorematico e via così". Questi sono però collegamenti soggettivi: è difficile, per esempio, ritrovare le piccole stranezze dell'esordio dei Subsonica nella pulitissima "Jolly Roger" e nell'innocuo incedere de "L'incubo".

Entrambi sono semplici composizioni pop, versioni proiettate nella quieta vecchiaia di una band che un tempo pepava il suo alt-rock all'italiana con improvvise ritmiche derivate dalle sottoculture elettroniche underground inglesi, lente sezioni narcotiche, pizzichi di dub e chitarrine in levare. Procedendo, la drittissima "Punto critico" non ha nulla a che fare con i perfetti rapporti tra accessibilità e stranezza di Microchip Emozionale; il che non vale per "Fenice", che sembra però solo una versione più pulita di una "Colpo di pistola".

Questo distacco tra passato e presente si fa meno netto, com'è naturale che sia, con il procedere della tracklist e della discografia. Ci sono momenti in cui i Subsonica cercano di interrompere il docile flusso della loro musica con scoglietti aguzzi, come nelle sezioni strumentali di quei lenti nascosti che sono "Le onde" o la conclusiva "La bontà". Ma per la maggior parte del tempo i cinque di Torino impegnano il loro tempo a costruirsi comodi binari da percorrere, come hanno fatto nelle loro ultime prove in studio, più che a scovare ispirazioni negli incavi del loro passato musicale.

E ci sono poi i testi, non più le ricche insalate di parole che hanno definito la loro voce ma semplici ragionamenti su Grandi Temi Della Scrittura Musicale che ricorrono troppo spesso a enumerazioni (vedi "Punto Critico"), versioni semplificate di amori difficili ("Respirare", "L'incredibile performance di un uomo morto") o facili citazionismi. Solo nei primi due brani vengono tirati in mezzo classiconi come "Il cielo in una stanza" e "L'estate sta finendo", un libro nazionalpopolare come "La solitudine dei numeri primi", e il proverbio "Un colpo al cerchio, un colpo alla botte": insomma, qualcosa di lontano dalla poetica fatta di carni sintetiche, discotechelabirinto, dita ingiallite e amore disagiato che ha reso i Subsonica un nome importante nella storia della musica italiana contemporanea.

8 è uscito venerdì 12 ottobre per Sony Music.

Ascolta 8 su Spotify:

TRACKLIST:
1. Jolly Roger
2. L'incubo
3. Punto critico
4. Fenice
5. Respirare
6. Bottiglie rotte
7. Le onde
8. L'incredibile performance di un uomo morto
9. Nuove radici
10. Cieli in fiamme
11. La bontà

Segui Noisey su Instagram e su Facebook.