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Recensione: Generic Animal - Emoranger

Il talento di Luca Galizia è strabordante e non si cura di generi e stili.

di Federico Sardo
11 luglio 2018, 8:46am

Emoranger, uscito per La Tempesta e Bomba Dischi, è il secondo disco di Generic Animal, uscito a neanche sei mesi di distanza dall’esordio. È anche un disco molto diverso dal primo.

Tanto per cominciare, se la prima volta i testi erano firmati da Jacopo Lietti dei Fine Before You Came, a questo giro Luca Galizia se li è scritti da solo.

La seconda differenza che salta immediatamente all’orecchio riguarda i suoni, gli arrangiamenti. Se nel disco vecchio, prodotto insieme a Marco e Adele di Halfalib e Any Other, ci trovavamo di fronte a qualcosa che - per quanto sghembo, particolare, a volte sgraziato, a volte psichedelico, a volte storto - era comunque di base riconducibile a quello che è il cantautorato italiano voce e chitarra, in questo caso le sonorità virano verso… la trap? Parlare di generi musicali è sempre un casino, e c’è sempre qualcuno che non è d’accordo con qualsiasi definizione, però l’autotune dominante, i beat potenti… Insomma, sembra che l’idea sia un po’ quella. Lo zampino alla produzione questa volta è quello di Zollo, talmente significativo da essere effettivamente accreditato come co-autore del disco (“come Tedua e Chris Nolan” dicono loro, non a caso).

Verso la metà del disco c’è un pezzo, “Bravo”, che per quanto sia praticamente uno skit, una cosa che non dura neanche un minuto, sembra quasi dare l’idea di quella che può essere la suggestione dietro a questo tipo di produzione: c’è Luca che fa un giro di chitarra abbastanza semplice, e ci canta sopra “Zollo prendi questa canzone / facci un poco di amore / e falla diventare un singolone”. È uno scherzo, un cazzeggio nato in studio, registrato con il cellulare. Però poi quella frase viene arrangiata in quel modo, messa sopra una base, e sembra quasi che davvero sia quello il segreto di questo disco, che in realtà nasce in mille modi diversi, a volte dalle basi, a volte dai testi, a volte scrivendo insieme…

Nell’intervista che Elia ha fatto a Luca (e Jacopo, e Enrico della Tempesta) a un certo punto diceva “una cosa difficile da spiegare che però abbiamo sentito tutti è il fatto che Generic Animal abbia dentro qualcosa di hip-hop”, e ora questo qualcosa è venuto fuori in maniera più palese. Inoltre Luca nel frattempo ha collaborato con Ketama126 e con Pretty Solero, e domani aprirà il concerto di Carlo e Franco. Sembra quasi che l’Italia abbia trovato il suo primo vero, compiuto, perfetto emo-trapper. Ma la verità è che non mi stupirei se tra altri sei mesi Luca se ne venisse fuori con un altro disco completamente diverso.

Credo che quello che ci sta dimostrando in questo momento sia semplicemente di avere un grande talento in fase di scrittura, la capacità di inventarsi delle melodie (“la roba incredibile di Luca è che se gli chiedono di fare un pezzo neomelodico napoletano riesce a farlo, e con una velocità spaventosa. Gli mandi una roba e il giorno dopo ti manda una cosa da ascoltare che è già perfetta. Credo che riuscirebbe a fare un pezzo bello di qualsiasi genere musicale”, diceva Jacopo sempre in quell’intervista), e che si stia divertendo a provare un po’ quello che gli va al momento, senza fare troppi calcoli, senza la paura di disorientare il pubblico, facendo quello che ha voglia di fare. Ce lo teniamo volentieri così.

Emoranger è uscito il 2 luglio per La Tempesta e Bomba Dischi.

Ascolta Emoranger su Spotify:

TRACKLIST:
1. Scarpe #1
2. Emoranger
3. Sesso Bastardo
4. Bravo
5. Scooter
6. Camper
7. Gattone
8. Amico
9. Appartamento

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