TrapMafia è il gruppo Telegram che diffonde il rap italiano prima che esca

Abbiamo intervistato gli admin di TrapMafia, il gruppo Telegram da cui ogni giorno oltre 30.000 persone scaricano illegalmente mp3 di rap italiano e internazionale.
02 maggio 2018, 9:29am
Il logo appare per cortesia di TrapMafia; sfondo di Simone Rastelli.

Disclaimer: Noisey e VICE non supportano il download illegale in alcuna forma, questo vuole essere un articolo di cronaca. Gli artisti possono lavorare per noi e voi proprio grazie ai soldi che gli date in cambio della loro musica.

Per i ragazzi della mia generazione l'atto di scaricare musica è sempre stato percepito come normale, nonostante sia sempre stato illegale. Non appena mio padre mi diede un computer mi misi subito a cercare un modo per far funzionare eMule. Poi vennero i link a servizi come Rapidshare, Megaupload e Mediafire: bastava scrivere "nome album - nome artista blogspot" su Google per trovare tutta la musica che volevi. Quando non riuscivo a trovare quello che cercavo mi rivolgevo a ThePirateBay. Quando lo bloccarono non mi disperai, dato potevo comunque accederci tramite una proxy.

Oggi invece un ragazzino medio va su Telegram, cerca quello di cui ha bisogno, se lo scarica sul cellulare senza alcun problema ed è felice e contento. Se quel ragazzino è italiano e vuole sentire del rap probabilmente va su TrapMafia, un canale da oltre 30.000 iscritti che carica regolarmente singoli e album in mp3. Anche prima del loro giorno d'uscita ufficiale.

Come ha raccontato recentemente The Outline, Telegram non è solo un'app di messaggistica più sicura rispetto alla media presumibilmente collegata al Cremlino. È anche un luogo in cui vige una libertà di condivisione simile a quella del primo Internet, uno spazio dove è facile trovare qualsiasi cosa senza dover sbattere la testa contro popup e CAPTCHA. Anche se questa possibilità non è esplicitata basta usare la funzione di ricerca globale di Telegram e usare i termini di ricerca giusti per accedere a canali in cui trovare film, musica, account premium, sconti.

A rendere Telegram adatto a caricare e condividere file è il senso di sicurezza che sembra garantire. Gli amministratori dei gruppi e dei canali sono anonimi, i numeri di telefono degli utenti sono oscurati ed eventuali dati sensibili degli utenti sono criptati. Le chiavi di decrittazione sono conservate su server posizionati in varie nazioni, così da impedire a un singolo governo o a gruppi di governi dalle idee affini di potervi accedere. Lo spazio di upload è illimitato e ogni singolo file caricato può pesare fino a 1,5 giga.

Il risultato è una userbase di oltre 200 milioni di utenti. Fino a qualche settimana fa era la terza app per iPhone più scaricata in Russia, paese natio dei suoi fondatori. Nel momento in cui scrivo è alla diciannovesima posizione, ma solo a causa di una recente sentenza di un tribunale che potrebbe portare alla sua rimozione dagli store. Come ha scritto The Outline, i canali in lingua inglese che caricano file sono moltissimi e hanno userbase con oltre 100.000 utenti; le dimensioni del fenomeno in Italia sono relativamente ridotte, ma TrapMafia ne testimonia l'esistenza anche dalle nostre parti.

Da quando sono iscritto al canale sul mio telefono arrivano regolarmente notifiche che mi avvisano della presenza sul canale di nuovi mp3. Il giovedì è il giorno più caldo, dato che il venerdì escono gli album: nelle ultime settimane avrei potuto ascoltare le ultime fatiche di Gemitaiz, Noyz Narcos, Capo Plaza e Highsnob con qualche ora di anticipo rispetto alla loro data di uscita ufficiale.

Ho contattato il fondatore di TrapMafia tramite un link postato all'interno del canale. Sono stato ricontattato da un diverso profilo che mi ha chiesto di dimostrare che fossi veramente un autore di Noisey. Una volta assicurati i ragazzi che non ero uno sbirro, hanno accettato di rispondere via Telegram alle mie domande. A parlare è Fabio*, un ragazzo di Treviso che lavora alla community come admin.

Abbiamo avuto qualche scazzo con qualche avvocato di qualche rapper, ma nulla di grave.

Il canale TrapMafia è nato a gennaio 2017 da un omonimo gruppo oggi reso segreto e frequentato solo dai gestori della community. È stato agli albori del progetto che si è formato il team dietro al processo di condivisione dei file: Fabio racconta che in quel periodo il creatore fece affidamento sulle tre persone che gli sembravano più portate per questo "lavoro". "Il canale è nato perché vedevamo su vari gruppi Facebook molta gente che, dato il grande hype degli artisti, cercava le canzoni in anteprima. Siccome in America questo fenomeno è molto più diffuso che in Italia, abbiamo deciso di prendere questa iniziativa".

TrapMafia è composto da un canale, diversi gruppi pubblici e un profilo Instagram. "Siamo cinque admin a gestire il tutto", spiega Fabio. C'è chi scarica le canzoni, chi le carica sul canale, chi gestisce i gruppi. Uno di questi, TrapMafia Army, è dedicato ai rapper emergenti. Gli admin hanno tra i 18 e i 20 anni. A spingerli a fare tutto questo sono due fattori. Il primo è il senso di sfida che si è creato tra TrapMafia e la concorrenza: Fabio la definisce come "una gara a chi carica per primo". Il secondo è il rispetto nei confronti dei membri, "che ci supportano uno ad uno e ci tengono aggiornati riguardo ad ogni uscita di ogni rapper".

"Abbiamo scelto Telegram come piattaforma perché è molto semplice da gestire ed è una delle poche piattaforme non vulnerabili al copyright", spiega Fabio parlando di sicurezza. "Ci sentiamo abbastanza al sicuro dato che è uno dei pochi metodi di diffusione di media che non diffonde dati sensibili dell’utente che li carica. Abbiamo avuto qualche scazzo con qualche avvocato di qualche rapper, ma nulla di grave. Alla fine erano solo minacce di denuncia infondate".

Uno screenshot da Telegram con Davide di Gemitaiz, pubblicato la sera prima della sua uscita.

Oltre a postare mp3, però, TrapMafia diffonde anche link ad altri canali più o meno illeciti. Ci sono offerte di account a pagamento di siti come Netflix, Spotify e Pornhub, ma anche aggregatori di articoli scontati su Amazon. "La decisione di diffondere contenuti non musicali è dovuta ad un’iniziale idea di monetizzazione, solo che inizialmente riguardava rapper emergenti. Poi si è estesa anche a vari prodotti non musicali", spiega Fabio. Un rapper può infatti pagare TrapMafia per ricevere visibilità sui suoi canali pagando a tempo: stando a un listino postato mentre scrivo pagando da 3 euro per un'ora a 12 euro per cinque ore. Oppure 50 centesimi per un repost o un messaggio fissato.

"Detto questo TrapMafia è per noi anche una fonte di guadagno, che sfruttiamo nel tempo libero quando non lavoriamo/studiamo. I soldi che guadagniamo li investiamo sul canale per finanziare il progetto", dice Fabio, a cui chiedo di esprimere anche l'opinione del gruppo riguardo all'impatto che il loro operato ha sulle vendite degli artisti che trattano. Lui risponde:

"Secondo noi TrapMafia non nuoce così tanto agli artisti in quanto crea hype attorno al disco e all’artista, permette agli utenti di farsi un'idea dell’album spoilerato e di vedere se vale la pena andare ad un ipotetico instore o concerto che sia. Gli artisti non perdono così tanto profitto [...] se una canzone ha bisogno di fare un disco di platino lo fa, senza problemi. Noi saremmo concordi a collaborare con gli artisti in quanto siamo i primi ad ascoltarli, comprare i loro dischi e andare ai loro instore".

Uno screenshot da Telegram con il listino prezzi per le sponsorizzazioni su TrapMafia e il link a un canale che fornisce prezzi al ribasso.

Data la loro età, i ragazzi che gestiscono TrapMafia e i loro utenti non hanno mai usato le modalità di download con cui sono cresciuti i millennial: "al giorno d'oggi ci sono metodi più efficienti. In molti scaricano da noi in quanto per loro è gratis e non devono necessariamente aspettare mezzanotte o il giorno dopo per ascoltare l’album. In più, avendolo in anticipo possono decidere se vale la pena comprare quel determinato disco o meno. Il servizio streaming è una valida alternativa a ciò, ma nonostante i prezzi stracciati ci sono ragazzi con il braccino corto che preferiscono non pagare".

Già nel 2009 il Guardian parlava di morte del download illegale gasandosi per i cinque milioni di utenti guadagnati dall'allora neonato Spotify. Oggi la società svedese di milioni di utenti ne ha 70, si è quotata in borsa senza danni e assieme ad Apple Music sembra il servizio di streaming che dominerà il mercato nei prossimi anni, nonostante non abbia ancora generato profitti. Si sta affermando un modello a sottoscrizione volontaria: pago tot euro al mese, in cambio ho tutta la musica che voglio. Se non voglio pagare quei tot euro mi becco la pubblicità e una qualità di streaming più bassa. Oppure mi faccio Spotify Premium crackato e quando mi bloccano l'account mi lamento un sacco giurando vendetta in una recensione piccata.

Se c'è una cosa che abbiamo imparato negli ultimi vent'anni, cioè da quando Napster ha introdotto l'industria musicale al concetto di "download illegale", è che agli esseri umani non piace usare i propri soldi per comprare musica. Intendiamoci, le copie fisiche si vendono eccome. C'è chi vuole ancora supportare un artista acquistando un oggetto fisico. C'è la rinascita del disco in vinile, settore in crescita regolare da anni. Ci sono ancora automobili col lettore CD. Ci sono un sacco di ragazzi che vogliono incontrare i propri idoli agli instore. Ma ci sarà sempre chi vorrà musica gratis senza farsi troppi scrupoli sulla legalità della cosa e Telegram sembra essere, almeno per adesso, il luogo giusto in cui cercarla.

* Il nome dell'intervistato è stato cambiato su sua richiesta per garantirne l'anonimato.

Elia è su Instagram.

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