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Perché la rivoluzione dell’automazione attuale è senza precedenti

L’ultima animazione di 'Kurzgesagt – In a Nutshell' vi aiuterà a chiarirvi le idee.
Giulia Trincardi
Milan, IT

Uno degli argomenti più discussi e urgenti del momento è sicuramente quello dell'automazione e di come l'impiego di robot sempre più intelligenti stia riscrivendo le regole del mondo del lavoro.

Quanti mestieri sono diventati obsoleti negli ultimi tempi, quanti sono stati completamente trasformati e come possiamo prepararci a un futuro in cui i robot saranno in grado di sostituire l'essere umano in un numero enorme di attività? Se il modello economico resta quello attuale capitalista — dove per vivere all'interno di una società è necessario guadagnare denaro lavorando —, come evitare che l'automazione comporti un'enorme crisi dell'occupazione e della qualità della vita umana?

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Il canale Youtube Kurzgesagt – In a Nutshell, che affronta tematiche urgenti e complesse — come la dipendenza dalle droghe o il controverso stato di sorveglianza — con animazioni precise e piacevoli, ha dedicato all'argomento dell'automazione un nuovo video, uscito ieri.

L'automazione di per sé, spiega il video, non è ovviamente una novità, anzi: è ciò che ha permesso all'uomo di svincolarsi da mansioni ripetitive nelle fabbriche decadi fa, eliminando determinati lavori, ma creandone anche di nuovi. In questo senso, spiega il video di Kurzgesagt, l'innovazione precedente ha permesso essenzialmente di aumentare la produzione, mantenendo costante o quasi il numero di lavoratori umani impiegati. "Quindi, in poche parole," spiega il video, "innovazione, maggiore produttività, meno vecchi lavori e più nuovi lavori dall'offerta migliore."

"Internet ha creato nuove industrie, ma non ha creato sufficienti posti di lavoro per restare al passo con la crescita della popolazione."

Nel corso dei cambiamenti subiti dalla capacità umana di assolvere alle necessità della specie, però, la rivoluzione dell'era dell'informazione ha portato con sé qualcosa di profondamente diverso: la quasi obsolescenza dell'uomo stesso.

Se messa a paragone con la forza lavoro delle grandi industrie degli anni Settanta, quella delle più importanti aziende di tech del mondo — plausibilmente il settore più importante dell'economia di oggi — impallidisce. Si fanno più soldi di ieri, ma lavorano molte meno persone. Se prima l'innovazione significava nuovi posti di lavoro, oggi ci troviamo in una situazione diversa, spiega Kurzgesagt.

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"Internet ha creato nuove industrie," riassume il video, "ma non ha creato sufficienti posti di lavoro per restare al passo con la crescita della popolazione."

Screenshot via: Kurzgesagt - In a Nutshell, YouTube

Inoltre, prosegue il video, in tempi ancora più recenti, l'automazione intelligente sembra destinata a sostituire l'uomo anche in quel genere di lavori iper-specializzati — in settori come la medicina, l'economia e il giornalismo — che finora pensavamo baluardi dell'intelletto e della manualità umane. Questo, grazie al machine learning e al data-mining, due tecnologie che permettono alle macchine di comprendere attività complesse scomponendole nelle loro parti più semplici, e di disporre di moli di dati senza precedenti per imparare a fare davvero di tutto.

In ultima analisi, conclude il video, l'avvento dell'automazione intelligente non ha fatto altro che mettere in evidenza il problema a monte, quello che riguarda il modello economico stesso su cui si basa la società occidentale. "La nostra economia è basata sulla premessa che le persone consumino," spiega il video, "Ma se sempre meno persone hanno lavori dignitosi, chi sarà a consumare? Stiamo producendo sempre di più per arrivare a un punto in cui troppe poche persone possono effettivamente comprare beni e servizi?"

L'automazione intelligente potrebbe dare il là a una rivoluzione radicale nel nostro modello socio-economico, che riconsideri lo standard produttivo e retributivo, con soluzioni che sono già oggi oggetto di discussione, come il reddito minimo.

Ciò che dobbiamo fare però per scongiurare la possibilità di un futuro tetro e iniquo, conclude Kurzgesagt, è "pensare in grande e velocemente."