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Cosa ho visto sabato sera in piazza San Carlo a Torino

"Mi sono ritrovata a terra, con due o tre persone addosso e altre che mi camminavano sopra. In quel momento non riuscivo a prendere aria, né a muovermi."

di Claudia Torrisi
05 giugno 2017, 8:15am

Sabato sera in piazza San Carlo a Torino un falso allarme ha scatenato il panico tra la folla radunatasi per seguire sui maxischermi la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Nella ressa sono rimaste ferite più di 1500 persone, di cui tre in modo grave. Non è ancora chiaro cosa abbia provocato la fuga, ma la procura è al lavoro sulla ricostruzione dei fatti tramite interrogatori e decine di filmati della piazza.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Gemma, 30 anni, che sabato si trovava in piazza San Carlo per vedere la partita.

Come molti altri torinesi, sabato mi ero data appuntamento con un'amica e altri ragazzi in piazza San Carlo. Non mi definirei proprio una tifosa sfegatata, ma sono juventina e avevo voglia di vivere l'atmosfera della finale—anche se la partita l'ho vista ben poco, alla fine.

Quando sono arrivata, intorno alle 5 del pomeriggio, c'era già parecchia gente. Devo essere sincera: era la prima volta che andavo a vedere una partita in piazza San Carlo, quindi non ho grossi termini di paragone, però sono stata ad altre manifestazioni e mi sembrava che la quantità di persone presenti fosse un po' anomala per il luogo.

All'entrata ci hanno controllato rapidamente gli zaini in cerca—suppongo, anche se come è emerso non erano stati emessi divieti—di bottiglie o altri contenitori di vetro. Pochi metri più avanti però c'erano decine di venditori con carretti e bottiglie, e quindi già diversi cocci per terra.

Con un po' di fatica ci siamo fatti spazio tra la folla per trovare la nostra nicchia e attendere l'inizio della partita. C'era un grande andirivieni di gente che si infilava, cercava di passare, spingeva. Insomma, una calca notevole. Tanto che quando la Juventus prima della fine del primo tempo ha pareggiato è praticamente venuta giù la piazza.

In quel momento eravamo esaltatissimi, saltavano tutti.

Poi il Real Madrid ha fatto il secondo e il terzo gol, e l'entusiasmo si è smorzato parecchio. A quel punto, mentre stavamo commentando delusi la partita, è successo qualcosa che ancora non saprei bene come descrivere. Non ho sentito nessun botto, nessun rumore, nulla di nulla. Solo il terreno che tremava sotto i miei piedi. Se devo trovare qualcosa che possa descrivere ciò che ho provato, la scena più vicina è la cavalcata della mandria di gnu che travolge Simba e Mufasa nel Re Leone. Era la folla che si muoveva.

È accaduto tutto in pochi secondi. Io ero sul lato destro della piazza guardando il maxischermo, mi sono girata verso sinistra e ho visto un muro di persone che correvano verso di me. Allora ho iniziato a correre anche io, sostanzialmente per non essere investita. Ricordo che provavo questa strana sensazione per cui correvo ma non avevo realmente idea di cosa stesse succedendo.

Peccato che di fronte a me, a pochi metri, ci fosse un tappeto di gente che era inciampata e caduta. Ho provato a fermarmi per evitare di finirci sopra, ma sono stata travolta da quelli che arrivavano da dietro. Mi sono ritrovata a terra, con due o tre persone addosso e altre che mi camminavano sopra. In quel momento non riuscivo a prendere aria, né a muovermi. Quando ho visto che la gente continuava ad arrivare e ad accartocciarsi su di noi che eravamo già sdraiati per terra ho pensato: "Ok, se continuiamo così ci rimaniamo secchi tutti."

Dopo essermi rialzata grazie a un ragazzo che ho implorato di aiutarmi, ho ripreso a correre. Le persone scappavano nelle vie laterali, sotto ai portici c'era una massa che spingeva e si accalcava. Io mi sono infilata dentro al portone di un palazzo, insieme a tantissimi altri. Ecco, lì ho visto scene davvero allucinanti: c'erano feriti, pozze di sangue, gente che risaliva le scale e si comportava come una mandria impazzita. Alcuni hanno sfondato un vetro per uscire su un ponteggio o una balaustra. Sembrava che agissero senza un senso logico.

Mentre mi trovavo là dentro c'è stata una seconda ondata di questa sorta di panico isterico. Mi hanno detto che in piazza era crollata una ringhiera—altro fatto di cui in pochi sul momento si erano accorti—ed è entrata ancora gente dentro il palazzo, che è diventato una specie di imbuto da cui sembrava impossibile uscire. Dopo minuti che mi sono sembrati interminabili la piazza si è quasi svuotata e anche la gente che era con me nel palazzo ha iniziato a defluire. Dopo aver ritrovato la mia amica, anche noi siamo tornate in strada.

Di quello che è successo credo che nessuno abbia capito molto. L'idea che mi sono fatta io è che tutto sia nato da un'idiozia di una o più persone, che magari hanno fatto scoppiare un petardo. Non voglio pensare a uno scherzo stupido, credo più che altro che chi ha agito non abbia calcolato le conseguenze di un gesto del genere. Poi la gente è impazzita perché viviamo in questo clima per cui sembra che a ogni manifestazione di piazza debba succedere qualcosa.

Il gestore di un bar dove sono andata ore più tardi a bere una birra mi ha detto che nel locale erano entrate centinaia di persone e alcune gridavano che c'era stato un attentato. Il mio primo pensiero quando ho visto tutti scappare, in effetti, non è stato molto diverso. Alcuni mentre correvano dicevano che c'erano degli spari, altri urlavano che si trattava di una bomba. Addirittura una mia amica mi ha detto di aver sentito il rumore degli pneumatici di un camion che era entrato in piazza.

Ognuno ha pensato a qualcosa di diverso, ma si trattava comunque di situazioni che si erano già verificate in altri contesti. In quelle stesse ore a Londra è successo davvero.

Incredibilmente non mi sono fatta neanche un graffio. Mi è andata di lusso, non so come sia potuto succedere. La mia amica ne è uscita con un taglio a un piede, ma nulla di grave. Altri si sono feriti in maniera più seria perché per terra era pieno di vetro, lo stesso delle bottiglie vendute in piazza dagli ambulanti o sfuggite ai controlli e poi abbandonate a terra anziché buttate.

Credo che degli errori ci siano stati. Non ho esperienza di gestione di ordine pubblico, ma si è parlato di circa 30mila persone a piazza San Carlo. Non so come sia possibile farle entrare tutte accalcate senza corridoi, spazi di sfogo. Noi non eravamo vicini allo schermo, anzi, ma ci trovavamo completamente pigiati gli uni contro gli altri sia prima della partita che durante.

Mentre scappavo ho provato a capire se lo speaker di piazza stesse dicendo qualcosa, ma non ho sentito nulla. La cosa straniante è che, mentre il panico dilagava, la partita andava avanti con la telecronaca. Personalmente non ho sentito indicazioni, né visto forze dell'ordine nelle immediate vicinanze in quei frangenti. Di sicuro ci saranno state, ma non nel luogo dove ero io. In seguito ho incontrato volanti e agenti, ma ho avuto la sensazione che fossero arrivati in ritardo e che fossero drammaticamente in pochi.

Dopo sabato, credo che ci penserò due volte prima di partecipare di nuovo a un evento in piazza. È stata un'esperienza paradossale, surreale. Anche perché è successo tutto per nulla. Forse è emblematico di quanto veramente stiamo sulle corde e di quanto poco ci basta per scattare. Sabato notte mi è arrivato un messaggio di un amico che mi diceva che quando ha visto la notizia avrebbe voluto scrivermi, ma poi aveva saputo che era "solo un falso allarme." È vero, è stato un falso allarme. Però le conseguenze sono state reali.

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