Magari negli anni ha fatto qualche passo falso un po’ bruttino (AHEM—Darjeeling Limited—AHEM) ma, per quanto sia semplice acusarlo di indugiare troppo nei suoi trip mentali personali, Wes Anderson è quasi sempre capace di realizzare dei film divertenti, efficaci, e artisticamente valisi. Il suo ultimo, Grand Budapest Hotel, non fa eccezione, anzi è il suo miglior lavoro dai tempi di Rushmore, che era indiscutibilmente un capolavoro. Nel corso degli anni, Anderson ha sempre lavorato con lo stesso consulente musicale, Randall Poster, il cui compito è scegliere insieme al regista le canzoni da usare, nonché di decidere con lui il tono generale delle musiche di ogni film. Ho voluto incontrare Randall per farmi un’idea di come funzioni il suo lavoro.
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