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Dario Margeli, il nuovo Battiato?

Preparatevi a un trip audio-visivo nel futuro della musica italiana.

Quando abbiamo scoperto che Battiato era passato al lato oscuro della Forza (la SIAE), ci è sembrato di perdere il nostro centro di gravità permanente. Inoltre, dopo aver sfornato quasi esclusivamente canzoni di merda, il Maestro si era persino messo a supportare la peggiore delle cause perse. Poi, qualche giorno fa, come una folgorazione, ci è arrivata una mail che ci ha fatto quasi scordare di tutto.

Oggetto della mail: "..Fino A Quando Servo - Richiesta per un articolo o una segnalazione sul vostro sito (209)"

Dopo una breve ricerca su internet—e dopo aver constato che ognuno, in redazione, aveva ricevuto la stessa mail, con un numeretto (209) diverso alla fine dell'oggetto-—abbiamo capito che la suddetta mail era stata inviata a tappeto a tutte le redazioni online, musicali e non, della penisola. Il punto però è che in pochi, a quanto pare, sono riusciti a cogliere il genio che stava dietro a questa spammata violenta.

Ad ogni modo, dopo aver letto un paio di righe— "il testo paragona l'esperienza di un normale impiegato di un'azienda privata con la schiavitù"... "un arrangiamento di archi, suonato al sintetizzatore, produce una sensazione di nostalgia che descrive l'impotenza vissuta dal protagonista del testo"—ci eravamo già sintonizzati sul suo canale YouTube, per vedere quello che poi si sarebbe rivelato essere un vero capolavoro audiovisivo:  “Buongiorno fino a quando servo”. 

Il testo sembra una sorta di manifesto generazionale contro la perniciosità aziendalista delle grandi multinazionali, che considerano l’individuo non più come un nucleo fornito di coscienza, ma come un mero numero nella catena di montaggio della produttività economica. Ma oltre alla pregnanza semantica, quello che colpisce è l’abile utilizzo della metrica libera e degli sbalzi tonali tipicamente “battiateschi” che Dario sa dirigere a sottolineatura del climax eidetico della sua originalissima Weltanschauung, come si può notare da alcune strofe:

“I dinosauri sono tutti qui / gli zombi / tutti attorno a me / senza far nessun rumore”

“Figli di uomini / influenti / fantocci senza cuore né anima / che orrore venire / a chiederti le ferie”

“Godiamoci / questomomentodinfelicesfrutamento”

Se passiamo oltre alcuni vizi di pronuncia del cantautore e tralasciamo un paio di variazioni grammaticali—che ci lasciano dubitare se si tratti di licenza poetica o lacuna linguistica—ci troviamo chiaramente di fronte al legittimo erede di Battiato e Sgalambro, condensati in una sola persona, Dario Margeli.

Ci ripromettiamo quindi di indagare più a fondo su questa nuova promessa della musica italiana e di riportarvi quanto prima un aggiornamento sugli sviluppi della sua produzione artistica.

Intanto vi lasciamo con un altro videoclip di denuncia in cui Dario interagisce con un’affascinante protagonista femminile, invitandovi a riflettere a fondo sul significato testuale, sottotestuale e metatestuale del brano “Niente importa tanto”.

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