La montagna sottomarina fatta esplodere con 1000 tonnellate di tritolo

Una bomba.
4.11.15

A prima vista, il Seymour Narrows si presenta come un canale tranquillo—cinque chilometri di blu che collegano Vancouver e lo Stretto di Georgia, a sud della rete intricata di insenature costiere della Columbia Britannica. Un passaggio sicuro.

Ad un esame più approfondito, però, le turbolenze che lo animano diventano evidenti: vortici minacciosi, risalite di acque profonde, rapide e naturalmente correnti marine che lambiscono non troppo gentilmente ad una velocità di circa 8 metri al secondo tanto l'Isola di Vancouver quanto le Isole Discovery. Diciamo che in queste acque gli incidenti non sono affatto rari.

Ci sono molti punti che condividono le caratteristiche del Seymour all'interno dell'intricato labirinto acquatico conosciuto come Inside Passage che congiunge Seattle a Vancouver e all'Alaska: una serie di scorciatoie protette dall'Oceano Pacifico, ma comunque pericolose perché soggette alle correnti di marea. In questa sorta di capillari oceanici, il mare si espande e si ritrae come se respirasse e le rapide del Seymour sono il risultato delle differenze del livello marino tra le due estremità del canale. Queste differenze creano flussi oceanici bidirezionali con l'impeto di veri e propri fiumi.

Fino al 1958, il Seymour Narrows presentava un punto particolarmente rischioso in corrispondenza nel Ripple Rock, una coppia di imponenti picchi rocciosi che si stagliavano a partire dal suo fondale senza raggiungere la superficie. Diverse imbarcazioni sono rimaste fottute perdendo controllo a causa delle onde stazionarie e finendo a scontrarsi con le rocce. A partire dal piroscafo Saranac nel 1875, 120 navi sono affondate o hanno subito danni, per un totale di 114 vittime.

Finalmente, nel 1958, il governo canadese prese dei provvedimenti. Durante uno dei primi eventi in diretta televisiva coast to coast della storia del paese, le cime subacquee imbottite da 1.270 tonnellate di Nitramex 2H sono state ridotte in polvere (e fango). L'evento viene ricordato come la più grande detonazione non-nucleare provocata volontariamente della storia, almeno sino ad ora....