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Adotta un detrito spaziale per farti mandare dei Tweet

'Adrift' vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli costituiti dai detriti spaziali, consentendoci di monitorare, ascoltare e adottare i frammenti di spazzatura che si muovono in orbita sopra le nostre teste.
25.11.16
Immagine: NASA

Venerdì scorso, una serie di personalità di rilievo nel settore spaziale si sono incontrate alla Royal Astronomical Society di Londra a sostegno del lancio di 'Adrift,' un progetto artistico interattivo pensato per sensibilizzare l'opinione pubblica in merito ai problemi causati dai detriti spaziali.

Nei 60 anni che sono passati dal lancio dello Sputnik I — il primo oggetto spedito in orbita realizzato dall'uomo — le agenzie spaziali sono riuscite a produrre centinaia di milioni di pezzi di detriti orbitali. La stragrande maggioranza di questi detriti (quasi 200 milioni) hanno dimensioni inferiori a un centimetro, circa 670.000 tra gli 1 e i 10 centimetri, infine, circa 29.000 detriti superano i 10 centimetri.

Detta così, potrebbe sembrare che questi milioni di pezzetti di spazzatura spaziale non costituiscano questo grande problema, il fatto è che si spostano in orbita a migliaia dichilometri all'ora con il rischio di causare danni notevoli. All'inizio dell'anno, l'astronauta Tim Peake ha ricordato al mondo la minaccia costituita dai detriti, quando ha fotografato una crepa di 7 millimetri nella cupola della Stazione Spaziale Internazionale — un danno causato, probabilmente, da un frammento di vernice che ha sfiorato la cupola a pochi millesimi di millimetro.

Crepa nella cupola della ISS causata da un frammento di vernice. Immagine: ESA

Se da un lato, è impossibile tenere traccia dei milioni di pezzi di micro-detriti che gravitano nell'orbita terrestre, la NASA e le altre agenzie spaziali monitorano la maggior parte dei 29.000 frammenti più grandi, che rappresentano una grave minaccia per la sicurezza delle missioni con equipaggio umano. I detriti sono alla base di 'Adrift,' un progetto artistico collaborativo pensato da Cath Le Couteur e Nick Ryan che hanno realizzato uno strumento per tenere traccia dei 27.000 frammenti di spazzatura spaziale in tempo reale — i modo che producano della musica quando passano sopra la testa dei partecipanti.

Inoltre, il progetto artistico consente a chiunque di 'adottare' tre detriti di spazzatura spaziale, per farsi inviare un tweet ogni volta che passa sopra la sua testa. Il primo pezzo disponibile per l'adozione è Vanguard I, il primo satellite ad energia solare di sempre. Vanguard I è stato spedito nello spazio dagli Stati Uniti nel 1958, il che lo rende l'oggetto più antico ancora in orbita.

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Poi c'è la SuitSat, una tuta spaziale russa piena di spazzatura connessa ad una unità radio e abbandonata nello spazio dalla ISS, nel 2006. La tuta è stata soprannominata Ivan Ivanovich — l'equivalente russo di John Doe — lo stesso nome con cui era stato battezzato anche il manichino usato per testare la navicella Vostok che ha condotto alle prime missioni con equipaggio umano dell'Unione Sovietica. Il SuitSat-1 è uscito fuori dalla sua orbita e, al momento, non è chiaro quale suo pezzo venga tracciato dall'account Twitter del SuitSat.

L'ultimo detrito di spazzatura spaziale disponibile per l'adozione è un pezzo del Fengyun-1C, un satellite meteorologico cinese volutamente distrutto dalla Cina con un missile anti-satellite nel 2007. Questo particolare evento ha quasi raddoppiato la quantità di detriti spaziali in orbita in un colpo solo, sollevando grosse preoccupazioni circa i risultati disastrosi della guerra spaziale.

Lo strumento musicale e il programma per adottare i detriti sono stati entrambi concepiti per promuovere 'Adrift,' un mini-documentario incentrato sulle minacce della spazzatura spaziale e i tentativi di porvi rimedio. Oltre che per la guerra spaziale, alcuni scienziati sono preoccupati dalla prospettiva della Sindrome di Kessler, una catena incontrollabile di collisioni che dovrebbe aumentare in maniera esponenziale una volta che la quantità di detriti spaziali in orbita avrà superato una certa soglia. ,Ecco come dovrebbe apparire il futuro: spazzatura spaziale che collide con altra spazzatura… in eterno.

Anche se la International Telecommunications Union ora impone che chiunque spedisca un satellite in orbita debba rimuoverlo entro 25 anni, gli scienziati spaziali stanno ancora studiando come rimuovere la spazzatura già in orbita per scongiurare la catastrofe. Questo ha condotto ad una serie di idee piuttosto visionare tra cui spazzarle via con i raggi laser e catturarle con delle reti enormi.

Guarda il nostro mini-documentario in merito: