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Chi era Satoru Iwata, il padre di una generazione di videogiocatori

È morto Satoru Iwata, il presidente di Nintendo e l'uomo che ha cambiato la storia dei videogiochi.
Immagine: Android World

Nel mondo della tecnologia è sempre più difficile riuscire a raccontare delle belle storie quando si parla di persone: le figure pubbliche di questa industria sono ormai delle chimere tirate fuori da un pentolone di marketing, idee geniali e piroette legali. Ogni volta che esce fuori un nuovo grande nome del mondo tech, a conti fatti sembra essere esattamente identico a quello che cavalcava la cresta dell'onda prima di lui.

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Per questo oggi non parlerò solamente della morte di una persona, di un presidente di azienda, di un genio visionario; oggi racconterò una bella storia, quella della vita di Satoru Iwata, il presidente di Nintendo che l'11 luglio ha perso la sua battaglia contro il cancro.

La sua storia comincia in una casa di sviluppo di videogiochi di Tokyo, HAL Laboratory, e il nome è una sorta di profezia della carriera di Iwata, "si chiamava così perché ogni lettera di HAL ci poneva un passo avanti ad IBM," ha spiegato in un'intervista. HAL apre nel 1980, e nel 1983 Iwata diventa coordinatore del reparto di sviluppo software.

La storia non sarebbe poi così incredibile se non fosse che da HAL Laboratory è uscita la saga di Kirby, quella di Mother—conosciuta da noi come EarthBound—e nientepopodimeno che quella di Super Smash Bros.

Il logo di HAL Laboratory. via Wikipedia

Nel 1992 HAL Laboratory non se la passa bene: in quel periodo aveva allargato il proprio indotto per poter produrre più giochi, ma nel frattempo il Giappone veniva consumato dall'esplosione di una bolla finanziaria. L'azienda aveva contratto così tanti debiti durante l'espansione che, di fatto, era in bancarotta.

È allora che Yamauchi, il presidente di Nintendo dell'epoca, accetta di salvare HAL Laboratory a patto che Satoru Iwata ne diventasse presidente: il suo compito era quello di ripagare il debito da 1,5 miliardi di yen dell'azienda, "Credo che creare videogiochi sia un atto tanto profondo quanto astratto. Creare un singolo videogioco significa provare e poi sbagliare, significa renderlo accessibile al pubblico mantenendosi però fedeli al tema, al concept del gioco. Un mare di possibilità, di scelte, che convergono in un singolo prodotto. Non penso che esista nulla di simile a tutto ciò," racconta nel libro Nintendo Magic: Winning the Video Game Wars, di Osamu Inoue.

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1,5 miliardi di yen sono un sacco di soldi, ma le strade percorribili non erano tante: o funziona, o si chiude. Iwata si mette quindi al lavoro e con HAL sforna Kirby's Dream Land nel 1992 e Super Smash Bros. nel 1999. Il primo vende cinque milioni di copie, primato per HAL; il secondo ne vende 2 milioni, piazzandosi sul podio dei titoli più venduti per Nintendo 64. Nintendo e HAL producono assieme otto videgiochi in quel periodo, e in appena sei anni l'azienda riesce a ripagare il debito da 1,5 miliardi di yen.

"Credo che creare videogiochi sia un atto tanto profondo quanto astratto."

Dopo l'impresa, nel 2000 Iwata viene assunto da Yamauchi per gestire la pianificazione aziendale di Nintendo. Due anni dopo Yamauchi va in pensione, e Satoru Iwata diventa il quarto presidente di Nintendo, nonché il primo a non essere un diretto erede di sangue della famiglia Yamauchi. Anche in questo caso la storia non sarebbe poi così incredibile se non fosse che nel 2002 Nintendo non se la passava per niente bene.

Il lancio di Gamecube,la console della generazione 2000 di Nintendo, poco poteva contro l'impatto culturale che, nello stesso periodo, aveva Playstation 2. Le finanze di Nintendo non sono in forma, ma nonostante ciò in quegli anni l'Iwata non ancora presidente aiuta lo sviluppo di videogiochi assolutamente iconici come Super Mario Sunshine, The Legend of Zelda: The Wind Waker, Metroid Prime e Animal Crossing. Nel 2002, però, diventato presidente, la faccenda si fa più seria e in qualche maniera i bilanci devono quadrare.

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Così nel 2004, sotto la presidenza di Iwata, l'azienda si inventa il Nintendo DS, la più grande rivoluzione nell'ambito del gaming mobile della storia. La quantità di profitti generati dalla console è inquantificabile, e la sua risonanza è seconda forse solamente a ciò che sarebbe accaduto due anni dopo, nel 2006.

Nel 2005 Nintendo presenta al pubblico la più grande rivoluzione nella storia dei videogiochi: il Nintendo Wii, ai tempi ancora chiamato con il suo nome in codice, Revolution. L'obiettivo era quello di strappare i videogiochi alla nicchia di esclusività all'interno della quale l'industria, nel corso degli anni, li aveva nascosti. Così per la prima volta nella storia il motion control nei videogiochi riesce a raggiungere anche i più improbabili tra i videogiocatori, e le fasce di clientela sbloccate da giochi come Wii Sports o Wii Play sono storia.

Con il Wii Nintendo torna ad essere ufficialmente la capo-cannoniera del mercato mondiale dei videogiochi e, in combinazione con il successo strepitoso di Nintendo DS, le vendite combinate delle due console assicurano Nintendo ad un fondo capitale che permette all'azienda di fare sostanzialmente ciò che vuole fino al 2011, quando per la prima volta Nintendo registra delle perdite. Iwata non ci sta e lancia un segnale piuttosto forte: taglia il proprio stipendio del 50%.

Negli anni successivi Nintendo cerca di continuare a cavalcare l'onda di DS e Wii, mettendo in vendita versioni rivedute e corrette delle console senza però riuscire a ripetere il successo; ma penso che per valutare l'importanza di Iwata nella storia dei videogiochi non serve mettere in conto anche questi recenti nei.

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Al netto di tutti i successi commerciali operati da Satoru Iwata la sua storia ha dell'incredibile per un altro motivo, forse il più paradossale.

Satoru Iwata è nato in silenzio ed è morto in silenzio, con un delicato quanto asettico comunicato stampa Nintendo. La sua è stata una figura assolutamente poliedrica: da un lato il timido giapponese che durante le conferenze pubbliche tentava di balbettare qualcosa in inglese, dall'altro il comandante della più imponente e gloriosa flotta della storia dei videogiochi.

Il logo dell'ultimo Super Smash Bros. per Wii U. via Nintendo

L'importanza di Satoru Iwata nella storia dei videogiochi è semplicemente incalcolabile: non solo la sua direzione ha permesso a due aziende di registrare dei successi commerciali incredibili, ma la sue doti da stratega hanno permesso di ottenere questi risultati convivendo con un'ambizione artistica che nessuno, nel mondo dei videogiochi, ha saputo eguagliare. Nessuno meglio di Satoru Iwata rappresenta meglio la "Nintendo difference," quella deliziosa e magnifica classe con cui ogni prodotto Nintendo diventa un piccolo pezzo del cuore di ogni videogiocatore.

È morto Satoru Iwata, il presidente di Nintendo, di HAL Laboratory, di Kirby, di EarthBound, di Super Smash Bros, di Animal Crossing, di Metroid Prime, di Nintendo DS e di Wii; non è morto solo un presidente, è morto il padre silenzioso di una generazione cresciuta dai sogni Nintendo.

"Sul mio biglietto da visita sono un presidente d'azienda. Nella mia testa sono un programmatore. E nel mio cuore, sono un giocatore," Satoru Iwata.