Abbiamo chiesto a Bassi Maestro di mettere in classifica i suoi stessi dischi

E no, Foto di gruppo non è sul podio, e nemmeno Classe ’73.

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14 aprile 2017, 1:38pm

Rank Your Records è la serie di Noisey in cui chiediamo a musicisti di ripercorrere la loro carriera mettendo i propri album in ordine di preferenza. 

La pianificazione preliminare di questo pezzo ha comportato qualche problema, perché chiedere a Bassi Maestro di fare ordine nel mare magnum della sua sterminata discografia sembrava un'impresa titanica—parliamo di ventisei dischi, contando anche gli EP, i due dischi con lo storico collettivo dei Sano Business (Bassi, Supa, Rido MC, Dj Zeta) e l'unico disco dei Dublinerz (progetto musicale di Bassi con Supa e Lord Bean). Così abbiamo deciso di limitare la classifica a dieci dischi.

Alla fine, però, è stato inevitabile, con così tanti dischi all'attivo e così tanti classici sparpagliati in maniera così composita, ampliare lo sguardo e fare il punto della situazione più in generale, arrivando a discutere anche di dischi non inseriti nella classifica. Ogni volta che Bassi mi parlava di un disco finivamo a parlare di un altro suo disco, magari per affinità tematiche e stilistiche, e così alla fine ne è uscito uno spettro praticamente completo dell'intera discografia del rapper e produttore milanese.

10. Crossover (2007)

Bassi Maestro: Direi che almeno un disco con il collettivo va messo, e mi sento di scegliere Crossover perché è un album a suo modo molto importante.

Noisey: Mi lasci spiazzato, non avevo domande pronte su Sano Business e devo improvvisare. Come mai al decimo posto? 
È stato l'ultimo disco che abbiamo fatto come collettivo, segna un po' la fine di un periodo storico perché coincide anche con l'ultimo tour che abbiamo fatto assieme. Alcuni di noi, in quel periodo, erano molto concentrati sulla musica e altri invece iniziavano a lavorare su altre cose. È un disco più importante per noi che per il grosso pubblico, probabilmente, anche se quelli che ci ascoltano dal giorno uno probabilmente se lo ricordano.

Sono previste nuove uscite Sano Business o nuovi concerti?
Beh, Dj Zeta comunque è sempre parte dei miei live e giriamo sempre insieme. Invece i Balordi [la Cricca dei Balordi, o CDB nda] ogni tanto compaiono e suonano anche per conto proprio, riproponendo i classici. Chiaramente, la musica non è la loro motivazione principale in questo momento perché hanno altri lavori e interessi, ma sono sempre sul pezzo: basta un fischio e loro arrivano.

Tipo supereroi. 
Sì, esatto! I balordi sono un po' i supereroi di Sanobusiness.

A me piaceva tanto "Fuori dal coro."
Infatti è un pezzo molto importante, ha segnato un po' la storia di tutti. Il beat, ormai classico, è di Zeta.

9. Classe '73 (2003)

Come mai Classe '73 è così in basso? Va bene, va bene—non sto sindacando le tue scelte—ma ti ho ascoltato in modo compulsivo per anni e questo era uno dei miei dischi preferiti. 
È un disco che contiene dei pezzi importanti, ma sicuramente anche molti pezzi minori. Lo metto nella top ten perché è il disco in cui ho fatto il punto della situazione: in quel momento ero arrivato a trent'anni, facevo una vita molto particolare legata alla musica e allo studio, registravo e producevo, ma allo stesso tempo era anche un periodo storico in cui a livello musicale non c'era nulla. Era un disco in un periodo di buio storico per l'hip hop italiano, e si faceva musica senza avere grandi prospettive. Contiene comunque dei classici e merita di stare in classifica.

[Secondo me Bassi è stato particolarmente ingiusto nel piazzamento. A parte "Giorni matti," che è il pezzo consegnato ai posteri, merita di essere ricordata la spettacolare intro del disco e anche il banger che lo chiude, "Classe '73", nda]

8. Foto di gruppo (1998)

L'ottava posizione farà storcere il naso a molti: Foto di gruppo.

Prevedo già una sfilza di commenti rabbiosi sotto al post. Finora comunque, devo ammetterlo, sono spiazzato.
Allora, Foto di gruppo è un disco molto immaturo a livello di rap e scrittura…

Dai, un pezzo come "Foto di gruppo" lo definiresti immaturo? Secondo me è il tuo capolavoro.
Un pezzo come "Foto di gruppo" non è immaturo, è il mio più grande classico e sono contentissimo, però comunque la scrittura e l'interpretazione del disco non sono ancora a livello delle mie potenzialità. È proprio il modo di rappare da cui sono molto distante adesso.

Beh, è molto anni Novanta, molte assonanze in chiusura di strofa, le canzoni indirizzate ai classici… C'è anche "Cosa resterà," però, il pezzo col campionamento di Raf.

Sì, anche quello è un bel pezzo. Però diciamo che, quando riascolto il disco, non mi viene da dire 'Quanto ho spaccato su questa traccia, quanto ho spaccato su quest'altra.' Tante cose, riascoltandole, le avrei rifatte proprio da zero; sicuramente il disco ha un sacco di carenze, proprio a livello di delivery.

Per curiosità, non so se è in classifica [spoiler: non c'è], ma di Contro gli estimatori che ne pensi? Sono due dischi molto simili, a livello tematico e di suono. Contro gli estimatori andrebbe recuperato anche solo per "Piccolo Bassi."
Contro gli estimatori in effetti è un disco che ha le stesse carenze di Foto di gruppo. E secondo me se sei affezionato a "Piccolo Bassi" è per una questione d'età, perché non è un granché—anzi, col senno di poi è una canzone molto ingenua. Capisco che molte persone vi si possano ritrovare in maniera affettuosa, perché ci sta, non tutti alla fine nascono nel ghetto e hanno bisogno di sentirsi dire quante dosi si spacciavano e quanto fumo si vendeva a scuola. Ma rimane comunque un pezzo molto basic.

7. Per la mia gente (2012)

Siamo alla settima o all'ottava? Alla settima… allora, in settima posizione metterei Per la mia gente, l'EP che ho realizzato con Ghemon e Marco Polo.

Tra i miei preferiti.
Si tratta sicuramente di un disco ben scritto, dove ci sono tantissimi aspetti—quelli seri e quelli di cazzeggio—e devo dire che Ghemon rimane uno dei migliori rapper in Italia in quanto a delivery e scrittura. È stato molto bello lavorare con lui, è uno che si muove sempre molto velocemente sul rap. È stato proprio uno scambio di idee rapido e preciso quello di fare un disco con Marco, che è uno dei produttori per noi più forti in assoluto, anche perché è stato lui a proporcelo. Sai, adesso lo diamo per scontato, ma cinque, sei anni fa, per noi è stato un lavoro molto importante. Marco non è uno che lavora con cani e porci purché gli diano due soldi, anzi. È uno che non fa mai marchette, e il fatto che sia stato lui a proporci una collaborazione dalla quale poi è partito un bellissimo tour è stato per noi davvero bello. Il pezzo "Stronzate e musica" è stato scritto a New York. Abbiamo fatto quindici date in tre settimane, è stato un periodo molto intenso e bello; inizialmente nel tour ci doveva essere anche Torae che poi non è riuscito a partire per la bufera a New York. Anche tutto questo retroscena lo ricordo con molto affetto.

Come siete entrati in contatto con Marco Polo?
Tutti e due lo conoscevamo per contro nostro, Ghemon si sentiva con lui tramite e-mail e io lo avevo più volte incontrato quando ero in tour con i Beatnuts. Una volta sono andato a trovarlo a casa e gli ho fatto ascoltare un po' di cose, tra cui "L'amore dov'è," che era uscita da poco. Il pezzo gli è piaciuto molto e mi ha proposto la collaborazione a tre. 

Quante lacrime con "L'amore dov'è." Però ne parliamo dopo. In classifica c'è L'ultimo testimone?
No.

Secondo me quel disco è il tuo più sperimentale, e te lo cito perché dentro c'è Capirai, è uno dei tuoi pochissimi pezzi d'amore assieme a quello con Ghemon. "L'hip-hop non è adatto… Dicevo così…"
Sai, secondo me è anche una questione generazionale. Tu hai vent'anni, se l'intervista me l'avesse fatta uno di trenta mi avrebbe citato altre robe. Il tuo punto di vista è importante, però ognuno poi è ovviamente legato a dischi diversi anche in base al vissuto personale e all'età: uno di diciassette anni che legge questa classifica probabilmente non sarà d'accordo su nulla.

6. Background (2002)

In sesta posizione metterei Background, se non altro per riconsiderarlo, diciamo, perché mi sono accorto che non gli ho mai dato il peso che invece gli è stato attribuito dalla gente. Quando ho fatto Background ero convinto fosse un buon disco, ma non avevo capito il potenziale di certi pezzi, come il pezzo con Medda, ovviamente la stessa S.I.C. ho capito solo dopo una ventina d'anni quanto sia rimasto nel cuore degli ascoltatori, e ne sono molto orgoglioso.

"S.I.C." è uno dei pezzi più violenti del rap italiano, con una delle delivery migliori di cui abbia memoria. Nella terza strofa te la prendi coi giornalisti livorosi, quelli che si occupano di rap perché il rap non sono in grado di farlo. Chiaramente, "S.I.C." è nata in un periodo in cui le riviste cartacee avevano un certo peso nell'orientare i gusti degli ascoltatori, in assenza di altri punti di riferimento.
Sì. Oddio, giornalisti è una parola un po' grossa. Sai, il guaio è che molti giornalisti che si occupano di rap è che sono estremamente frustrati, che non riescono con la musica e se la prendono con i musicisti. Sempre lì a giudicare, sempre lì a scrivere. Non ho nulla da spartire con queste persone. 

Giusto. Uno dei pezzi che preferisco del disco è la title track, col suo mood da dojo molto rilassato, molto conscious… anche "Everyday," un pezzo per l'epoca molto avanti.
Sì, "Everyday" è stato uno dei primi pezzi italiani ad avere un extrabeat molto pronunciato. Cazzo, siamo stati i primi a fare un sacco di cose (ride).

Sai che forse la so ancora a memoria? Almeno la prima strofa.
Cavoli, ti chiamerò a fare le doppie nei miei live!

Toglimi una curiosità, ma La terra trema è davvero un dissing dedicato a J Ax?
No che non lo è, e non ho mai capito perché la gente continui a pensarlo.

Quindi la smentiamo questa cosa?
Sì ma tanto non serve, perché l'ho smentita milioni di volte, sono quelle robe di internet...

È un po' come "Ho un amico", che per i commentatori di Youtube dovrebbe essere un dissing a… Mondo Marcio, se non sbaglio? Come se poi i rapper non potessero avere degli amici non rapper, quella canzone potrebbe essere dedicata al tuo vicino di casa...
Sì, secondo internet quel pezzo è dedicato a Mondo Marcio! Ma non è vero, non so più come dirlo! Anche se non abbiamo collaborato per un po' di tempo con Marcio comunque ci sentivamo sempre, ci scambiavamo i pareri sui dischi americani in uscita per dirti. 

5. Musica che non si tocca (2010)

Al quinto metto Musica che non si tocca, l'ep che ho realizzato con Dj Shocca.

Quel disco ha ampliato parecchio il bacino dei tuoi ascoltatori.
Sì, andò molto bene. Shocca secondo me è il producer italiano più importante a livello di sound, perché un beat di Shocca lo riconosci ovunque. Tra l'altro con quel disco abbiamo riportato un po' alla luce la figura di Maury B, storico MC dei Next Diffusion, che erano anni che ufficialmente non si esponeva al pubblico. È andato molto bene anche dal punto di vista di vendite, ci sono molto affezionato.

Nel pezzo con Maury B, Il suono originale, a colpire è soprattutto la passione che ci mette nell'interpretazione della strofa.
Sì, si vede proprio che si è impegnato a scriverla. speriamo che un po' di persone più giovani si siano avvicinate ai Next Diffusion dopo averla sentita. 

Si piange con "L'amore dov'è," dicevamo.
È stato un pezzo molto importante per tutti: per me, per Ghemon, per Shocca e anche per i nostri ascoltatori. Ci sta. Sono già passati sette anni dall'uscita di quel disco? Era proprio la canzone giusta al momento giusto quella, per me e per un sacco di altre persone.

4. Stanno tutti bene (2013)

Stanno tutti bene è il disco della ripresa. Ormai ha cinque anni ma è stato un disco al quale è seguito un periodo di sosta. Ci ho lavorato parecchio. Lo vedo come un album molto denso, più breve delle robe che ho messo in giro, e che mi vede già proiettato in una serie di sonorità più attuali sia a livello di missaggio sia a livello di produzione. Per esempio c'era il pezzo con Guè Pequeno, già più lento e in linea con le robe che uscivano ai tempi, tipo quelle di Rick Ross, quando la trap ancora non c'era ma si andava già in quella direzione.

Anche il pezzo con Salmo ha ormai quasi tre milioni di visualizzazioni.
Sì, anche quello è andato molto bene, con il video girato in Sardegna che è stata una sua idea. Considera poi che all'epoca non si faceva un milione di visualizzazioni in una settimana come può succedere oggi. Sono orgoglioso anche del confezionamento del disco, molto minimale ed essenziale, di Mecna. Sul lettering, invece, ha messo mano Luca Barcellona, Lord Bean.

A proposito di Lord Bean, mi è avvenuta un'associazione automatica: te la ricordi quella mega posse-track che avete fatto con una ventina di rapper, "Tutti quanti"?
Come no, siamo stati super avanti anche lì! C'erano veramente tutti in quella canzone.

Mancavano solo Neffa e Gruff. A proposito di esperimenti, in quel disco c'era anche "Pluristellato", che hai scelto come singolo—in maniera un po' suicida.
Sì, "Pluristellato" era un pezzo un po' difficile ma il video era davvero all'avanguardia perché nessuno all'epoca faceva i lyric video; Mecna ha fatto un gran lavoro. A me spiace ripeterlo un'altra volta, però ragazzi: su certe cose siamo stati davvero troppo avanti, mettetevelo in testa! (ride). Per quanto riguarda il pezzo in sé, mi piace molto perché esalta quella componente del mio rap più libera, giocosa, in freestyle.

3. Classico (2000)


Al terzo posto metto Classico perché in questo album finalmente mi ritrovo. Lo ascolto e dico: ci siamo. Qui finalmente metto a fuoco la mia identità, sia a livello di scrittura sia a livello di suono. Se lo riascolto adesso dico, 'Guarda che barre, che produzioni, che figate.' Ci sono dei pezzi ispirati al suono del momento, un po' più minimali, tipo "La bomba" che si rifaceva a "Simon Says" di Pharoahe Monch, alle robe di quel periodo. Ci sono tanti sample alla Biggie nel disco perché avevo la consapevolezza di voler fare hip-hop al 100%. Mi sentivo ormai maturo, mi vedo arrivato proprio ad una maturità e ad un'impostazione ben definiti, e non a caso quel disco ha segnato molte delle generazioni arrivate dopo di noi. È stato tra l'altro il primo disco che mi sia mixato da solo nello studio che avevo appena aperto, gli altri invece li avevo mixati col fonico degli OTR.

Wack rappaz!
Wack rappaz, esatto. Col campione del Muppet Show di Jim Henson, un classico. I Muppet spaccano tuttora a riguardarli.

Non ho provato a riascoltarli ma immagino di sì. Avevo un videogioco della Playstation 1 e mi ci divertivo molto.
Qual è, secondo te, il disco in seconda posizione?

Secondo me è Hate.
E invece no. Il secondo posto va a...

2. Mia maestà (2017)

Ma davvero? Il tuo ultimo disco ha solo la medaglia d'argento? Hai rotto il cliché dell'ultimo disco al primo posto!
Sicuramente con quest'ultimo disco mi sono sorpreso da solo. Non pensavo, dopo tanti progetti, di avere ancora la forza di fare un disco così importante, a livello di scrittura, produzioni, featuring. Forse è stato il disco su cui ho lavorato di più in assoluto, anche perché con questo disco ho cambiato metodologia di lavoro. Ho rilavorato e reinterpretato le cose che non mi convincevano, è tutto molto studiato e per niente lasciato al caso. Secondo me questo disco c'è al 100%, dalla lavorazione grafica alle collaborazioni.

Collaborazioni molto variegate: dentro troviamo sia Fabri Fibra sia Vegas Jones. E a questo punto non posso fare a meno di chiederti cosa ne pensi della new wave del rap italiano (ormai l'abbiamo ribattezzata così, no?).

Certo. Ovviamente poi ho i miei gusti, e Vegas è uno che mi piace parecchio perché è molto lirico nella scrittura, gioca molto con la metrica, è molto versatile, come Meek Mill in America per dirti: è uno che ti sa fare sia la hit sia il pezzo più introspettivo. Sicuramente questa cosa lo porterà in alto.

Anche perché macina numeri.
E ormai se macini numeri o accade perché lo meriti o accade perché sei bravo a far parlare di te. E lui di sicuro fa parte del primo gruppo.

Il primo disco è per forza Hate, dai!

1. Hate (2005)

Beh, secondo me è il disco più interessante che abbia fatto perché è tutto mio. Scritto mentre ero in viaggio per l'Europa, registrato da solo, mixato da solo, senza featuring. Dentro ci sono i banger stile G-Unit e anche i pezzi più introspettivi, ci sono gli skit parlati e quelli suonati, tutto proprio come piace a me.

Bang-ya-head!
Sì, è il banger del disco. Sono particolarmente orgoglioso di Hate perché senza video, senza spinte pubblicitarie né YouTube, siamo comunque riusciti a fare un classico e a farlo rimanere nel tempo. Il podio è meritato, e credo che nessuno avrà da ridire.

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