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Cultura

Mi sono costruito un 'ottimizzatore di spazio personale' per tenere lontana la gente

Volevo capire se la mia vita da pendolare sarebbe migliorata o no.

di Simon Doherty; foto di Josh Eustace
14 febbraio 2020, 8:46am

Il progetto e l'autore col risultato finale.

Di recente, una catena di hotel ha lanciato un "ottimizzatore di spazio personale" progettato per aiutare i turisti a Londra a non farsi sopraffare dalla folla. Era ovviamente una pura mossa di marketing mirata a pubblicizzare le camere dell'albergo, ma lo strumento in sé—una giacca gonfiabile che crea una "zona di esclusione" di circa 45 centimetri intorno a chi la indossa—mi è sembrata un'ottima idea per proteggere il mio prezioso spazio personale in una città dove chi fa la vita pendolare finisce per respirare bocca a bocca con gli sconosciuti.

Sfortunatamente l'azienda dietro il progetto non ha accettato di prestarmi la tuta originale, così ne ho creata una mia, fatta di legno, fascette e bastoni di gomma isolante lunghi 45 cm.

Quando ho preso la metro per la prima volta conciato così, ho tranquillizzato gli altri passeggeri spiegando il motivo della mia armatura. Alcuni mi guardavano, altri ridevano, la maggior parte non si è accorta minimamente di me. Alcuni mi hanno fatto una foto, prima di tornare a fare finta di niente.

personal space on london tube

Le uniche persone a interrogarmi direttamente a proposito della giacca sono state tre signore di Preston, vestite da testa a piedi Abercrombie and Fitch. Ognuna mi ha raccontato di aver subito invasioni dello spazio personale in passato, ma mi ha anche fatto una critica intelligente: "non rischi di invadere lo spazio di qualcun altro con quel coso addosso?" E io non sono riuscito a trovare un argomento convincente con cui controbattere.

Una donna alla fermata di Oxford Circus ha detto che pensava che la tuta fosse "incredibile," ma che personalmente non l'avrebbe mai indossata. Cosa del tutto sensata, considerato che ti fa sembrare un coglione.

man in costume carnaby street

Dalla fermata ho camminato verso Carnaby Street, dove ho attirato (comprensibilmente) un bel po' di attenzione e—come avevano suggerito le signore di Preston—ho ingolfato parecchio lo spazio personale di altra gente.

C'era una lunga fila che si allungava per tutta la strada e che all'improvviso è diventata meno una fila e più una folla, e io sono rimasto incastrato in mezzo. Qualcuno, chiaramente molto famoso, stava camminando tra la gente impegnata a emettere un coro di urli gutturali.

annoying man carnaby street

"Chi è quello?", ha chiesto qualcuno, mentre il livello di acuti esaltati aumentava. In tutta risposta, forse inquietato dal mio look avant-garde, un bestione della sicurezza mi ha chiesto con fermezza di andarmene.

Ho poi scoperto che la causa dell'ingorgo umano era la vlogger Gabi DeMartino. Aveva fatto un incontro con i fan in un negozio di cosmetici lì vicino, dove si erano presentate tremila persone, e così si era fatta una passeggiata lungo la fila per permettere a tutti i venuti di vederla da vicino.

"A tutte le persone che sono venute oggi, vi amo e vi sono grata," ha scritto Gabi su Instagram alla fine della giornata. Sono contento che le abbia fatto piacere la mia visita.

supreme store london

Nonostante abbia rubato l'idea a un'agenzia pubblicitaria, ho pensato che avrei potuto fare un po' di soldi con la mia tuta vendendo l'idea a un brand famoso, affinché la usasse in una collezione futura. Motivo per cui, forse in modo un pelo affrettato, mi sono incollato addosso la scritta "SUPREME" e mi sono diretto al negozio del brand per presentare la mia idea.

Stranamente, i buttafuori non mi hanno fatto entrare e non sembravano preoccupati che i loro capi li avrebbero rimproverati per essersi lasciati sfuggire questa gallina dalle uova d'oro. Peggio per loro.

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Non contento, mi sono diretto verso Chinatown, dove sono incappato nelle feste del Capodanno cinese. Un paio di agenti mi hanno guardato, incuriositi. "Cos'è questa cosa?" mi ha chiesto uno, così mi sono lanciato nella mia presentazione a nuovi potenziali investitori e spiegato l'idea di usare gli ottimizzatori di spazio per far sì che il loro lavoro di agenti sia più sicuro e comodo.

"Di certo capita qualche ubriaco che vi dà fastidio," ho argomentato. Una donna agente ha confermato, ma si è anche detta dubbiosa sull'ipotesi che il Commissario possa equipaggiarli con qualcosa di simile alla mia tuta.

A quel punto, una ressa di persone si è riversata proprio dov'ero, come se fossi una fetta di pane lanciata in mezzo a cento piccioni. I miei pensieri sono stati soffocati dalle risate della gente che mi puntava addosso il telefono, e in quel momento ho capito come deve essere la vita di Gabi DeMartino.

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Se devo tirare delle somme finali, la giacca funziona, nel senso che nessuno ha invaso il mio spazio personale mentre ero fuori, perché non era possibile farlo fisicamente senza infilarsi un bastone in un occhio. Ma il problema è che ho attirato fin troppa attenzione non voluta, e invadevo costantemente lo spazio personale di chiunque fosse nelle vaghe vicinanze.

Quindi: il mondo è pronto per delle giacche che ottimizzano lo spazio? E, soprattutto, rendono la vita migliore a chi le indossa e chi gli sta intorno? No, la risposta è no.

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