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Foto di Paul Duane.
Cultura

Foto dei primi strip club d'America ad aver riaperto dopo il coronavirus

Regole su mascherine, distanziamento sociale e controllo della temperatura valgono anche tra ballerine e clienti del locale.
29 maggio 2020, 8:42am

È venerdì sera al Trails Gentlemen's club di Salt Lake City, nello Utah, e dopo il periodo di chiusura per via della pandemia, lo strip club si sta preparando a riaprire. Molti dei locali per adulti dell'area sono classificati come bar, ed è per questo che la contea è diventata una delle prime a permettere esplicitamente ai propri strip club di tornare in attività.

Per l'occasione VICE ha visitato questo e un altro strip club della zona, per avere un'idea di che aspetto abbia questa nuova normalità.

Le ballerine del Trails indossano mascherine e restano a due metri di distanza dai clienti e una dall'altra. Foto: Paul Duane

Sono le 21:20 e il sole è appena tramontato dietro le cime della Sierra Nevada. Il parcheggio del Trails è pieno e la fila si allunga fuori dal locale. Ogni avventore è a due metri dall'altro. Se prima posti come il Trails avevano un dress code rigido che proibiva di tenere il viso coperto, ora tutti hanno una mascherina. Alcuni indossano N95, altri bandane da cowboy. Molti indossano passamontagna—una reminiscenza della stagione sciistica interrotta prima del previsto per la pandemia.

Un buttafuori con una mascherina N95 fa il doppio lavoro, controllando i documenti e la temperatura di tutti (chi ha una temperatura superiore a 37,2°C non entra). Una volta che ogni gruppo supera l'entrata viene scortato a un tavolo, dove il buttafuori declama le regole del nuovo mondo:

  • Resta a due metri da ballerine, dipendenti e altri visitatori

  • Le maschere devono restare sempre sul viso, tranne quando bevi

  • Non avvicinarti a meno di due metri dal palco, se non per appoggiare soldi sul bordo

  • Una volta che hai appoggiato i soldi, torna al tuo posto

Per gli strip club della contea di Salt Lake, la crisi è arrivata rapida e violenta, così come per molte altre piccole imprese, ma con una differenza importante: gli strip club (così come i casinò), non hanno il permesso di chiedere prestiti, una regola che molti nell'industria ritengono ingiusta.

Un dipendente del Southern X-posure, un altro strip club di Salt Lake City, sottolinea che il club, come altri nella zona, non ha potuto ricevere aiuti economici nonostante paghi tasse a livello locale, statale e federale, oltre ad altri oneri come la licenza per gli alcolici, e nonostante il fatto che gli affari abbiano subito una brusca frenata anche prima della chiusura.

Prodotti per pulire sul palco del Trails. Foto: Zoe Zorka

Dentro al Trails, alla fine di ogni performance, un dipendente con la mascherina usa uno Swiffer per rimuovere le banconote (che saranno poi contate e distribuite da un altro dipendente, munito di guanti), mentre un terzo sterilizza l'area dedicata alla performance prima che entri la ballerina successiva.

Tutte le ballerine, oltre a dover restare ad almeno due metri dai clienti, devono anche indossare la mascherina.

C'è un'ironia poetica nel guardarle ballare a ritmo della canzone "Mask Off" di Future, mentre il DJ ricorda a intervalli fissi che i clienti devono mantenere le distanze e lavarsi le mani.

Per molte di queste donne, adattarsi alle nuove misure è stata l'unica possibilità per continuare a lavorare. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione dello Utah raggiunge nuovi record. Le ballerine, pur essendo rimaste senza lavoro per due mesi, non hanno potuto a loro volta chiedere aiuti economici, per via del fatto che lavorano in modo indipendente.

Le ballerine del Trails devono pulire i pali prima e dopo il loro numero e non possono toccare i soldi. Foto: Paul Duane

A 15 chilometri dalle luci del centro di Salt Lake City, anche il Bears Den nella cittadina di Magna ha riaperto le sue porte. In un edificio che non lascia trapelare la sua funzione dall'esterno, nel mezzo del paesaggio desolato dello Utah, il locale attira soprattutto i lavoratori della vicina miniera di rame di Rio Tinto Kennecott.

Le regole qui sono diverse. Le ballerine devono indossare le mascherine e non possono toccare i soldi, ma i clienti non devono coprirsi il volto.

Una ragazza dello staff controlla la temperatura di un cliente al Bears Den. Foto: Zoe Zorka

Come al Trails, però, anche qui il buttafuori ha un nuovo ruolo. Zelante, segna i nomi e il numero di telefono di chiunque arriva. "In caso di focolaio," spiega con la voce ovattata dalla mascherina.

Una sola ballerina, dalla pelle pallida e i capelli biondi dalla ricrescita visibile, si esibisce sul piccolo palco del locale, al ritmo di canzoni country e classici del rock anni Ottanta, mentre il pubblico sposta lo sguardo da lei al televisore dietro il bancone.

Foto: Paul Duane

Morgan, la barista, ritiene che il club sia circa il 60 percento più fitto del solito; una stima simile a quella dello staff del Trails. "Le persone hanno soldi da spendere. Hanno ricevuto l'assegno dal governo e pensano che torneranno al lavoro presto," dice.

Per David, un meccanico sulla cinquantina e cliente affezionato del Den, tornare al locale significa non solo tornare a un senso di normalità, ma anche sostenere una piccola impresa.

Ma se il numero dei clienti sembra essere salito, molte delle ballerine dicono di aver notato un calo significativo nelle mance. "Non facciamo lap dance, e parlare coi clienti è il modo per farli sentire importanti nel nostro club," dice Steph Martines, manager delle ballerine. "I soldi cambiano quando nessuno può vederti sorridere," spiega Sass, che lavora come ballerina al Den da più di dieci anni.

Foto: Paul Duane.