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I Google Glass limitano le libertà civili?

Lo abbiamo chiesto a un esperto di sicurezza e a un dipendente di Google, e, ovviamente, abbiamo ricevuto risposte diverse.

Un uomo con i Google Glass (Immagine via)

Gli ultimi giorni non sono stati esattamente i migliori per le libertà civili. Grazie alla fuga di notizie causata da Edward Snowden, ex dipendente dell’intelligence statunitense diventato poi informatore, abbiamo iniziato a conoscere l’atroce ala della milizia americana conosciuta come NSA. Insieme alla sua controparte britannica, la GCHQ, la NSA ha avuto diretto accesso ai dati personali dei comuni cittadini conservati nei server di Google, Facebook, Apple, Skype e altre società online. Ovvero, in poche parole, tutti i colossi di internet che possiedono archivi dettagliati di cose insignificanti quali indirizzi, dettagli bancari e registrazioni estese di ogni vostro interesse personale. La notizia è arrivata in seguito alla rivelazione che la compagnia telefonica Verizon avrebbe sistematicamente consegnato tabulati telefonici al governo statunitense.

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Come illustrato dalla presentazione top secret di 41 pagine, usata per addestrare gli operatori sullo scopo e il potere del sistema, PRISM—l’oltraggioso progetto di sorveglianza online avviato nel 2007—permette l’accesso a email, messaggi istantanei, cronologia di ricerca, video, foto, dati salvati, trasferimenti di file, conferenze video e dettagli dei social network. Tutto, in pratica. Secondo le dichiarazioni rilasciate da alcune delle società colpite, questa sorveglianza avveniva senza che loro ne fossero a conoscenza.

Inevitabile dunque sollevare diverse domande riguardo il futuro della privacy su internet. Tra queste, una non può che riguardare i Google Glass—i nuovi occhiali che permettono di controllare le email senza usare le mani, scattare foto di persone facendo loro l’occhiolino e, in pratica, trasformare il mondo reale in un cartone animato digitalmente potenziato. La preoccupazione è che i dati raccolti con i Glass potrebbero violare le libertà civili sia degli utilizzatori sia di coloro che non ne faranno uso.

Prima delle rivelazioni sul programma PRISM avevo parlato con Bruce Schneier, un esperto di sicurezza e tecnologia.

Bruce Schneier (Immagine via)

VICE: Ciao Bruce. Perché sei contro i Google Glass?
Bruce Schneier: Forniranno un database di sorveglianza. Creerai tutti questi dati, che verranno archiviati da qualche parte da una società. La vera preoccupazione è chi potrà accedervi. Google non lo fa per il bene della società, venderanno tutto ai pubblicitari. I dati saranno disponibili se richiesti dalla legge. Negli Stati Uniti, almeno, c’è un livello molto più basso di privacy dei dati [rispetto al Regno Unito], quindi è possibile abusarne. In altri Paesi gli standard sono ancora più bassi.

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E, come con ogni altra cosa, puoi venire giudicato in base a essi, e il giudizio potrà essere molto accurato. Ci sono un sacco di cose fiche sui Google Glass, ma queste sono le preoccupazioni a cui credo dovremmo pensare prima di passare al resto, indipendentemente che si tratti dei Google Glass o di qualcos’altro.

Come si fa a proteggere la privacy di coloro che non vogliono venir ripresi dalla videocamera dei Google Glass?
Non si può! Non è che puoi farlo o non farlo. Cioè, come faresti a scegliere? Non è assolutamente possibile. Questo è il motivo per cui la gente sostiene di non voler entrare in un ristorante in cui qualcuno li stia indossando, o il perché alcuni locali stiano preventivamente vietando l’accesso a tutti coloro che indossano un paio di Glass.

Ma non è un po' come una telecamera a circuito chiuso nei luoghi pubblici? La gente non sembra preoccuparsi di venire ripresa da telecamere tutto il giorno. Che differenza c’è con i Glass?
La differenza è che i dati generati dai Glass sono aggregati; e sono tutti nelle mani di un’unica società: Google. Se vieni ripreso da 1.000 telecamere al giorno—e tu vivi a Londra, quindi è così—quei filmati vengono sparpagliati tra diverse società. Ma se venissi filmato da altre 1.000 telecamere e tutti i filmati venissero dati alla stessa società? Sarebbe ben diverso.

Grazie per il chiarimento, Bruce.

Uno dei video promozionali dei Glass, che dimostra quanto siano utili mentre sei sul trapezio o stai scolpendo del ghiaccio.

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Bruce ha ragione; se la NSA è in grado di attingere ai dati personali degli utenti di Google, non ha importanza quale prodotto di quella società stiate usando. E ciò perché, per Google, i dati sono dati. Che sia un’email spedita dal vostro computer, un file visualizzato tramite Google Drive sul vostro smartphone o un video ripreso grazie ai Glass, tutti questi dati sono associati al vostro account di Google. Possono leggere ciò che leggete, ascoltare ciò che dite e vedere ciò che vedete.

Quindi ci sono due problemi: su una scala minore, la sorveglianza—non saprete se qualcuno che cammina di fronte a voi per strada vi stia filmando oppure no. Il secondo, più importante, riguarda tutti questi dati raccolti da un’unica società e che finiscono in un gigantesco archivio a cui il governo può attingere, senza bisogno del vostro consenso o di quello della società che lo possiede.

Ho parlato con Michael Valvo di Google e gli ho chiesto se i Glass siano davvero pericolosi quanto sostengono alcuni.

VICE: Una delle principali ragioni per cui la gente non va matta per uno dei vostri ultimi prodotti è che è difficile sapere quando qualcuno ti stia filmando. È vero?
Michael Valvo: Abbiamo inserito dei segnali nel dispositivo in modo che le persone possano capire cosa sta facendo l’utente che li indossa—per esempio, se sta scattando foto o girando un video. I Glass oltretutto non hanno la sola funzione di scattare foto e registrare filmati, sono in grado di indicarti la direzione da seguire usando delle mappe mentre ti muovi, ti permettono di ricevere e rispondere ai messaggi—ogni genere di cosa.

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Altri critici hanno parlato di un problema ancora più inquietante: gli utenti potrebbero utilizzare dei software di riconoscimento facciale per identificare qualcuno, e in cambio ricevere le informazioni personali del soggetto disponibili su internet.
Non esiste alcun software di riconoscimento facciale sui Glass e non stiamo programmando di aggiungerlo. Abbiamo dichiarato con insistenza che non aggiungeremo alcuna funzionalità di riconoscimento facciale al nostro servizio finché non ci saranno degli importanti cambiamenti sulle politiche di protezione della privacy.

E tutti questi dati che vengono raccolti, archiviati e venduti da una società, ossia Google?
Come è chiaro nei Termini di Uso e Servizio, “Ciò che appartiene a te, resta tuo.” Possiedi i tuoi file e controlli la loro condivisione, semplice e chiaro. Proteggere la privacy e la sicurezza dei dati dei nostri clienti è una priorità per Google. Per raggiungere tale scopo è importante offrire dei controlli di semplice utilizzo, che permettano alle persone di gestire le informazioni che archiviano con Google. Possiedi il controllo delle foto e dei video che scegli di catturare con i Glass—vengono caricati sul tuo account, dal quale decidi se condividerli o cancellarli.

Grazie, Michael.

Con le reazioni all’attacco alla privacy dei cittadini da parte della NSA e della GCHQ che arrivano a frotte, le risposte di Michael Valvo sembrano piuttosto discutibili. Tuttavia, è importante creare un dialogo eloquente. Perché se i colossi di internet possono non essere pubblicamente responsabili, gli Stati Uniti e gli altri governi del mondo certamente lo sono.

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