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Notizie del dopo-sbornia

In Brasile un arbitro ha ucciso un calciatore ed è stato decapitato in campo, ma probabilmente siete rimasti troppo sotto al sole per accorgervene.
8.7.13

Deportazioni differite
ABU QATADA È STATO DEPORTATO DAL REGNO UNITO PER AFFRONTARE UN PROCESSO IN GIORDANIA
I due Paesi hanno firmato un accordo per cui le prove ottenute con la tortura non saranno usate contro l'accusato 

(Foto via) (via)

Dopo otto anni di battaglie legali e copertura mediatica, il predicatore radicale Abu Qatada è stato deportato dal Regno Unito nella sua terra natia, la Giordania.

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Arrestato per la prima volta nel 2001 per presunti legami col terrorismo, Qatada ha combattuto l’estradizione dal 2005, sostenendo che, se rispedito in Giordania, avrebbe subito delle torture—per la stessa ragione il Regno Unito gli concesse asilo nel 1994.

Tuttavia, dopo che il Regno Unito e la Giordania hanno firmato un accordo, sottoscrivendo che la corte non accetterà alcuna prova ottenuta per mezzo di torture, Qatada è stato trasferito dalla prigione di Belmarsh ad Amman.

Al suo ritorno è quasi subito comparso in tribunale, dove ha negato le accuse di cospirazione per atti terroristici contro israeliani e turisti americani in Giordania.

Il Segretario di Stato per gli Affari Interni Theresa May ha dichiarato di essere “frustata quanto la popolazione” per il costo, stimato a 1,9 milioni di euro, e il tempo speso per la deportazione di Qatada, mentre David Cameron avrebbe descritto in termini poco positivi il fatto che l'uomo sia rimasto così a lungo nel Regno Unito.

Qatada è rimasto in custodia per 15 anni e sostiene di essere tornato in Giordania “per sua volontà, in modo da poter stare con la famiglia.”

La Cassazione si esprime
L'ITALIA NON È UN PAESE DI MERDA
Ma sostenere il contrario potrebbe costarvi una condanna per vilipendio

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"Italia Paese di merda" non si può più dire. È vilipendio alla nazione, e se lo dite, va a finire che vi tocca pagare mille euro. È successo a un uomo di 71 anni che si trovava in macchina e aveva un faro rotto. È stato fermato, il vigile lo ha sanzionato e oggi, diversi anni dopo, la reazione verbale "In questo schifo di Italia di merda" gli è costata multa e sanzione. Lo ha deciso la Cassazione: l'impeto del momento non giustifica il fatto.

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Non è tanto l'ostilità della frase ad aver dato fastidio ai giudici, ma—dicono—il disprezzo manifestato contro una presunta collettività italica degna di nota e di prestigio, qualcosa che di tangibile ha poco ma che, pare, ha moltissimo onore.

Verso i Mondiali
UN ARBITRO BRASILIANO È STATO DECAPITATO DOPO AVER PUGNALATO UN CALCIATORE
Non esattamente quello che dovrebbe succedere in campo 

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Mentre si avvicina la Coppa del Mondo in Brasile, nel Paese un arbitro è stato aggredito e ucciso dopo aver pugnalato a morte un calciatore colpevole di non aver abbandonato il campo abbastanza in fretta. Otavio da Silva stava arbitrando una partita amatoriale nella regione del Maranhao e aveva assegnato un cartellino rosso a Josenir dos Santos. Quando dos Santos si è rifiutato di lasciare il campo, da Silva—come gli hanno sicuramente insegnato il primo giorno alla scuola per arbitri—ha pugnalato il calciatore.

Non è chiaro perché da Silva avesse un coltello con sé, ma non si è rivelato una buona difesa contro i parenti e gli amici del giocatore, che hanno lanciato pietre all'arbitro per poi assaltare il campo e decapitarlo.

Finora la polizia ha arrestato un ventisettenne connesso al crimine, ma i resoconti accurati faticano a emergere.

Wimbledon
ANDY MURRAY HA CONQUISTATO IL PRIMO POSTO AL TORNEO DI WIMBLEDON
A bordo campo, i commentatori parlano sempre a sproposito

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Andy Murray ha vinto il suo primo titolo a Wimbledon nella categoria dei singoli maschili. È il primo tennista britannico ad aggiudicarsi il titolo da quando lo vinse Fred Perry 77 anni fa.

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Mentre il sole cuoceva il pubblico di mezza età del campo centrale, Murray è riuscito a battere il numero uno mondiale Novak Djokovic in soli tre set.

Sempre da Wimbledon, il commentatore della BBC John Inverdale si è scusato dopo aver dichiarato che la campionessa femminile Marion Bartoli “non sarà mai una gran bellezza.”

Amore proibito
IN TEXAS, UN UOMO È STATO ARRESTATO PER AVER FATTO SESSO CON LO STESSO CAVALLO DUE VOLTE
Amanti voluti dal destino, separati dalle crudeli leggi contro la bestialità

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Cirilo Castillo, 43enne della contea di Hidalgo, in Texas, è stato arrestato due volte negli ultimi due anni per aver fatto sesso con lo stesso cavallo.

La scorsa settimana, Castillo è stato arrestato e accusato di crudeltà sugli animali dopo essere entrato nel recinto per il bestiame del suo vicino e aver violato una cavalla di nome Nadia.

Era stato arrestato con le stesse accuse a gennaio del 2012.

Lo sceriffo della contea di Hindalgo Lupe Trevino ha dichiarato, “Castillo è innocuo per tutti, tranne che per il cavallo.”

Realizzato con la collaborazione di Mac Hackett.