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A9N4: Molti nemici

Recensioni

Anche questo mese, quali dischi ci hanno messo il sorriso e quali ci hanno dato il vomito.
31.5.13

WOLF EYES

ADULT.

DRACULA LEWIS

GAZEBO PENGUINS

GHOSTFACE KILLAH

Twelve Reasons To Die

Soul Temple

Oltre ad essere un Dio del rap e una delle persone più stilose sulla terra, Ghostface Killah ha anche il diabete di tipo 1, proprio come il sottoscritto. Questo insieme di cose lo rende una delle mie persone preferite in assoluto e non credo che riuscirò mai a parlare male di un suo album. “Che testa di cazzo,” penseranno alcuni, “non è così che si fanno le recensioni.” In effetti se la pensate così non posso che darvi ragione. A quelli che invece mi capiscono, e ai nostri lettori che come me e Ghost soffrono di diabete di tipo 1, mando un grande abbraccio.

RENZO STUCAZZOPENDO

SNOOP LION
Reincarnated
Doggystyle/VICE/RCA

Ha senso che io stia qui a raccontarvi che un disco di Snoop Comecazzosifachiamareora è figo, considerato che lo ha coprodotto VICE? Ci sono giorni in cui mi convinco di avere un’etica (ahem) giornalistica, e oggi è uno di quelli: non vi parlerò del disco ma gli faccio pubblicità uguale, per risolvere diagonalmente il conflitto di interessi. In più non c’ho davvero voglia di fare un cazzo.

BELLA ZION

TRICKY

False Idols

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False Idols

Quanto fa ridere un disco che si chiama come l’etichetta su cui esce? Pe niente, direi. Non ascoltavo un disco intero di Tricky da quella volta dieci anni fa che si era tinto i capelli di biondo, e ammetto di essere partito prevenuto. In realtà è uno di quegli album che mi fa odiare il nostro sistema di valutazione, perché in fondo si tratta di un lavoro onesto, ben prodotto, con buone idee ma anche sticazzi.

ANGELO PERUZZI ZOMBIE

NEON NEON

Praxis Makes Perfect

Lex

Sai quando la notte prima eri fatto perso, ti svegli rincoglionitissimo, ti capita di vedere una cosa molto strana e non sai è vera o un’allucinazione? Mi è successo con questo album del tipo dei Superfurry Animals: un concept su Giangiacomo Feltrinelli (WTF?) in forma italo-disco- synthpop (WTF???) con dentro Sabrina Salerno (WTF????). Abilissima operazione di detournement anticapitalista che nonostante tutto fa cacare uguale. Lo sapevate che è colpa di Feltrinelli se hanno beccato Che Guevara? Qua mica lo dice…

POTERE OPERATO

Wsphere

Caroline Hervé è ingrassata come un bove. Normalmente non lo noterei, ma il suo album è talmente inutile che ho avuto bisogno di cercare qualche fatto degno di nota che la riguardi. Non ce ne sono, a parte questo e il fatto che tra Adult., The Knife e lei, pare  sia in atto una cospirazione per far tornare di moda l’elettronica dei primi Duemila (per favore, no).

SANDRO JACOBI

ULTRADEMON

Seapunk

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Fire For Effect

A rischio di passare per deficiente, devo  ammettere che ho trovato dei pregi nel primo LP del fondatore del più irritante pseudo-trend-genere-movimento-”cosa” degli ultimi dieci anni: è prodotto come si deve, a differenza delle vaccate partorite dalla stessa scena su label da scuola elementare come Post-Religion. I primi tre pezzi paiono addirittura gradevoli, ma poi ingrana con la tamarraggine e io mi chiamo fuori. BRADIPO ASCOLANO

ALESSANDRO PARISI

Hic Sunt Leones

MimimalRome

MinimalRome, nonostante il nome, fa uscire bei dischi, come le robe più ignoranti di Polysick e questo album di Alessandro Parisi in cui pare di ascoltare Legowelt e Fred Ventura che si iscrivono ai terroristi insieme. Oppure  la colonna sonora del film Teste Rasate con Gianmarco Tognazzi. C’è “Positron Gladio” che ha un gran bel titolo, e “Gabriel’s Horn” in cui canta Andrea di Le Rose. Bene così.

GIOVANNI FALEGNAME

LAUREL HALO

Behind The Green Door

Hyperdub

È il genere di tipa che, per quanto carina, nessuno pensa a farsi, tanto è concentrata e seria ogni volta che sale in consolle. Eppure lei a fare quello che fa si deve divertire un sacco, perché questo ep techno uscito per Hyperdub sembra essere concepito per farti ballare senza che te ne renda conto. Vendetta o presa bene non si sa, intanto Laurel dietro quella faccia seria se la ride alla grande, probabilmente proprio di te.

WINNIE THE PUSHER

MAJOR LAZER

Free The Universe

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Secretly Canadian

Domani preparo un saggio di diecimila parole in cui parlo di quanto i Major Lazer siano una roba estremamente colonialista mascherata da multiculturalismo e ve lo faccio leggere. Domani. Oggi mi divertono, sono il peggio del peggio musicale ma oggi non riescono a starmi sulle balle. Gli va di culo.

IVOSTRI PESSIMIGUSTI

METASPLICE

Infratracts

Morphine

Una volta ero in cucina e sono morta, ma poi sono risorta. Quello che mi è successo nel frattempo è questo disco.

MARGHERITA HAKKEN

ADULT.

The Way Things Fall

Fire For Effect

Di.solito.quando.la.gente.cresce.smette.di.

usare.la.punteggiatura.a.cazzo.

ELENA.

IGGY & THE STOOGES

Ready To Die

Fat Possum

Non avete idea di quanto sia doloroso constatare che non basta azzeccare un paio di riff e avere quel prezzemolo bollito di Mike Watt in formazione per rendere una mediocre uscita di Iggy degna di essere definita “il nuovo disco degli Stooges”. Meno Viagra e più crociere per ricchi. Almeno dopo una certa età, dai…

SUPREME TIX

ABORYM

Dirty

Agonia

Gli Aborym non hanno mai fatto un album decente. Questo poteva fare eccezione? Certo che no, vista l’evidenza del pessimo gusto estetico e musicale. Ma se agli esordi almeno una risata la strappavano, ora rabbrividisco all’idea di quanto una irragionevole sovraesposizione mediatica gli abbia permesso di rimacinare quelle quattro idee babbe per sei album.

MALFETOR FABIAN

ALTAR OF PLAGUES

Teethed Glory And Injury

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Profund Lore

Dal punto di vista del “flusso”, cioè di questa cosa di fare dischi con quattro pezzi di 15 minuti l'uno tutti più o meno impostati allo stesso modo, gli Altar of Plagues stanno migliorando: il nuovo disco contiene nove pezzi. Più o meno sempre la stessa roba: momento ambient/noise, momento tribale, sfogo post/black metal (=Pelican con uno che urla male) e via dall'inizio, per tre quarti d'ora. In certi momenti sembrano crederci davvero ma più che altro no.

FILIPPO MARRONE

PIG-TAILS

So What?

Autoprodotto

Sai cosa mi sta sul cazzo del ritorno della provincia e i valori e le cazzate della provincia? Che si parla solo delle province medie e non di quelle ricche. Perché discriminare le province dove ci sono più commercialisti che ristoratori? Anche nella provincia di Mantova ci si incazza e si suona nudi alla batteria. Cazzo mene, soprattutto ora che c’è la S.R.L.S.

IVA PARTITA

GAZEBO PENGUINS

Raudo

ToLoseLaTrack

Se pensavate di incappare nell’ennesima recensione in cui mi scaglio contro i gruppi emocore/screamo/sonasega italiani, be'… Ci avete preso. Non fosse che mi sono rotto di scrivere recensioni tutte uguali per dischi tutti uguali di gruppi tutti uguali. Non me ne potrebbe fregare di meno. Sucate.

ZERO PUNTI SCENA

INTEGRITY
Suicide Black Snake
A389/Magic Bullets

Conosco un tipo fulminato sulla via del cazzoduro da gente quale Deadguy, Kiss It Goodbye, Rorschach e simili. Non ha preso bene lo stato delle cose HC attuali. Ha dunque pensato di mettersi in marcia, arrivare da Dwid, puntargliene uno di quelli massicci e costringerlo a fare male alle genti a furia di hardcore metallico scarno, disperato e scurissimo. Il capoccia di casa Integrity ha abbozzato, composto e vomitato sul mondo. Sarebbe un lieto fine, se non fosse che il tipo è in marcia, l'elenco lungo ed è meglio che si sbrighi.

BILLY BATESON

Infestissimumam

Universal

I Ghost guadagneranno la mia stima quando diranno “V’abbiamo preso per il culo fino a mo’, eppure c’avete comprato i dischi, deficienti!” Fino ad allora, però, continuerò a sperare che a un loro concerto inizi a piovere acido fluoridrico e a nevicare scaglie di soda caustica. Piuttosto che andarmi a cercare un pezzo loro su YouTube mi faccio un clistere d’idraulico gel.

DIOCANZEPAM

THE BODY

Master We Perish

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At A Loss

A livello teorico è la classica sbobba tra doom noise e altri generi musicali citati a cazzo per non dire "tipo Neurosis" e ammazzare la poesia. A livello pratico sono diciotto minuti di musica, di cui più o meno dieci se ne vanno via per creare l'atmosfera e gli altri otto sono la roba più disturbata e violenta che s'ascolterà quest'anno. Ci basta.

FILIBERTO CARTA

Ho sempre messo Bobby Gillespie e Mark E. Smith su due piatti di una stessa bilancia, che è quella del “non capisco un cazzo quando parla.” Inizialmente pesava più Bobby, ma Smith l’ha battuto per sempre quando gli è cascato l’ultimo dente. Amavo anche i Primal Scream più dei Fall, ma direi che pure per loro il rincoglionimento è oramai irrecuperabile. Ora devo decidere con quale dei due farei a botte (le prenderei in ogni caso).

COGLIONE D’ALBIONE

YEAH YEAH YEAHS

Mosquito

interscope

Se vi piace Spike Jonze, avete 35 anni, vi mettete il rimmel, vi chiamate Igor, se per voi Courtney Love è un mito e avete un copri-smartphone con un teschio di diamantini probabilmente avrete almeno un CD di questa band. I Fabio Fazio dell'indie, i soprammobili che tutti vorremo avere in salotto, la musica che non disturba e non esalta: definizioni incomprensibili che farebbero felice i lettori di altre riviste di musica ma che qui possono essere tradotti con “Il disco degli Yeah Yeahs è bello solo per la copertina realizzata da un grafico ubriaco.”

SOTUTTOIO

THE KVB

Immaterial Visions

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Cititrax

Dicevo, questo mese è uscito uno scatafascio di dischi merdosi, ma questo non è uno di quelli. Certo, il post punk qui contenuto sa veramente di anziano, non ovviamente perché si tratta di revival, quanto perché pure il revival si è esaurito da mo’. Però è fatto col cuore, e comincio a pensare che per gli inglesi questo sia oramai un genere di folk tradizionale, come la gabber in Olanda.

PORCO SENZA

DAFT PUNK
Random Access Memories
Daft Life/Columbia

Guardate la vostra bacheca di facebook: che orrore…

ANARCHO-DAFT

DEERHUNTER

Monomania

4AD

Garage/indie/pop psichedelico destrutturato e fritto di rumorini acidi. Strettamente parlando non è manco un brutto disco. Quantomeno è un disco così bruciato che tocca ascoltarlo 20 volte per capire qual è il punto. Mi rode solo il culo che non valga manco il dieci per cento del precedente Halcyon Digest, quindi mi tocca segarlo.

FABIO SCARRONE

ELIO E LE STORIE TESE

L'Album Biango

Sony

Elio, da provocatore estremo, è oramai a suo agio nel mondo del mainstream, quindi gli vengono solo dischi di pop estremo. “Dannati Forever” vince premio brano migliore. Ancora meglio gli intermezzi, mentre il CLAMOROSO pig squeal noisecore ficcato in “Amore Amorissimo” vince premio promesse, ahimè, non mantenute. A parte questo fa venire i nervi. Pare che Kabobo prima di picconare abbia ascoltato tutto l’album, un po’ come il Manson che fu.

SPUTACCI AMLETO

THE 1975

Music For Cars

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Dirty Hit

I 1975 hanno fatto due canzoni senza testi e due con i testi perché hanno capito che quelli dell'indie devono smettere di scrivere i testi perché tanto scrivono sempre di amori che non ci lasceremo mai e poi invece ci lasciamo sempre. Come la mettiamo? La mettiamo che quelli dell'indie dicono bugie. Odio le bugie.

G.I. JO SQUILLO

Il disco inizia con la frase “At night I watch people fucking on my computer.” Sarà perché io e Jenny Hval abbiamo questo particolare interesse in comune, ma non riesco proprio a smettere di ascoltarlo, nonostante sia monotematico e, devo dire, pure discretamente noioso.

LINTON BABY JOHNSON’S

DRACULA LEWIS

U$e Your Illu$ion$

Hundebiss

Sarebbe piaciuto moltissimo denunciare le connivenze, il network criminale, gli scempi messi in campo da Hundebiss, sodali e dintorni. Tuttavia, dopo esserci svegliati in un bagno di sudore e lacrime, abbiamo ritenuto giusto ammettere all'uomo Simone in Trabucchi che la nostra è semplice invidia nei confronti di uno che ha preso le avanguardie, le  ha appallottolate, gli ha dato fuoco e ce le ha restituite in una miscela scintillante e aliena. Inarrivabili visioni.

HONOR DARKMAN

DALHOUS

An Ambassador For Laing

Blackest Ever Black

C’erano una volta gli Young Hunting, band più unica che rara per il  semplice fatto di dare molta importanza ai testi delle canzoni, oltre che scriverli davvero bene. Ovviamente hanno cambiato nome e sono diventati strumentali: ora si chiamano Dalhous e sembrano i cugini romantici dei Raime, con un pizzico di new age pacchiana che nell’insieme ci sta molto stranamente bene. No, non sembrano gli Enigma, se è questo che avete capito.

ANGELFOOD MCSPADE

WOLF EYES

No Answers: Lower Floors

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De Stjil

I Wolf Eyes oramai lavorano per sottrazione: tolta la violenza, tolto il rumore, tolte le chitarre, restano solo circuiti, infezioni e una specie di trance elettromagnetica. Si fa fatica pure a riconoscere il lavoro degli altri oltre Nate Young, che da solista suona più o meno così, ma questa capacità di ficcare sfumature e sfaccettature in un suono tanto scarno ce l’hanno davvero solo loro. Genii, come sempre.

FIAT P’ANDÀ AFFANCULO

Vernissage, flûte, cocoon, suoni mellow, Derrida.

Non so, non è il mio ambient.

BARBIE GRRRL

Editions Mego

La Mego sforna talvolta cagate concettuali, talvolta capolavori. In questo caso le due cose si fondono, e il risultato è una frittura di technopop asciugata e impanata nel suono COH, che quando te la ascolti risulta leggera e croccante. Anzi, a tratti è resa ancora più gustosa da spruzzate di limone elettronico cerebrale alla Pluramon. Non sempre la nostalgia guasta la cucina se la nostalgia è già guasta di per sé.

CASACCA RUBRA

DEAN BLUNT

The Redeemer

Hippos In Tanks

Premetto che adoro Dean Blunt e penso sia geniale, ma laddove

The Narcisissit II

era figo, questo alla terza traccia ha già rotto.

The Redeemer

è il suo disco meno elettronico e più sperimentale, e se orecchie attente avranno goduto delle finezze nascoste in ogni traccia, ascoltato nell'insieme stanca. Forse semplicemente troppo stratificato, oscuro e complesso per quelli che come me pensano solo al prossimo weekend a Loano.

TORO SEDATO