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Bene cazzo. Ma che dico bene? È stato un trionfo, trionfo vero!
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Be’ sai, ero un po’ la star, vedi…Per favore…
Va bene, ti racconto come è andata. Il primo giorno del festival sono uscito dall’albergo dopo pranzo, e sono andato dritto al Nightlight. Ero vestito con una camicia hawaiana, una borsa comprata in Polonia con sopra disegnato un gatto, e una bottiglia di San Pellegrino. Quando la gente al Nightlight mi ha visto, è scoppiata tutta a ridere.Accoglienza trionfale…
Devi capire che per loro ero il ritratto perfetto dell’italiano. Perché vedi, nel Sud degli Stati Uniti a noi italiani ci vedono così: sostanzialmente dei mezzi froci che bevono acqua minerale di lusso (per loro) e vanno in giro vestiti come coglioni. Quelli sono redneck, devi cercare di capirli.Com’era il Nightlight?
Un cesso peggio di come me lo ricordavo. Ti ricordi di quando andammo in tour con Ryan, e in macchina c’era questa puzza di…Certo che me lo ricordo, cristo. Cos’era, una specie di puzza d’aglio?
Direi più un misto di aglio, panni sporchi e sudore irrancidito: una roba da vomito. Noi quella volta pensavamo che fosse Ryan, ma ti dico: tutto il posto aveva quell’odore lì. Non voglio dire tutta la città, perché Chapel Hill è comunque una cittadina graziosa, ma diciamo che la fauna… Per esempio, la cena per i musicisti…Ti hanno portato al ristorante?
Ma figurati, mi hanno portato a casa di non so chi, un appartamento che a confronto il canile di Porta Portese sembra un albergo stellato. C’era tutta questa gente buttata per terra, sdraiata su 15 centimetri di immondizia, e il cuoco era questo tizio nero che infilava le braccia direttamente dentro il pentolone, tutto sudato… Ovviamente non ho toccato cibo. Però anche lì l’accoglienza è stata trionfale, erano tutti lì a chiedermi “Ma veramente sei tu Wolf Anus?”
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Ma no, devi sapere che… Insomma, ti dico quello che mi ha detto Ryan. Lui a un certo punto mi prende da parte e mi fa: “Vedi, una volta eravamo solo io e te a fare queste cose. Adesso le fanno tutti. Riesco a fare un festival con 60 gruppi tutti provenienti da North Carolina e dintorni, ragazzini che magari otto o nove anni fa erano passati per caso al Nightlight pensando che ci fosse un concerto punk, e che invece hanno visto noi che facevamo casino col noise eccetera. E adesso stanno tutti lì a trafficare con pedali, distorsori, microfoni a contatto…” E guarda Valerio che era vero, al festival era praticamente pieno di ragazzini.Rimarrai nella Storia, insomma. Wolf Anus, il pioniere del Dixie Noise…
60 gruppi, Valerio! Il festival da questo punto di vista era un inferno, perché i tempi erano strettissimi. I concerti non dovevano durare più di un quarto d’ora, e ovviamente non c’era tempo per soundcheck e stronzate del genere. Suonava un gruppo e il gruppo dopo doveva già stare sul palco a provare gli strumenti. C’era una bella atmosfera.

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Eh, erano altri tempi. Anche Prurient al Nightlight a un certo punto sbroccò, e poi se ne corse fuori dal locale mezzo nudo, era tipo impazzito. Ed era pure inverno, faceva freddissimo. Lo ritrovarono solo ore dopo, chissà che cazzo gli era preso. Parliamo del 2002, più o meno. Non ci posso credere che adesso Prurient fa stronzate tipo Vatican Shadow…Dovresti vedere i video dei suoi live con Cold Cave. Ma andiamo avanti, dimmi di qualche altro highilight del festival…
Eh, c’era anche quest’altra tizia, non mi ricordo il nome… Era una ragazza, un mezzo cesso come tutte quelle che stavano al festival, ma aveva comunque un certo fascino da harsh noiser teutonica, non so se mi spiego. Era anche lei mezza nuda, con del nastro isolante che le copriva i capezzoli minuscoli, e a un certo punto—io ero un po’ lontano—la vedo che comincia a passarsi delle cose di metallo sulle braccia. Penso: “che cazzo fa, si fa le carezze con le chiavi di casa?”, e invece non erano chiavi, erano rasoi a cui stavano attaccati dei microfoni a contatto. E lei tranquilla, si passava le lamette sugli avambracci, con tutto il sangue che colava e questo rumore che veniva dagli speaker, bzzzzz. Era tutto molto rituale, c’era un sacco di gente presa da quel genere di roba lì, tipo dei tizi che versavano delle polverine, cose di questo genere.
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Il sabato sera. Ero l’artista di punta, te l’ho detto.Come è andata?
Una merda. Uno dei peggiori concerti della mia vita. Ma alla gente è piaciuto. Anzi, che dico, la gente è impazzita. Quando ho detto a uno di loro che era l’ultimo concerto a nome Wolf Anus, quasi si è messo a piangere.

Non ho detto questo. Ho detto che era l’ultimo concerto a nome Wolf Anus. Wolf Anus è finito, Valerio. Ha già dato. I tempi sono cambiati, è ora di rinnovarsi, di puntare a qualcosa di diverso, di…Per favore, fermati. Sembri la parodia di David Bowie.
Ok, diciamo solo che Wolf Anus è finito, e adesso al suo posto c’è un progetto tutto nuovo. Il nome del progetto è Summer Lover. Il suono dell’estate, il suono dell’amore. Summer Lover… ti rendi conto? Summer Lover, Valè!…
Roba seria, Valerio! Wolf anus is dead, long live Wolf Anus! Time for Summer Lover!Ti butti anche tu a inseguire la moda del momento? Perché saprai bene che praticamente tre quarti dei vecchi noiser adesso si sono messi a fare o techno, o house, o hip hop, o…
Sì, anche al Savage Weekend c’era un po’ di questa gente, ma meno di quanto mi aspettassi. C’erano un sacco di ragazzini che facevano questa specie di noise hip hop un po’ alla maniera di Sewn Leather: hanno scoperto il beat e tutti ci danno dentro, ma saprai bene che Wolf Anus queste cose già le faceva dieci anni fa, no? Mi fai pensare che questi ragazzini gli assomigliavano anche, a Sewn Leather: tutti quei tatuaggi a cazzo, la roba scritta sulle mani… In effetti Sewn Leather viene anche lui dal sud degli USA: immagino sia una specie di scuola locale.Una volta mi dicesti che Chapel Hill era destinata a diventare il centro dell’underground americano, roba che manco Brooklyn per capirci. Ne sei ancora convinto?
Non lo so, ma sicuramente il sud degli Stati Uniti vince. A quanto pare c’è una bella scena a Miami. Al Savage Weekend ho incontrato questo tizio, Rat Bastard… Mi ha invitato lì in Florida, e mi ha anche raccontato un sacco di cose interessanti.Tipo?
Be’, lui per esempio è quello che organizza l’International Noise Conference di lì, di Miami intendo. L’anno scorso ci è andato un altro tizio di Chapel Hill, uno che si chiama Raphael se non sbaglio. Praticamente quando Raphael è arrivato al parcheggio del locale, per prima cosa l’hanno imbottito di crack e di non mi ricordo che altra droga, e poi dopo è arrivato un tizio che gli ha pisciato in bocca—così mi ha detto Raphael, eh… Il locale poi altro non era che un bar di quelli piccoli e squallidi, diciamo il classico bar di Miami frequentato da cubani derelitti. Minuscolo, quattro metri per tre, un buco. Praticamente durante uno dei concerti della Noise Conference, la porta del bar si spalanca ed entra un motociclista. Intendo un motociclista in moto, con la moto accesa. Si mette a fare sgommate al centro del bar, girando in cerchio col tubo di scappamento che infesta il locale… Ed era praticamente parte della performance. Non solo: il motociclista alla fine altro non era che uno dei gestori del bar. Finita la performance, si è messo a lavorare dietro il bancone, con ancora il locale infestato dal monossido di carbonio, roba che se davi un respiro di troppo, ci restavi secco. Insomma, bella roba.Quindi il prossimo anno andrai a Miami?
Ancora non lo so. Ma quello che conta di questi racconti è… ma sì, l’etica. Scrivilo per bene, mi raccomando. Non siamo stati a parlare di un festival, ma di etica.Ok, lo metto: etica… Etica di che?
Etica noise.