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L'ultima cittadina comunista della Cina

Nanjie è un centro di circa 3.000 abitanti che ha mantenuto fede al modello maoista tradizionale. In una Cina ormai completamente capitalista resta come un nostalgico monumento all'egualitarismo—o almeno, questa è la facciata.

di Tim Fenby
25 novembre 2015, 11:36am

Monumento comunista a Nanjie. Tutte le foto di Tim Fenby.

Nel corso degli ultimi 30 anni, la Cina ha abbracciato il capitalismo occidentale. Ma una cittadina di 3.000 abitanti ha fermamente tenuto fede al modello maoista tradizionale. Nanjie, un tempo società egualitaria modello, è diventata un'improbabile icona del comunismo e un esempio di come il sistema possa continuare a funzionare. In un primo momento, il governo versava denaro nelle casse cittadine per assicurarsi che mantenesse la facciata del modello di successo. Ma mentre nel resto del Paese veniva sdoganato il capitalismo, Nanjie è passato da simbolo a una specie di time capsule per i nostalgici di Mao.

Oggi dagli altoparlanti cittadini vengono ancora trasmesse in loop vecchie canzoni di epoca comunista. È diventata un'attrazione turistica per i cinesi che vogliono scoprire com'era la vita nel Paese qualche tempo fa. Il fotografo australiano Tim Fenby ci è andato e ci ha raccontato com'è vivere nell'ultima cittadina comunista della Cina.

VICE: Ciao Tim, raccontami di Nanjie.
Tim Fenby: È una sorta di bolla in completo contrasto con il resto della Cina. La maggior parte della Cina è chiassosa e piena di cartelloni pubblicitari e neon ovunque. Ma quando arrivi a Nanjie le strade sono ampie, ci sono meno macchine e man mano che avanzi verso il centro la calma diventa pressoché totale.

La piazza dedicata a Mao.

Perché qui il modello egualitario è rimasto vivo?
È una storia complicata. Intorno al 1989 molti cinesi si stavano muovendo verso il capitalismo e la privatizzazione. In quegli anni Nanjie godeva di una buona situazione economica e molti della vecchia guardia—politici cinesi e alcuni generali che erano contro il cambiamento—vedevano nella cittadina un esempio di comunità funzionante.

Nanjie era già dominata da una maggioranza di sinistra di stampo maoista, perciò molti politici iniziarono a finanziarla. Nanjie si schierò allora ancora più a sinistra e si differenziò dal resto del paese, che ormai era totalmente aperto al mondo occidentale.

Quindi è diventata una specie di ultimo baluardo del sogno comunista?
Sì. Superficialmente potrebbe sembrare una cittadina funzionale ed egualitaria. Ma a considerarla più approfonditamente, si nota che il successo dell'apparato dipende dai prestiti statali che sono stati riversati sulla città.

Un giovane turista cinese fotografa un ritratto di Stalin.

Cosa ne hanno fatto di tutti i soldi che arrivavano?
Hanno costruito tutti questi monumenti. Ho letto l'altro giorno che uno dei leader della città ha utilizzato milioni di euro per tentare di costruire una macchina dal moto perpetuo.

Assurdo. Questi monumenti sono stati pensati nell'ottica di trasformare Nanjie in un'attrazione turistica?
Sì, per gli stranieri come me è un'attrazione turistica, come immagino sarà Dubai in futuro. Sono arrivati un sacco di soldi in una volta sola, e hanno costruito un sacco di cose completamente senza senso, tipo le statue. Ma il tempo le ha un po' rovinate, e ora hanno un aspetto molto strano.

I cinesi invece vanno a Nanjie soprattutto per provare sulla propria pelle come sarebbe stata la vita sotto il comunismo. Sembra che le dinamiche lì siano rimaste veramente com'erano decenni fa. Gli altoparlanti mandano in loop gli inni del comunismo, per tutta la giornata. Comunque, per diversi aspetti è un centro molto piacevole.

Altri turisti.

Abbiamo parlato dei turisti, ma com'è vivere effettivamente a Nanjie?
Be', per molti versi è una "bugia". Gli accademici cinesi la definiscono una società egualitaria, ma non sanno che buona parte della classe operaia è composta da immigrati. E questi lavoratori devono seguirne alla lettera le severe leggi senza usufruire di alcun vantaggio. A differenza degli abitanti cinesi, a loro non vengono forniti una casa, istruzione e cibo.

Tornando ai prestiti che hanno ricevuto, come li ripagano?
Questi prestiti non sono stati concessi con l'aspettativa di rientrare. La città esiste per questo. Nel 2000 in città c'erano 23 aziende, e di queste solo tre producevano utili.

Alcune delle sculture della città, ormai piuttosto

vecchie.

Be', tutto sommato non sembra proprio un posto felice in cui vivere.
È difficile sapere veramente come vivono, mi sembrava che volessero mantenere una facciata. Una sera sono andato da solo al ristorante vicino all'albergo. Un ragazzo mi si è avvicinato e mi ha invitato a sedermi al loro tavolo, nella sala accanto. C'erano una decina di uomini che fumavano e mangiavano. Mi hanno fatto assaggiare un sacco di cibi diversi e mi mostravano tutti i loro piatti dicendomi quanto erano buoni.

Poi, quando me ne sono andato, mi hanno lasciato una pacchetto di sigarette e una bottiglia di sake. Sembrava volessero dimostrarmi a tutti i costi che la città funziona bene—anche se non è proprio così.

Intervista di Wendy Syfret. Seguila la Twitter.


Una riproduzione della casa di Mao.

Foto di un matrimonio in città.