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Vice Blog

Danilo Parra, i sottomarini e un sassofonista della metro

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di it
7.5.10

Ti ricordi quando studiavi per avere una laurea in qualche disciplina umanistica che ti avrebbe garantito un lavoro dove la gente ti avrebbe definito "un creativo"? Poi ti sei laureato e sei stato istantaneamente bombardato di lettere dalla società di prestiti agli studenti che ti chiedeva di ridarle le migliaia di migliaia di dollari che le dovevi? Be', Danilo Parra ha trovato la soluzione a questo problema, quella soluzione che può venire in mente solo a chi ha un cervello con delle palle enormi per pensare alle cose fino in fondo: mollare.

Dopo aver gettato la spugna alla Academy of Arts di San Francisco, Danilo si è trasferito a New York dove ha iniziato a girare film, libero dagli infiniti (e, nel caso di molti dei laureati in materie umanistiche, non pagabili) debiti che molti dei sui coetanei devono ancora pagare. Ha lavorato anche per VBS per un bel video, dove ci raccontava della sua scelta di esistenza vegetariana e del suo stile di vita salutare.

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Danilo ha di recente finito Closeness, un documentario sulla situazione difficile di un vecchio sassofonista della metro di New York. Danilo ha seguito Kalaparusha Maurice Mcintyre per tre mesi, guadagnandosi il libero accesso alla sua vita e scoprendo delle cose davvero strane, come il fatto che Mcintyre aveva suonato con Miles Davis. Closeness è stato proiettato al National Arts Club, e verrà mostrato anche al Rooftop Film Festival nell'East Village il 18 Giugno.

Danilo è anche un bravissimo fotografo, e la foto che ha fatto a Duke Riley mentre faceva delle cose strane con un sottomarino a Red Hook (quella che vedete sotto) si è guadagnata la copertina di quella meravigliosa carta straccia che è The New York Daily News.

Vice: Ciao Danilo. Dimmi qualcosa su di te.
Sono nato a San Jose.

Ottima autiobiografia. Ora vivi a New York, come mai hai attraversato il paese?
Be', sono andato all'Accademy of Art di San Francisco per un paio d'anni e poi l'ho mollata. Volevo andare avanti, invece di essere solo uno che ha mollato l'università, così mi sono trasferito a New York, poi sono successe un sacco di cose che mi hanno fatto capire di essere nel posto giusto. Una di queste cose è stata fare fotografie al mio amico Duke,che ha trasportato un sottomarino a Red Hook. Per capriccio sono andato con lui a fare delle foto ed è andata a finire che quelli del New York Times erano lì a filmarlo e io ero l'unica altra persona presente. Dopo l'incidente, lui è stato arrestato, sono arrivati gli elicotteri ed è successo un casino e poi quelli del Daily News mi hanno braccato perché volevano la foto per il loro giornale, così l'ho venduta per un sacco di soldi. Quella è stata una delle cose che mi ha fatto capire di essere nel posto giusto al momento giusto, essere a New York.

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Ehm, di che cavolo stai parlando?
Ah già, forse dovrei raccontarti un po' di cose prima. Allora, questo ragazzo di nome Duke Riley, è un artista, fa un sacco di progetti artistici che hanno a che fare con la storia e l'acqua, quasi tutti i suoi lavori ruotano attorno a questi due concetti. Ha costruito un sottomarino, l'ha portato al largo e voleva avvicinarlo il più possibile alla nave da crociera Queen Mary. Immagino che in Germania nei decenni passati facessero così, portavano i sottomarini il più vicino possibile alle navi da crociera e le facevano saltare in aria. Non mi ricordo in che guerra, credo nella Seconda Guerra Mondiale, comunque il lavoro di Duke voleva essere una ricostruzione di quegli episodi. Quindi stava andando molto vicino a questa nave enorme, e all'improvviso è arrivata la guardia costiera, poi la polizia, poi gli elicotteri e dei tizi sulla nave avevano puntato dei fucili su di lui perché pensavano volesse farli saltare in aria. Io stavo fotografando tutto, è stato un evento. Credo che il Daily News sapesse che fosse una storia interessante da mettere in copertina

Quindi ha costruito un sottomarino?
Sì, ha costruito un sottomarino e l'ha portato in mare. Aveva anche un piccolo remo, non era completamente sommerso, emergeva un po' dall'acqua, così si è messo a remare verso questa enorme nave da crociera.

Di cosa era fatto il sottomarino?
Era fatto di legno e fibra di vetro e credo un sacco di piombo. Sì, c'era un sacco di piombo sulla parte bassa, così poteva immergersi.

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Wow, ora vorrei parlare solo di sottomarini, ma cercherò di riportare l'intervista sui binari giusti. Di cosa parla Closeness?
Ero appena tornato dal Messico per girare la cosa di skate per VBS, Doin'it Baja, dove abbiamo preso delle Harley Davidson a Baja con un gruppo di skateboarder. Non avevo lavori programmati in quel periodo, così ho pensato di fare un progetto personale. Sono andato a cercare una band di mariachi che vedevo sempre sulla metro, volevo fare una storia su di loro ma non riuscivo più a trovarli, sono quel genere di persone che puoi trovare solo se non le cerchi. Però ho trovato questo tizio che suonava il sax e che sembrava davvero figo. C'era qualcosa di davvero interessante in lui, e quando abbiamo iniziato a parlare lui è stato davvero gentile. Così gli ho fatto un'intervista e ho scoperto che era una specie di leggenda vivente. Anni fa suonava con Miles Davis e stava cercando di registrare un album. Stava raccogliendo i soldi per prendere un nuovo sassofono e ho pensato che sarebbe stato bello seguire le registrazioni del suo nuovo disco. È un tizio che suona nella metropolitana, ma ha molte storie da raccontare.

È riuscito a fare l'album?
Sì, non avevo il permesso di girare in sala di registrazione, ma nel film si vedono le prove della band.

È un senzatetto?
No, vive in una casa popolare per anziani nel Bronx.

Per quanto tempo l'hai seguito?
Circa tre mesi.

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Molte delle tue prime cose sono girate a San Francisco. Che differenze ci sono fra girare a New York e girare a San Francisco?
A San Francisco è più facile trovare delle location. È grande e non c'è nessuno in giro. Ci sono un sacco di avamposti militari abbandonati e si riescono a fare foto senza nessuno attorno. Ho girato i miei film più surreali a San Francisco, sembra un posto più magico perché non c'è nessuno in strada. Da quando sono a New York faccio molti più documentari.

Mi piace Torture Room, quello è il tuo gatto?
No, è il gatto del mio amico Peter.

Oh, la mia prossima domanda era, "Posso averlo io?" ma immagino tu non abbia nessuna autorità a riguardo. Sembrava molto tranquillo per essere un gatto in una vasca da bagno. Ogni volta che cerco di farlo io, finisco con le braccia sanguinanti.
Sì, lui è zoppo, quindi credo che non sia facile per lui mettersi a litigare. In più è molto vecchio.

Sei come Kathy Bates in Misery non deve morire!
Ahahah, be' lui si fa un bagnetto almeno una volta al mese, quindi non credo gli faccia un grande effetto. Però abbiamo quasi fatto cadere una luce nella vasca, il che sarebbe stato peggio di una tortura.

Come mai hai deciso di filmarlo?
Era il gatto più interessante che avessi mai visto. Sembrava così vecchio e saggio, e aveva così tanto carattere con la sua zoppicata, il suo pelo e il suo muso vecchio. Ho pensato di mettere in sottofondo della musica molto triste e girare tutto al rallentatore, così la storia sarebbe venuta fuori da sola.

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E per quanto riguarda Laundry, è una cosa che ti è successa veramente?
Sì, mi è successa davvero. Non sono molto bravo a provarci con le ragazze, anzi per niente, ma una sera stavo tornando a casa da San Francisco, dopo essere stata a una festa a Berkley, ed ero tipo, "Cavolo, c'erano così tante ragazze carine e non ci ho provato con nessuna. Resterò solo per tutta la vita se non mi do una svegliata." Poi sono andato in lavanderia e mentre aspettavo ho visto questa ragazza molto carina che fumava una sigaretta. Non avevo mai fumato una sigaretta in vita mia, ma ho pensato che fosse un buon modo per attaccare bottone e ha funzionato. Il resto della storia non è andato proprio come pensavo, non si è più fatta vedere. Quando è arrivato il bus lei se ne è andata, ma nel film ho scelto di far sembrare che lei volesse restare, ho pensato fosse più divertente.

L'hai rigirata e hai fatto sembrare che tu fossi nel sedile del guidatore.
Ahaha, sì, ho fatto in modo che sembrassi al top.

Hai provato a chiedere una sigaretta a una di New York? La gente è parecchio protettiva verso il proprio fumo.
No, non ho provato, quella è stata l'unica volta. Non so perché non ci ho più provato, alla fine funziona ed è ottimo per iniziare una conversazione.

Nessuno dei tuoi film ha dialoghi, e Laundry è l'unico con una trama. Come mai?
Non lo so. Laundry si sviluppa grazie alla voce registrata. Stavo sdraiato a letto pensando a quello che mi era successo in lavanderia e ho improvvisato la storia, raccontandola sul mio registratore. La prima registrazione fatta è quella che ho usato per il film. Le cose visive sono arrivate dopo. Ma la maggior parte dei film non viene da esperienze personali, è per questo che non le narro personalmente. E poi non mi piace molto la mia voce.

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Hai curato la fotografia del video degli Appaloosa e Patrick O'dell ha fatto la regia. Come è nata questa collaborazione?
Pat è venuto da me con un soggetto e io gli ho proposto alcune idee su come girare. Ho lanciato dei fumogeni durante delle riprese e cose così.

Fumogeni?
Sì, be' Cat Power ha girato la parte live degli Appaloosa perché erano in tour insieme. Così mi è venuta l'idea di lanciare i fumogeni e di sovrapporre il materiale di Cat Power, perché le riprese erano di bassissima qualità rispetto alle riprese HD che stavamo facendo. Ma non se ne è fatto nulla, quindi alla fine li ho usati solo nella scena in cui Max pattina per la strada. Ho chiesto a qualche amico di lanciarli verso di lui mentre giravamo.

Lo vedo pattinare spesso per la strada.
Sì, è un grande, molto tranquillo. La scena di sesso è l'ultima che abbiamo girato e Max e la ragazza non si erano mai incontrati. Pensavo che Max sarebbe stato nervoso, visto che è sempre così tranquillo. Pensavo che la ragazza avrebbe preso il controllo della situazione, ma credo che Max abbia fumato dell'erba e bevuto un po' prima delle riprese. Avevo anche comprato una bottiglia di whiskey, così potevano sedersi e conoscersi un po', e poi quando si sarebbero dovuti fare l'avrebbero fatto davvero, ma non sapevo che Max avesse già bevuto ed è stato lui a prendere il controllo della situazione. Così si sono fatti di brutto, si sono come innamorati durante le riprese. Anche quando abbiamo spento tutte le luci ed era tutto finito loro si stavano ancora facendo nel letto di scena. Poi noi siamo andati tutti al bar, loro sono andati insieme da qualche altra parte.

Che stallone. Mi piace il modo in cui nel video si mischiano cavalli e skate.
Sì, quella era l'idea di Pat. Ottima idea.

JONATHAN SMITH