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Anti-Santi

Trote al Carroccio

Bucknasty sullo scandalo Lega Nord.

di Matteo Lenardon
07 aprile 2012, 3:00pm

Sono spiritualmente molto vicino allo scandalo partito grazie alle indagini e intercettazioni sul tesoriere della Lega Francesco Belsito. La Lega era tutto, per me. Io la odiavo, i miei amici la odiavano, mia madre la odiava e questo odio ci teneva uniti e ci dava forza. Ora questo potrebbe essere finito, per sempre.

Dopo la caduta di Berlusconi abbiamo sentito continui discorsi su come la “cultura berlusconiana” fosse diventata dominante nel nostro Paese. Addirittura il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha giustificato le vasche di pesce e cozze pelose ricevute in regalo—e accettate—da personaggi sospetti come paradigma di questa “cultura”. Ma il vero simbolo dell’appassimento culturale è Bossi, non l’ex Presidente del Consiglio. Berlusconi è un uomo di cultura, uno di quelli che utilizza modi di dire superflui in latino o costruisce perifrasi con termini obsoleti per fartelo notare quando ti incontra la prima volta, come tutti gli uomini di formazione piccolo borghese. Il suo anti-intellettualismo è una posa cinica per distanziarsi dalla sinistra, per accusare i suoi avversari di non capire il popolo, e avvicinarsi al fantomatico paese reale che esprime i propri stati d’animo attraverso metafore calcistiche.

Bossi non è mai stato un poser, non ne ha mai avuto bisogno. E ha convinto due generazioni che l’insulto più grave che potessero ricevere fosse “radical chic”.

Ora Bossi non c’è più, ci sono solo i festeggiamenti su Facebook e Twitter per la sua dipartita—francamente eccessivi e di cattivo gusto, dato che ancora non è morto.

E per cosa è caduto? Dalle carte pubblicate sui giornali emerge che Belsito, un uomo uscito dall’ideale unione fra la retorica lombrosiana e una razza maledetta di Tolkien, gestiva i soldi dei rimborsi elettorali per uso personale. Una villa di proprietà di Bossi è stata ristrutturata grazie a questi soldi. Così come diversi diplomi e lauree acquistate in Svizzera, vacanze in località esotiche come Alassio e addirittura la costruzione di una “Scuola Bosina”, conosciuta anche come “Libera Scuola Elementare dei Popoli Padani” e gestita da Manuela Bossi, moglie di Umberto. Un uso illecito del finanziamento pubblico che lo Stato Italiano versava nelle casse della Lega Nord per permettere alla Lega Nord di organizzarsi e compiere la secessione dallo Stato Italiano.

Borghezio, storico europarlamentare leghista, ha affermato che questo è un “crimine senza vittime,” perché i militanti metteranno “mano al portafoglio” per risarcire i soldi che sono stato rubati.

Non sono d’accordo, credo che ci sia una vittima in questo scandalo e che si chiami Renzo Bossi. L’intera vita del figlio di Umberto, già eletto per secrezione vaginale al Consiglio Regionale Lombardo a 10.000 euro al mese, è stata sconvolta nel giro di qualche giorno. La sua carriera scolastica, abbiamo ora scoperto, è contenuta in un foglio Excel: il diploma sarebbe stato comprato, così come una “laurea in un’università privata londinese” (per 130.000 euro). Risultano anche diverse auto acquistate da Belsito per Lil’ Trota; si tratta di Smart, BMW, Audi e una fantomatica Porsche usata per il trasporto di un contenitore di peni famosi.
Insomma, per un partito come la Lega Nord, che ha fatto e continua a fare battaglie contro la RU-486 e l’aborto, sembra che la vita, così come la truffa ai danni dello Stato, cominci al momento del concepimento.

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