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Anteprima: il nuovo video delle Pussy Riot

In occasione dell'uscita del loro ultimo video CHAIKA abbiamo parlato con Nadya Tolokonnikova delle Pussy Riot della corruzione delle istituzioni russe, di Putin e del perché secondo loro la situazione in Russia è precipitata nell'ultimo anno.

di Dory Carr-Harris
03 febbraio 2016, 2:38pm

Sono passati quasi quattro anni da quando le Pussy Riot, il gruppo anarco-punk femminista russo, hanno messo in scena la loro protesta/performance "Punk Prayer - Mother of God, Chase Putin Away!" sull'altare della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

Da allora sono state arrestate per attività antigovernative, processate, incarcerate e infine—dopo l'intervento delle associazioni per i diritti umani e dei media internazionali—liberate. Comunque niente di tutto questo ha impedito loro di continuare a produrre canzoni, video e articoli col fine di combattere la corruzione galoppante del regime di Putin.

Oggi esce il loro ultimo video musicale, "CHAIKA", come l'attuale procuratore generale russo Yuri Chaika.

Chaika è finito sugli altari della cronaca internazionale dopo che l'attivista anti-Putin Alexei Navalny ha pubblicato online un video in cui sostiene che la famiglia e le persone vicine al procuratore—in particolare suo figlio—siano legati alla mafia russa, e che Chaika stesso sia corrotto. Il governo russo ha negato ogni accusa e ha rifiutato di prendere in esame o di riprendere il video sulle piattaforme mediatiche di proprietà statale. Il Cremlino ha nel frattempo approvato molte leggi su cosa può essere postato online, che potrebbero in ultimo permettergli di oscurare Facebook, Twitter e YouTube.

Abbiamo parlato con Nadya [Nadežda] Tolokonnikova della Pussy Riot dei motivi che hanno spinto il gruppo a intitolare un video a Chaika e sul perché pensano che dal 2012 ad oggi la situazione in Russia sia peggiorata.

Foto di Denis Sinyakov

VICE: Di cosa parla il vostro ultimo video?
Nadya Tolokonnikova: "CHAIKA" è un messaggio da un braccio destro di Putin ai suoi figli e seguaci. È un manuale di istruzioni su come estorcere, perseguitare, mandare in galera gli avversari ed eliminarli fisicamente. E anche su come non solo scampare alla galera, ma arricchirti coi tuoi crimini.

Cosa dobbiamo sapere di Yuri Chaika?
Chaika è il procuratore generale della Federazione Russa. Da quando nel 2006 ha accettato l'incarico non ha portato a termine nessuna indagine importante. Chaika è qualcosa di più di una figura istituzionale mediocre. È il rappresentante tipico della mafia di stato russa oggi.

Mikhail Zygar, ex capo dei contenuti di Rain—l'unico canale televisivo indipendente in Russia—ne ha parlato nel suo libro All Kremlin Warrior Host. Scrive, "La carica di procuratore generale è diventata una carica politica. Il compito del procuratore è quello di eseguire le volontà del Cremlino in modo spesso violento, senza nemmeno preoccuparsi del rispetto dei diritti umani. Prima di qualunque elezione regionale l'ufficio del procuratore muove accuse ai candidati malvisti e fa di tutto perché non arrivino al giorno delle elezioni. Il procuratore generale è diventato un artefice di repressione istituzionalizzata e praticamente infallibile."

Per selezionare i detentori delle cariche militari e giudiziarie è in vigore dagli anni Duemila—cioè da quando Putin è diventato presidente—un sistema piuttosto paradossale. I procuratori onesti, i poliziotti e i giudici non offrono alcun guadagno al sistema di sicurezza pubblica. Al contrario, quelli bravi a obbedire e capaci di condurre un processo senza alcuna base reale sono molto richiesti. La mia compagna di cella era un'ex commissario, aveva deciso di fare il commissario perché da giovane vedeva un sacco di film sui poliziotti buoni. A farla finire in carcere è stato il suo ex marito, un poliziotto.

Negli anni Novanta cercava di risolvere i casi che erano in realtà frutto di persecuzioni da parte della polizia o delle istituzioni. Nel 2003, aveva lasciato il lavoro perché non le interessava più. Non si poteva più fare niente contro il sistema e solo l'obbedienza e la cieca fedeltà erano considerate importanti. Anche a costo di violare la legge.

Come ha reagito la gente a questo scandalo? Se ne è almeno parlato?
Secondo le stime, il 38 percento dei russi che hanno visto "CHAIKA" considerano la corruzione e le connivenze con gruppi criminali fenomeni essenziali per il mantenimento dell'ordine da parte delle autorità in Russia.

Si sente spesso dire: "Ma dove non è la mafia, oggi? La corruzione è l'unica cosa che prospera nel nostro paese. Mafia e corruzione ovunque—e le autorità sono le uniche che possono mantenere la situazione sotto controllo."


Foto di Denis Sinyakov.

Quanto è diffusa la corruzione all'interno del governo russo oggi?
Il sistema statale non è solo "infettato" dalla corruzione, ma è basato su di essa. Se un giudice dichiara qualcuno innocente, i suoi colleghi iniziano a sospettare che ci siano dietro delle mazzette. Dopo qualche sentenza di assoluzione, questo giudice verrà licenziato perché i suoi capi penseranno che ha accettato delle mazzette e non le ha condivise con loro. Ecco perché le assoluzioni in Russia sono solo lo 0,4 percento del totale.

Come si può controllare la corruzione—cosa può fare la Russia e cosa la comunità internazionale?
1) Rifiutare i tentativi di corruzione
2) Smettere di nascondere le prove della corruzione
3) Bere vodka

Cosa puoi dirci del percorso creativo dietro all'estetica del video?
Le autorità russe non riescono neanche a definire la loro estetica, perciò le abbiamo aiutate noi. In questo video compaiono tre elementi promossi dallo stato che ci disgustano profondamente:
1) Coprire tutto d'oro per nascondere il marcio—come si vede nella pagnotta d'orata e nelle decorazioni barocche stile Khokhloma
2) La segregazione—rappresentata dal campo di concentramento in cui tutti i prigionieri vengono torturati
3) L'estetica di destra, populista e nazionalista—rappresentata dal gabbiano a due teste, dall'allestimento e dalla coreografia dei pubblici ministeri donne.

All'inizio ero preoccupata perché non ero sicura che fossero elementi che stavano bene insieme, ma poi ho capito che anche se non avessero funzionato non era colpa nostra, perché il video vuole solo rappresentare le orribili scelte estetiche dei nostri governanti.

Foto di Aleksandr Sofeev.

Qual è il significato di alcune delle immagini legate alla gola—il pane d'oro etc?
La gola simboleggia i valori del governo mafioso russo. È la quintessenza dell'indifferenza, del vuoto interiore, dell'eccesso, del materialismo e dell'ipocrisia—che è evidente quando cercano di promuovere presso i cittadini i più alti valori morali.

Il pane d'oro rappresenta la pagnotta d'oro trovata a casa di Yanukovich quando questi ha lasciato il paese in seguito alla rivoluzione ucraina del 2014. Nel nostro video compare per ricordare a Putin che niente dura per sempre. Lo spiedo, le corde, la frusta e le manette sono classici strumenti di tortura, spesso legati ai metodi delle autorità russe.

Avete virato più verso il rap che verso il punk rock che vi caratterizza. È stato voluto? Perché il rap?
È successo e basta! Quando componiamo musica l'obiettivo è di creare qualcosa di strano. Se quel rap suona strano e insolito per le Pussy Riot, siamo riuscite nel nostro intento.

Foto di Aleksandr Sofeev.

Sono passati quattro anni dalla vostra performance nella Cattedrale di Cristo Salvatore. Credi che da allora la situazione in Russia sia migliorata, peggiorata o uguale?
È stato nel febbraio 2015 che abbiamo fatto la scoperta più terribile, ovvero che l'attività politica di una persona la può portare non solo a essere imprigionata, ma addirittura a essere uccisa a colpi di pistola nel centro di Mosca. Mi riferisco alla vicenda di Boris Nemtsov.

Cosa sperate che possa fare questo video per la Russia e per il mondo?
Le Pussy Riot chiedono che venga subito intrapresa un'indagine nei confronti del procuratore generale Chaika e della sua famiglia, e nei confronti di tutti i detentori di cariche importanti della sua amministrazione. La nostra speranza è che il video convinca le persone che non possiamo vivere in un paese in cui il garante della legge è il più lampante simbolo di corruzione. Speriamo che le persone di tutto il mondo ci aiutino a dare voce alla nostra rabbia e a trasformare la Russia in un paese in cui non esistono più persone come il generale Chaika.

Cosa attende ora le Pussy Riot?
Solo l'FSB [i servizi segreti russi] lo sa.

L'intervista è stata editata.

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