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Siamo andati a vedere la "piscina dei radical chic" di Milano

Indecisi se credere alle storie sui radical chic in coda alla nuova piscina Caimi di Milano—ora Bagni Misteriosi—siamo andati a vedere con i nostri occhi chi la frequenta nel corso di due pomeriggi infrasettimanali.

Tutte le foto di Guido Borso.

Da due settimane a questa parte qualunque cosa sia successa a Milano (per esempio il fatto che ci sia una giunta nuova, che Rihanna abbia suonato per solo un'ora o che le bufere stiano sradicando parte del verde cittadino) è stata inframezzata dalle opinioni, i dibattiti e le notizie sui Bagni Misteriosi—l'ex piscina Caimi da poco riaperta al pubblico accanto al Teatro Parenti, nel centro della città.

Ovviamente la sola riapertura di una struttura del genere non avrebbe destato tutta questa attenzione; poi però sono arrivate le code all'ingresso e Selvaggia Lucarelli, che ha descritto lo spazio come un luogo "dedicato ai ricchi," "la nuova piscina radical chic di Milano", citando tra i motivi il prezzo più alto della media milanese (12 euro per il giornaliero contro i sette delle altre strutture) e l'offerta alimentare "bio, km zero, rintracciabile". A ciò, nei giorni successivi, si sono unite l'inevitabile attenzione dei quotidiani e le risposte della responsabile del progetto.

Indecisi se credere alle storie sui radical chic in coda—e dal momento che le piscine che frequentiamo noi quando va bene hanno le alghe in vasca—siamo andati a vedere con i nostri occhi nel corso di due pomeriggi infrasettimanali.

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