
Phantasmes
Nel 2011 il cinema horror si trova in una difficile situazione di stallo. Più precisamente, come fai a spaventare o disgustare i giovani quando tutto ciò che puoi trovare nei più oscuri meandri della tua immaginazione è già stato riesumato da qualcuno con una connessione internet?
In tempi recenti i registi si sono industriati per affrontare il problema di un pubblico desensibilizzato. C‘è stato l‘avvento del tanto discusso ‘torture porn‘, un sottogenere che ha avuto i suoi primi conati con Antichrist di Lars Von Trier e Non Violentate Jennifer di Steven R. Monroe, prima di raggiungere il suo sgradevole climax con The Human Centipede nel 2009. Ad ogni modo, anche questa storiella di gente che mangia i sederi altrui si è rivelata abbastanza noiosa da richiedere il corrispettivo hardcore chiamato The Human Sexipede.
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Non Violentate Jennifer
Mentre da una parte è abbastanza facile buttarla sul ridere per il pubblico occidentale, ormai insensibile a qualsiasi profanità, l‘affascinante A Serbian Film di Srdjan Spasojevic non ha esattamente fatto sganasciare dalle risate la gente che è andato a vederlo al cinema. La sua rappresentazione dello stupro di un neonato, una scena in cui la star del film, Srdjan Todorovic, decapita una donna e fa sesso con il suo corpo senza testa, e un‘altra in cui a una vittima vengono estratti i denti prima di venire soffocata a morte da un pene sono abbastanza pesanti da riportare il fantasma di Mary Whitehouse nel mondo dei vivi.

Violenza ad una vergine nella Terra dei Morti Viventi
In verità, questo tipo di horror sessuale non è nulla di nuovo, né è tanto estremo come quelli che l‘hanno preceduto negli anni ’70 e ’80. Se vai alla videoteca di zona e ti metti a cercare tra le cataste di VHS consumati, potresti tranquillamente trovare qualcosa di più repellente di A Serbian Film, ma messo su cassetta all‘incirca quattro decenni fa.
La vera impollinazione incrociata del porno hardcore e della violenza estrema, il Gorno, è cominciata verso la fine dell‘era degli hippy. L‘horror e il softcore sono coesistiti durante tutti gli anni ’60, ma il sesso vietato e i massacri gratuiti non si sono davvero amalgamati al di fuori dell‘avanguardia artistica. Il primo caso di vero Gorno fu forse Sex Psycho del 1970, diretto da Walt Davis. Considerato indistribuibile, non venne mostrato né su video né nei cinema. È facile capire il perché. Tra le litanie di malefatte: una donna che spompina suo marito appena morto, un tizio che si prende una mannaia in testa mentre si scopa da dietro suo fratello e una ragazza che stacca a morsi un pene e lo strangola a morte. Il tutto avviene con sottofondo di un inascoltabile traccia d‘organo che ripete il tema centrale di The French Connection e “Night on Bald Mountain“ fino alla nausea.

Erotikill
Un paio d‘anni dopo, oltreoceano, l‘industria dell‘eurospazzatura della metà degli anni ’70 stava iniziando ad esplodere, con registi come Jess Franco, Jean Rollin e Joe D‘Amato. Erotikill di Franco mescolò il lesbo-vampirismo della Hammer con la psichedelia e le riprese hardcore, mentre Phantasmes di Rollin inserì clip vietate nel solito menù castello/troia/vergine.
In America, i cinema alternativi proiettavano la roba più oltraggiosa prodotta oltreoceano, film come Thriller: A Cruel Picture, una pellicola svedese che si racconta mostrasse un cadavere vero con un occhio staccato con un pugnale. Ma gli Stati Uniti a loro volta tenevano il passo del nuovo mercato con i propri horror sessuali, con film dal plot prevedibile come Forced Entry, Sex Wish e Unwilling Lovers tra i più trasgressivi.

Hardgore
Hardgore del 1974 è uno dei classici dimenticati del genere, e il titolo riassume chiaramente la sua esatta natura. Mentre Sex Psycho è inguardabile per chiunque non si chiami Patrick Bateman, Hardgore è un festival della scopata estrema di proporzioni titaniche, perfetto se accompagnato con pizza e birra. A cavallo delle viscerali ossessioni dell‘epoca per il soprannaturale e l‘occulto, è ambientato in un ospedale in stile Garth Marenghi, ed è uno spaccato epocale di oscenità demenziale. Ci sono missili-dildo volanti, un pene spezzato parlante, una setta di dottori satanici e vagine fulminate. La scena chiave che rende succintamente chiaro il punto d‘incontro tra il gore e il porno, è caratterizzata da un seguace del culto che tromba una ragazza da dietro in una ghigliottina, finché la lama non cade e taglia la testa della ragazza nell‘esatto momento dell‘orgasmo.
Il 1976 vide l‘uscita di Through the Looking Glass, che gli addetti ai lavori ancora considerano il punto di riferimento per il genere. È il tipo di cosa che poteva essere concepita solo a metà degli anni settanta—un‘epopea psichedelica che segna legami tra l‘Histoire d‘O del Marchese de Sade e Alice nel Paese delle Meraviglie, ben prima di Alan Moore. I valori della produzione e le pretese artistiche gli assicurarono un posto per la proiezione al World Theater di New York, dove fecero la prima di Gola Profonda di Gerard Damiano. Cominciando con l‘enigmatica Scream Queen, nonché modella di Vogue, Catherine Burgess—che lo storico di Times Square Bill Landis chiamò “una Catherine Deneuve da $1.98“—che si masturba di fronte ad uno specchio, e viene trasportata, tramite un Jodorowskyesco portale, in un oltretomba in cui esplora i reami della sessualità col fantasma del suo defunto padre.

Through the looking glass
Mentre la trama s‘inspessisce, ci ritroviamo una ripresa in primo piano del dito del padre della protagonista che penetra la sua vagina (essenzialmente un‘inversione di una scena di Enter the Void di Gaspar Noé), un tea party da Cappellaio Matto che si trasforma in un‘orgia, multiple sequenze allucinogene di sesso e una visione dantesca dell‘Inferno in cui si vede una donna fare un bagno di feci e urina. È in sostanza un Valerie and Her Week of Wonders di Jaromil Jires, nell’immaginario Sasha Grey; un film non facile da dimenticare.
Gli anni ’80 videro le luride avventure sexploitation del maestro del porno Joe D‘Amato, come Le Notti Erotiche dei Morti Viventi e Porno Holocaust, nonostante la comparsa di horror non hardcore come Nekromantik e Aftermath che esploravano il tema della tanatofilia diventando celebri, ma il Gorno ben fatto sembra che sia lentamente scomparso dai nostri schermi col tempo. Negli ultimi anni sono state fatte un sacco di parodie porno horror—da una veloce ricerca su Google ho trovato Re-Penetrator, Night of the Giving Head e A Cockwork Orange. Ma il vero Gorno sembra giacere dormiente in una cripta polverosa, mentre imitatori scialbi vengono salutati come coloro che hanno oltrepassato i limiti dell‘accettabile. Fortunatamente, con internet al servizio dei tuoi polpastrelli, ora è più facile che mai gettarsi a capofitto in questo meraviglioso mondo dimenticato di terrore babbo.
TOM KILLINGBECK
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