Cultura

Foto di Kotti, una delle zone “più pericolose” di Berlino, e di chi ci abita

A man wearing a brown cowboy hat and jacket with golden decorations. He also wears a white shirt and a red tie as well as golden necklaces. He has long hair.

Kottbusser Tor è praticamente una rotatoria circondata da condomini con una linea della metropolitana di superficie che la taglia al centro. C’è chi lo chiama il Colosseo, ma la maggior parte dei berlinesi la chiama Kotti. È piena di negozi, kebab, bar e persone che ci abitano, ma è anche comunemente associata a spaccio di droga, furti e aggressioni—il che la rende una fra le sette aree ad “alto tasso di criminalità” di Berlino.

Nonostante le proteste dell’opinione publica, una stazione della polizia è stata aperta nella piazza il 15 febbraio 2023 nella speranza di controllare e sorvegliare meglio le attività illegali nella zona. Ma secondo il fotografo Manuel Lossau, la stazione potrebbe avere un impatto negativo sul tessuto sociale del quartiere.

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Lossau vive a Berlino da 12 anni e ha un legame speciale con Kotti. Nel suo primo anno in città ha fatto il volontario a Fixpunkt, un centro diurno per persone con dipendenza da droga che opera in zona, dove distribuiva cibo e articoli di necessità a chi ne aveva bisogno. Più avanti, ha svolto lì anche il lavoro di assistente sociale.

Questa connessione con il quartiere lo ha spinto a creare una serie che immortalasse i volti delle persone che vivono e lavorano a Kotti come progetto conclusivo dei suoi studi alla Scuola di Fotografia Ostkreuz.

Kottbusser Tor, Berlino.
Ercan, proprietario del Cafe Kotti. Foto: Manuel Lossau

Stando a quanto racconta Lossau, l’eroina gira a Kotti da un po’ e ora la crescita dell’utilizzo di crack sta causando ulteriori danni al quartiere. “Le persone diventano sempre più aggressive,” dice. Ma Kotti non è soltanto un aggregatore di droga e criminalità, e Lossau ha considerato fondamentale mostrare le facce di chi ci abita. “Kotti sembra sempre puro caos a primo acchito,” dice. “Ma se ti prendi un po’ di tempo per osservare meglio, troverai della bellezza in mezzo al grigiume.”

Il fotografo descrive Kotti come un luogo che unisce tanti tipi diverse di persone in poco spazio—è questa particolarità a renderlo interessante. “Le persone di Kotti hanno problemi diversi,” dice. “Non lasciano passare nulla, non sono interessate a mantenere un aspetto esteriore pulito.”

Oltre a fotografarle, Lassau frequenta spesso le persone della zona. “È stato proprio il tempo passato insieme a creare la vicinanza di cui avevo bisogno per i miei scatti,” racconta.

Kottbusser Tor, Berlino.
La torre di guardia. Foto: Manuel Lossau

In questo progetto, Lossau ha deciso di fotografare “chi è sempre lì”—non le persone che passano solo a mangiare un kebab in pausa pranzo o a cambiare linea della metropolitana. “Mi interessavano le persone che avevano Kotti al centro della propria vita,” specifica.

Lossau condivide l’opinione di molti residenti che la nuova stazione di polizia di Kotti cambierà l’aspetto del quartiere e spingerà ancora più ai margini alcune persone già marginalizzate. Ciò significa che le sue foto hanno anche una funzione archivistica. “Voglio che la gente guardi i miei scatti tra dieci anni e veda chi viveva in questo posto,” conclude. “Per non dimenticare questa gente.”

Continua a scorrere per vedere altre foto di Kotti:

Kottbusser Tor, Berlino.
Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino
“Ahmed era un grande personaggio di Kotti – faceva grandi discorsi ai passanti su come stava cambiando la zona stando in piedi su una cabina telefonica. Ora è morto e non esiste più nemmeno la cabina telefonica.” Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino
I “Ragazzi del 36”. Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Karkin il gommista ha l’officina dagli anni Novanta. Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino
Profeta. “Credo si considerasse un fotografo, ma non l’ho mai visto fare una foto—le macchine che portava al collo erano più delle specie di talismani. Teneva anche discorsi politici. Era un sostenitore del Partito dei Lavoratori Curdi e cercava di convincere i passanti ad andare alle loro assemblee. Non ci sono mai andato.” Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
“Non la vedo più a Kotti, ma negli ultimi 10 anni era sempre lì. Ha vissuto a lungo per strada e ci facevamo grandi chiacchierate. È un’artista e la sua missione era di rendere lo spazio pubblico più bello. Non si dipingeva soltanto la faccia, ma disegnava anche sui muri e dipingeva simboli misteriosi sul terreno. Il suo modo di truccarsi era un’estensione delle sue opere.” Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
“Non volevo concentrarmi sul degrado, ma non volevo nemmeno ignorarlo.” Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Un cortile di Kottbusser Tor da cui si vede un minareto. Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Yaprak. Foto: Manuel Lossau
Kottbusser Tor, Berlino.
Lo sceriffo. “Si fa chiamare Sceriffo e forse Sceriffo è anche il suo vero nome. Si è autoassegnato il ruolo di tutore dell’ordine negli ambienti della droga—l’ho visto fare da mediatore in dispute tra utilizzatori di droga.” Foto: Manuel Lossau
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