Due birrifici stanno producendo birra fatta con la neve

Dopo questa possiamo dire di averle sentite davvero tutte.
Andrea Strafile
Rome, Italy
19.2.18
Foto via Facebook

La birra è una figata. Se avessi la testa per immagazzinare conoscenze di chimica sarebbe il lavoro dei miei sogni.

Sostanzialmente per farla servono acqua, malto d’orzo (non sempre) e lievito. Il resto è pura sperimentazione. C’è chi ci mette le ostriche, chi usa vecchio pane da buttare, chi la frutta e chi addirittura il formaggio.

L’idea dei due birrifici Little Machine e Edgewater’s Joyride Brewing dal Colorado è stata: vogliamo la birra più fresca che ci sia.

“E come facciamo?”

“Ehi, siamo in Colorado. Facciamola con la neve”

I due microbirrifici stanno unendo le forze per la Collaboration Fest - un evento bellissimo in cui si i birrifici artigianali creano qualcosa insieme - e hanno avuto la brillante trovata di utilizzare per la loro birra luppoli appena colti, visto che è stagione, e neve purissima delle vette statunitensi.

Immagine via Facebook

Cory Carvatt, che sembra uscito da una serata disco del ’76 (no dico, guardate le fotografie), ha radunato tutti per una scalata in montagna a raccogliere neve da portare al birrificio. La neve viene fatta sciogliere, ne viene aggiunta una piccola percentuale d’acqua e si inizia il magico processo che porta alla birra.

I luppoli freschi vengono aggiunti in dry fopping, cioè a mosto freddo per non perdere gli oli essenziali e i profumi che altrimenti svanirebbero in fase di bollitura.

Il risultato è una IPA, ma con un valore IBU pari a zero. Più è alto il valore, più ha componenti amare complesse, quindi la loro dovrebbe essere una IPA dolce, fresca e profumata. Oppure no, chissà, la produzione è iniziata solo questo mercoledì.

“È partito tutto dal concetto di ‘fresco” ha detto Mike Dunkly, uno dei birrai, a 9News “Siamo capitati durante la stagione dei luppoli freschi che ci sono da queste parti, il che è sempre fantastico, e ci siamo detti: come facciamo a mettere qualcosa di ancora più fresco dell’acqua con questi che sono appena colti? Beh, usiamo la neve, no?”

Le difficoltà si sono fatte sentire, e non poche.

“Quando fai birra possono esserci un sacco di insidie. La prima è stata come trasportare delle botti di neve fresca senza farla sciogliere. Seguita da: 'Non abbiamo idea di come aggiustare il sapore, che facciamo'?”.

Mi mangio le mani perché vorrei tremendamente assaggiarla, ma d’altro canto è bellissimo che certe cose non puoi averle se non vai in pellegrinaggio.

“Don’t Eat The Yellow Snow”, diceva Frank Zappa.
No, ma un sorso me lo farei volentieri.

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